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A

ACCETTAZIONE
Atto formale con il quale un debitore accetta un effetto a suo carico. Con “banker’s acceptance” (accettazione bancaria) si definisce, invece, una tratta emessa su una banca ed accettata. Questo strumento, solitamente emesso a fronte di operazioni di tipo commerciale, può essere scontato sul mercato.

ACCUMULAZIONE
In finanza aziendale, i profitti non distribuiti come dividendi ma aggiunti ai mezzi propri della società. Nel campo degli investimenti, l’acquisto graduale e diluito nel tempo di azioni del medesimo tipo per evitare incrementi di prezzo.

ACID TEST
Indicatore di bilancio. Si ricava dal rapporto tra il totale di cassa, i crediti a breve, i titoli liquidabili immediatamente e il totale delle passività correnti, per determinare la capacità di un’impresa di pagare i propri debiti.

ACCORDO ACQUISTO-VENDITA
Nel settore mutui ipotecari, accordo stipulato tra una banca e un ulteriore prestatore secondo il quale, al termine della costruzione dell’immobile o dell’impianto oggetto del mutuo, i diritti del finanziatore, fino a quel momento spettanti alla banca, passano al prestatore ultimo.

ACCORDO DI COMPENSAZIONE
Accordo stipulato da due governi per la compensazione dei pagamenti legati ai reciproci scambi, che presuppone l’apertura di un conto di compensazione in entrambi i Paesi, dove confluiscono i versamenti in moneta nazionale dei rispettivi importatori. Le somme a disposizione sono destinate al pagamento degli esportatori. È anche l’accordo per la compensazione, tra due o più parti, delle rispettive ragioni di credito o di debito.

ACCORDO DI EMISSIONE
Accordo stipulato tra una società e un’istituzione finanziaria in cui quest’ultima fungerà da intermediario per l’emissione di titoli da parte della società e che saranno collocati successivamente presso gli investitori.

ACQUISTO A TERMINE
Contratto di acquisto di un bene, frequentemente valuta, in cui la firma viene rinviata a data futura, in modo che l’acquirente entri in possesso del suddetto bene solamente alla scadenza e alle condizioni stabilite alla stipula del contratto.

ACQUISTI CON MARGINE
Il proprietario di un titolo può utilizzare il medesimo, lasciandolo in deposito presso un intermediario, come garanzia per avere un finanziamento che gli permetta di comprare sul mercato nuovi titoli: questi ultimi sono detti titoli acquistati con margine. Altrimenti il medesimo soggetto può depositare, come contante o titoli di Stato, solamente una parte (margine) dell’ammontare totale dell’operazione, somma che dovrà essere adeguata periodicamente secondo le condizioni di mercato, cautelando l’intermediario da eventuali variazioni negative dei prezzi.

ADERENTE
Possono essere soggetti già soci o azionisti nuovi. Quando la delibera di aumento e con l’esclusione del diritto d’opzione vuol dire che l’aumento è riservato a nuovi soci.In caso contrario vi possono concorrere anche i soci esistenti.

ADS (American Depositary Share)
Certificati rappresentativi di azioni emesse da società non-USA, trattati alla Borsa americana e quotati in US $. Vengono emessi da una banca depositaria su richiesta di acquisto da parte di un investitore USA con un rapporto prefissato ADS/azioni (ad es. 1 ADS = 10 azioni)

AFTER HOURS
Espressione che indica le contrattazioni che avvengono, dopo il normale orario di borsa, su un mercato privato organizzato. E’ una delle principali novità del mercato finanziario italiano dopo la privatizzazione della borsa (oggi Borsa SpA), che ha consentito un notevole ampliamento delle contrattazioni.

AGGIO DI EMISSIONE
Differenza tra il valore nominale del titolo obbligazionario (solitamente coincide con il prezzo di rimborso) e il prezzo (più alto) al quale il titolo viene emesso.

AGGIOTAGGIO
Operazione effettuata per provocare artificiosamente un rialzo o un ribasso delle quotazioni di Borsa (generalmente diffondendo false notizie).

AGGIUDICAZIONE
La quota di titoli, facenti parte di un’emissione, che viene attribuita a un soggetto che ha aderito alla sottoscrizione. Nelle sottoscrizioni sindacate, rappresenta la quota di titoli emessi che viene consegnata per essere distribuita ai vari componenti del sindacato.

ALLA PARI
Un titolo viene definito “quotato alla pari” quando il prezzo di mercato è equivalente al valore nominale o al prezzo di emissione.

ALLENTAMENTO MONETARIO
Condizione in cui la Banca centrale provvede, con i mezzi a propria disposizione, a dotare il mercato di tutta la liquidità di cui necessita.

AMEX
Per volume di contrattazioni è la seconda Borsa valori statunitense, con sede a New York, in cui vengono scambiati in maggioranza titoli di piccole e medie società.

AMMISSIONE DI TITOLI ALLA QUOTAZIONE
Procedura in base alla quale la Borsa Italiana, verificata la presenza di specifici requisiti, autorizza la quotazione in Borsa di strumenti finanziari, tra cui titoli azionari ed obbligazionari.

AMMORTAMENTO DEL DEBITO
Modalità di estinzione di un debito in modo graduale, attraverso rate che comprendono una quota capitale e una quota interessi.

AMMORTAMENTO NEGATIVO
Nel caso le rate di rimborso di un prestito non siano sufficienti a rimborsare la quota d’interessi del capitale residuo aumenta l’ammontare del debito. Per esempio, nelle operazioni finanziarie dove sono presenti clausole che limitano la variazione dei tassi d’interesse, i pagamenti non riescono a coprire il costo reale del finanziamento e accrescono il capitale residuo da rimborsare.

ANALISI FONDAMENTALE
Analisi economica che focalizza l’attenzione sulle relazioni esistenti tra le più importanti grandezze macro e micro economiche, allo scopo di un esame strutturale e previsionale delle stesse. L’analisi può riguardare grandezze aggregate, come il Prodotto nazionale lordo, l’inflazione, ecc., oppure su grandezze relative a singole aziende, quali gli utili, il fatturato, le prospettive di redditività futura.

ANALISI
Metodologia di analisi dell’andamento e delle relazioni tra grandezze economiche che considera principalmente elementi non misurabili direttamente o indirettamente. È usata per esempio per valutare la qualità della vita in differenti zone geografiche.

ANALISI QUANTITATIVA
Genere di analisi economica che si occupa dell’individuazione di relazioni matematiche o statistiche tra grandezze economiche misurabili tramite numeri, per esempio la costruzione di un modello econometrico.

ANALISI TECNICA
Metodologia di analisi di titoli o mercati finanziari, che si focalizza sulla storia passata di variabili conosciute, come i prezzi dei titoli o i volumi di contrattazione. Analizzando l’andamento passato di queste variabili, l’analisi tecnica permette di effettuare previsioni sull’evoluzione futura dei prezzi o sull’andamento generale del mercato, supportando così le decisioni operative.
Approvvigionamento dei fondi da utilizzare per il finanziamento di un’operazione finanziaria. Per funding di una società si intende il finanziamento tramite emissione di obbligazioni, mentre per funding di un prestito obbligazionario si intende l’emissione di nuovi titoli a fronte di un prestito analogo in scadenza.

ANNUALITA’ FISSA
Contratto stipulato tra due soggetti attraverso il quale uno di essi si impegna, verso il pagamento al momento presente di una o più somme di denaro, alla corresponsione di più somme di denaro fisse periodiche a partire da una data futura. E’ un tipo di contratto che viene offerto dalle compagnie assicurative sulla vita.

APERTURA
Fase iniziale della seduta di Borsa durante la quale viene stabilita la prima quotazione della giornata.

APERTURA DI CREDITO
Contratto tramite il quale la banca mette a disposizione del cliente una somma di denaro per un periodo determinato. Si distingue dall’anticipazione bancaria perché quest’ultima è concessa su pegno di titoli o di merci.

APPREZZAMENTO
L’aumento graduale del valore di un investimento. Nel mercato valutario, l’aumento del valore di una divisa nei confronti di quella di un altro Paese, alla quale non sia legata da rapporti di cambio fissi (in questo caso specifico si parla di “rivalutazione”).

ARBITRAGGIO
Forma di speculazione consistente nell’acquisto di titoli o valute estere su una piazza e immediata cessione su un’altra piazza, in modo da trarre vantaggio dal differenziale di prezzo tra i due mercati.

AREA DI DISTRIBUZIONE
Range di prezzo al cui interno un bene di investimento oscilla per un significativo intervallo di tempo.

AREA EURO
E’ l’insieme dei paesi dell’Unione Europea che fanno parte dell’Unione Economica e Monetaria (UEM) e che utilizzano l’Euro come moneta. A gennaio 2017, l’area dell’euro (o eurozona) comprende i seguenti 19 Paesi: Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Fonte: https://europa.eu

A REVOCA
Ordine di compravendita di titoli impartito all’intermediario, valido fino al momento in cui il cliente non decide di revocarlo (o sia stato adempito).

ASSEGNO BANCARIO
Rappresenta un ordine alla propria banca di pagare ad un’altra persona od a se stessi una somma indicata. Gli assegni bancari, in base ad un accordo tra le banche, debbono avere dimensioni standard. Sono inoltre stampati dalle singole banche e forniti solo ai propri titolari di conto corrente.

ASSEGNO NON TRASFERIBILE
L’assegno con la clausola “non trasferibile” deve essere pagato solamente al beneficiario e questi non può girare l’assegno se non ad una banca per l’incasso. La clausola si appone scrivendo sull’assegno “non trasferibile” ed è consigliabile ripetere la formula anche sul retro dell’assegno.

ASSET ALLOCATION
Suddivisione della propria ricchezza tra varie attività finanziarie (monetario, obbligazionario e azionario).

ASSET ALLOCATION STRATEGICA
Riferita ad un fondo comune di investimento l’asset allocation strategica definisce le aree in cui il fondo dovrà investire.

ASSET ALLOCATION TATTICA
Consiste nell’attività di effettuare aggiustamenti di breve periodo per effetto di esigenze di mercato sulla composizione di portafoglio definita dall’asset allocation strategica.

ASSICURATO
Persona sulla cui vita è stipulato il contratto. È sempre una persona fisica e non può mai cambiare.

ASSICURAZIONE
Contratto che tutela contro fatti incerti che potrebbero provocare conseguenze dannose sotto il profilo economico.
L’assicurazione, ovviamente, non garantisce che un certo evento negativo non si verificherà, ma garantisce che, qualora si verificasse, i suoi effetti economici saranno coperti da un indennizzo.
L’importo del premio e della copertura variano moltissimo a seconda del rischio dell’operazione, stabilito dalle compagnie tenendo conto del calcolo delle probabilità, cioè della possibilità teorica che l’evento si verifichi.
I settori nei quali l’assicurazione può essere utilizzata sono praticamente infiniti: si va dalla ben nota assicurazione sull’auto a quella contro l’incendio o il furto in casa, da quella sulla vita a quella sulla responsabilità civile del capofamiglia, da quella sanitaria a quella contro gli infortuni e così via.

ASSOGESTIONI
Associazione delle società che svolgono attività di gestione del risparmio. Nata nel marzo del 1984 per iniziativa delle società di gestione dei fondi comuni di investimento, Assogestioni ha successivamente esteso la propria rappresentanza a tutte le attività, espressamente autorizzate, di gestione del risparmio di terzi. Assogestioni rappresenta tutte le SGR italiane, la gran parte delle società di asset management straniere operanti in Italia, un buon numero di sim e banche che operano nella gestione individuale e nei fondi pensione.

ASTA
Operazione di offerta pubblica di titoli emessi dal Ministero del Tesoro. Con tale sistema l’emittente riceve in via telematica le offerte di acquisto dei partecipanti e soddisfa le richieste a partire dai prezzi più alti sino all’assegnazione dell’intero ammontare di titoli oggetto dell’offerta. L’asta può essere:
– competitiva (utilizzata per il collocamento dei BOT), in cui l’assegnazione dei titoli viene effettuata al prezzo indicato da ciascun partecipante in ordine decrescente sino alla completa assegnazione dei titoli oggetto dell’asta;
– marginale (utilizzata per il collocamento dei BTP e dei CCT), in cui l’assegnazione dei titoli viene effettuata al prezzo meno elevato indicato dai partecipanti che si sono aggiudicati i titoli.

ASTA NON COMPETITIVA
Prassi di assegnazione dei titoli di Stato utilizzato nelle aste periodicamente tenute dal ministero del Tesoro. In una fase iniziale vengono offerti titoli secondo il sistema competitivo, soddisfacendo quindi gli investitori che hanno offerto i prezzi più alti, mentre in una seconda fase si provvede a soddisfare le richieste rimanenti a un prezzo pari alla media ponderata dei prezzi ottenuti in sede competitiva, riuscendo in questo modo a raggiungere quegli investitori che hanno avanzato richieste di minori dimensioni.

ATM (AUTOMATIC TELLER MACHINE)
Apparecchiatura automatica che consente ai clienti di effettuare operazioni bancarie quali prelievo di contante, versamento di contante o assegni, richiesta di informazioni sul conto, bonifici e pagamenti di utenze. Il cliente attiva il terminale mediante l’introduzione di una carta e la digitazione di un codice personale di identificazione.

ATTIVITA’ CORRENTI
Investimenti di una società utilizzati nel breve termine, per le esigenze di gestione corrente, tra cui il contante, i crediti commerciali, le riserve di materie prime e di prodotti finiti.

ATTIVITA’ NETTE
In analisi di bilancio, le attività nette si ottengono dalla differenza tra il totale degli investimenti e quello dei finanziamenti, indicando la ricchezza che compete agli azionisti.

AT THE MONEY
Un’opzione si dice “at the money” nel caso in cui il prezzo di mercato del bene oggetto del contratto è uguale al prezzo di esercizio del diritto (il premio è pagato in anticipo). Esercitando l’opzione “at the money”, teoricamente, si ha la perdita del premio che equivale, in termini di risultato, all’abbandono a scadenza.

ATTUALIZZAZIONE
E’ l’operazione mediante la quale è possibile valutare un capitale ad una data anteriore a quella cui esso fa riferimento. In altri termini, è la procedura di calcolo che consente la determinazione del valore attuale o scontato.

AUMENTO DI CAPITALE
Operazione con la quale una società per azioni emette nuove azioni per effettuare nuovi investimenti.
L’operazione può essere a pagamento (se si chiede un prezzo per le nuove azioni da emettere), gratuita (se le nuove azioni sono cedute gratuitamente ai soci) o mista (se si realizza con entrambe le modalità).
La delibera di aumento del capitale sociale fornisce ai soci il diritto d’opzione. Nel caso di società quotate in borsa, il diritto d’opzione può essere venduto sul mercato per monetizzarne il valore. Tale situazione consente a nuovi soci di entrare a far parte della società e garantisce i vecchi soci in caso di mancata sottoscrizione delle nuove azioni.

A VISTA
Un titolo è pagabile “a vista” se è sufficiente la sua presentazione al debitore per poter ricevere il denaro oggetto della prestazione.

AVVISO DI ESERCIZIO
Comunicazione effettuata da un broker per un suo cliente il quale vuole esercitare il diritto presente in uno o più contratti di opzione acquistati. Questo avviso è trasmesso alla Option Clearing Corporation, la stanza di compensazione delle opzioni, la quale assegnerà l’obbligo di esecuzione al venditore della stessa tipologia di opzione.

AZIONI CICLICHE
Titoli azionari aventi la tendenza ad amplificare le oscillazioni del ciclo economico. Questi titoli, nei periodi di espansione, avranno la tendenza a sovraperformare la media di mercato, mentre nei periodi di contrazione dell’attività avranno una tendenza opposta. Titoli aventi queste caratteristiche sono quelli dei settori delle costruzioni, dell’industria e della chimica.

AZIONE FRAZIONATA
Per quanto riguarda le operazioni di reinvestimento diretto dei dividendi in nuovi titoli, eseguite da specifici programmi d’investimento dei fondi comuni, la situazione che si verifica quando il dividendo corrisposto non è sufficiente ad acquistare un numero intero di titoli e quindi al possessore vengono attribuite azioni frazionate, fino a concorrenza con il totale del dividendo.

AZIONE ORDINARIA
E’ l’azione che offre al proprietario il massimo dei diritti previsti dalla legge, e cioè:
– diritto di voto
– diritto di impugnativa dei bilanci
– diritto di esame del libro soci
– diritto di incassare il dividendo
– diritto d’opzione
– diritto al rimborso nel caso di scioglimento della società
– diritto di recesso nel caso di modifica dell’oggetto sociale.

AZIONE PRIVILEGIATA
E’ un tipo di azione che offre al proprietario solo una parte dei diritti riconosciuti all’azionista; la riduzione dello “status” di azionista è però compensata da alcuni privilegi:
– il diritto di voto è limitato alle sole assemblee straordinarie.
– il diritto d’opzione è limitato alla sola categoria di azioni possedute.
Per contro:
– il diritto al dividendo è rafforzato, in quanto è previsto che l’utile sia destinato in primo luogo a pagare la cedola alle azioni privilegiate
– il dividendo normalmente è superiore a quello delle azioni ordinarie.
– il diritto al rimborso è rafforzato, in quanto è previsto che, in caso di scioglimento della società, il netto ricavo sia distribuito prima agli azionisti privilegiati, ed il residuo a quelli ordinari.

AZIONE PRIVILEGIATA A RENDIMENTO VARIABILE
Titolo azionario privilegiato che contempla, oltre alla cumulabilità dei dividendi, la distribuzione di somme variabili in rapporto ai tassi di mercato. Questi titoli che non hanno una scadenza, consentono all’emittente di disporne il rimborso anticipato.

AZIONISTA DI RIFERIMENTO
È un soggetto in possesso di un numero rilevante di azioni aventi diritto di voto (non necessariamente la maggioranza del capitale), che è perciò in grado di influenzare l’andamento gestionale della società.

AZIONE DI RISPARMIO
E’ un tipo di azione che offre al proprietario notevoli diritti reddituali, ma pochissimi diritti “amministrativi”, ovvero:
– il diritto di voto non è previsto
– il diritto d’opzione è limitato alla sola categoria di azioni possedute come nel caso delle azioni privilegiate.
In compenso:
– il diritto al dividendo è fortissimo, in quanto l’utile conseguito deve essere destinato in primo luogo a pagare la cedola alle azioni di questa categoria (con preferenza anche rispetto alle azioni privilegiate)
– lo statuto può prevedere un livello minimo di dividendo, una sua maggiorazione rispetto alle azioni ordinarie, una cumulabilità del diritto nel caso in un anno non sia distribuita la cedola.

B

BALANCE
Rappresenta la consistenza numerica di un conto ottenuta dalla somma algebrica di tutte le sue componenti. Nelle banche, saldo disponibile dei fondi presenti in un conto corrente dopo aver sottratto gli oneri di tenuta dello stesso, gli addebiti e i depositi non ancora accreditati.

BANCA AGENTE
(Agent Bank) Banca nominata da un consorzio di istituzioni creditizie per tutelare gli interessi dello stesso in operazioni comuni. Una banca agente, nel mercato europeo, è quella banca nominata dalle altre facenti parte del sindacato per curare le operazioni amministrative riguardanti l’emissione di titoli obbligazionari.

BANCA CENTRALE EUROPEA
E’ la Banca costituita dai paesi aderenti all’UEM (Unione monetaria europea) che ha il compito di emettere l’EURO e di guidare la politica monetaria dell’Unione.
E’ l’unica autorità monetaria autorizzata a fissare il tasso di sconto, a determinare la quantità di moneta in circolazione, a fissare la politica monetaria europea. In precedenza tutti questi compiti (ed altri ancora) erano di competenza delle singole banche centrali, ognuna delle quali seguiva una propria politica, spesso in contrasto con quella degli altri paesi (anche se facenti parte della Comunità Europea).
Gli accordi di Maastricht hanno in pratica svuotato i poteri “locali”, accentrando in un unico organismo i compiti di coordinamento ed indirizzo, consentendo così di creare un’area monetaria forte ed unita.

BANCA CORRISPONDENTE
Nell’ambito del risparmio gestito è frequente l’utilizzo, in fase di commercializzazione, dei prodotti di banche corrispondenti.
Ad esempio se in Italia una società estera intende commercializzare quote di propri fondi o azioni di SICAV e non dispone di una sede secondaria deve stipulare una convenzione con una o più banche definite corrispondenti.
Lo stesso si verifica se un operatore italiano intende commercializzare all’estero propri prodotti.

BANCA DEPOSITARIA
Banca alla quale competono compiti di controllo e di garanzia sull’attività di un fondo comune di investimento.
In particolare la banca depositaria custodisce i titoli e le disponibilità liquide ed esegue le istruzioni impartite dalla SGR responsabile della gestione del fondo, a condizione che le stesse non siano contrarie alla legge, al regolamento ed alle prescrizioni delle autorità di vigilanza.
Inoltre accerta la legittimazione delle operazioni di emissione e rimborso delle quote del fondo, il calcolo del loro valore e la destinazione dei redditi del fondo.

BANCA D’INVESTIMENTO
Le banche d’investimento, nell’ordinamento giuridico degli Stati Uniti, sono soggetti abilitati a sottoscrivere titoli di nuova emissione, a collocarli e a trattarli sul mercato, unitamente agli strumenti gia esistenti.

BANCA D’INVESTIMENTO
È un’istituzione finanziaria europea avente funzioni simili alle banche d’investimento del Nord America. Le attività più comuni sono quelle di sottoscrizione e collocamento di titoli, di trading sui titoli di proprietà, di consulenza alla clientela, di fusioni e acquisizioni. La banca investe il proprio capitale in operazioni che possono garantire rendimenti molto alti o che possono generare elevati flussi di commissioni.

BANCA D’ITALIA
La Banca d’Italia è la banca centrale italiana. Esercita funzioni: di emissione; di vigilanza creditizia e finanziaria; di supervisione dei mercati; di tutela della concorrenza sul mercato creditizio; di analisi, ricerca e studio in materia economica ed istituzionale; di tesoreria dello Stato. Insieme alla Banca Centrale Europea, si occupa anche di sorvegliare i sistemi di pagamento e, nel campo della politica economica, fornisce alta consulenza agli organi costituzionali.

BEAR
Definizione data a chi ritiene che nel futuro l’andamento del mercato sia ribassista.

BENCHMARK
Nell’ambito del risparmio gestito il benchmark identifica un indice o un insieme di indici di riferimento di un particolare mercato.
Il benchmark fornisce una indicazione del rischio – rendimento atteso di un fondo comune di investimento.

BANCOMAT
Il marchio Bancomat identifica la funzione di prelievo contante presso tutti gli sportelli automatici bancari in Italia. L’operazione è subordinata alla digitazione di un PIN (Codice Segreto) di 5 cifre.

BASE MONETARIA
È l’elemento di base dell’offerta di moneta di un sistema economico, ed è composta dalla valuta nazionale in circolazione e dalle riserve detenute presso la Banca centrale.

BASE IMPONIBILE
Il valore di un investimento che deve essere preso in considerazione ai fini della definizione dell’imposizione fiscale.
Generalmente viene preso in considerazione, come base di riferimento, il costo di acquisto del bene, al netto del totale delle quote di ammortamento accantonate.

BENEFICIARIO
Persona fisica o giuridica cui spetta il pagamento della prestazione prevista. In un contratto vi possono essere più beneficiari in funzione delle diverse prestazioni previste.

BENI CAPITALI
A livello di singola impresa come a livello nazionale, l’insieme delle immobilizzazioni utilizzate per lo svolgimento del processo produttivo. I capital goods partecipano a più processi produttivi.

BASE
Nel mercato dei futures, viene definita basis la differenza esistente tra il prezzo di un titolo a pronti e il prezzo del future sullo stesso titolo. Con l’avvicinarsi alla scadenza del contratto future diminuirà progressivamente, fino ad annullarsi completamente nel momento della scadenza. Nel mercato dei tassi d’interesse, rappresenta il numero dei giorni utilizzato per il calcolo dell’interesse (solitamente 360 o 365), mentre per i titoli a reddito fisso rappresenta il rendimento a scadenza di un’obbligazione. Per la legge fiscale USA è il prezzo di acquisto di un investimento con aggiunta delle commissioni e successivamente impiegato per calcolare le tasse nel Capital Gain.

BETA
Indice che misura il rischio non diversificabile (o sistematico) cui è soggetto un titolo azionario per il solo fatto di essere quotato e quindi di seguire l’andamento generale del mercato azionario. Se l’indice è superiore ad 1 il rendimento del titolo risulta più volatile della media di mercato, se è inferiore ad 1 esso ha caratteristiche di maggiore stabilità rispetto alla media.
Il mercato ha Beta = 1.

BILANCIA COMMERCIALE
Parte della contabilità economica di una nazione, facente parte della bilancia dei pagamenti, che considera le movimentazioni dei beni importati e dei beni esportati.

BILANCIA DEI PAGAMENTI
Metodo di rilevazione della contabilità economica nazionale che registra, generalmente su base annua, le transazioni di un Paese con l’estero e il saldo delle stesse. È composta da una parte corrente “current account” (che comprende i movimenti di beni e servizi, i trasferimenti a titolo di interesse e i proventi dagli investimenti all’estero) e da una parte capitale “capital account” (che tiene conto degli investimenti a titolo di capitale all’estero e dei depositi interbancari internazionali). Il saldo della bilancia dei pagamenti, deficit o surplus, rappresenta una stima delle movimentazioni di fondi di una nazione con il resto del mondo.

BILANCIO CONSOLIDATO
Per bilancio consolidato si intende il bilancio (Stato Patrimoniale, Conto Economico e Nota Integrativa) della società e come tale incorpora la situazione reddituale e patrimoniale di tutte le imprese che fanno parte della società stessa. Il bilancio consolidato è quindi il documento che meglio permette di conoscere e valutare la situazione patrimoniale e finanziaria di un gruppo e il suo andamento economico.

BILL
Nel settore titoli di credito, è l’ordine dato da un soggetto a un altro di pagare una somma a favore di un terzo soggetto alla scadenza di una data stabilita. Nei trasporti, il certificato emesso dal vettore che rappresenta le merci viaggianti. Fra i titoli di Stato statunitensi, i Treasury bills sono titoli con scadenza inferiore all’anno, analoghi ai Buoni Ordinari del Tesoro presenti in Italia. Il Due Bill, nelle contrattazioni dei titoli, è il documento per mezzo del quale l’acquirente indica le somme che vanno versate al venditore, e che riguardano gli obblighi della vendita e gli eventuali diritti accessori, (per esempio il pagamento di dividendi maturati prima della vendita).

BLUE CHIPS
Termine inglese che indica le azioni più rappresentative di una borsa valori, quelle con il patrimonio più solido e più redditizie dal punto di vista economico.
La traduzione letterale del termine è “gettoni blu” e deriva dal gioco del poker americano, in cui le fiches di valore più alto sono appunto blu.
In Italia sono considerate blu chips le azioni che fanno parte dell’indice MIB 30, quelle a più elevata capitalizzazione come Fiat, Generali, UniCredito, Telecom, ENI, ecc.

BLOCCO
Nella pratica bancaria, gruppo di assegni e di denaro contante che viene rimesso alla spunta e all’incasso definitivo. Nella terminologia borsistica vengono definiti blocchi pacchetti di titoli particolarmente consistenti, per i quali, molto spesso, si predispone un mercato indipendente dagli altri, per evitare contraccolpi negativi sulle contrattazioni di volumi più ridotti.

BOND
Sinonimo di obbligazione (è esattamente il termine inglese). Viene usato soprattutto per indicare i prestiti internazionali emessi da enti o da paesi esteri.

BONIFICO BANCARIO
Operazione con cui si trasferisce una somma di denaro da un conto corrente a un altro, anche tra due banche differenti e in località diverse. Per effettuare dei pagamenti a terzi è possibile incaricare la Banca, ed autorizzare il trasferimento di fondi, fornendo le coordinate bancarie del beneficiario, ovvero il codice Codice di Avviamento Bancario (che identifica lo sportello del beneficiario), il codice ABI (che identifica la banca del beneficiario), il numero di conto del beneficiario, l’importo e la motivazione sintetica del pagamento.

BONUS SHARE
Azione assegnata gratuitamente agli investitori non istituzionali che hanno acquistato azioni di una società (in sede di OPV o di successive offerte) e le hanno mantenute in portafoglio ininterrottamente per un periodo di tempo predefinito.

BORSA
Mercato regolamentato e sorvegliato da autorità pubbliche o riconosciute dai poteri istituzionali, accessibile al pubblico e in cui avviene la quotazione ufficiale di strumenti finanziari.

BORSA ITALIANA
Società che gestisce il mercato italiano in cui sono quotati strumenti finanziari. Il mercato di Borsa italiano utilizza un sistema elettronico di negoziazione che permette di eseguire scambi di titoli in tempo reale, indipendentemente dalla presenza fisica. Tale sistema è articolato in diverse architetture informatiche, ognuna delle quali è dedicata ai diversi segmenti del mercato: MTA, Mercato Ristretto, MPR, IDEM, MOT. Gli operatori abilitati ad operare su questi mercati sono: agenti di cambio e loro rappresentanti, società di intermediazione mobiliare SIM, banche, società di investimento straniere.

BORSA VALORI
E’ l’istituzione nata per consentire la trattazione dei titoli, dei premi e dei “contratti derivati” che hanno per oggetto valori mobiliari.
Oggi la borsa è una società privata (è gestita dalla Borsa Italia SpA, costituita il 27/3/97) ma è soggetta, proprio per la sua funzione pubblica, a forti controlli da parte della Consob, della Banca d’Italia e del Ministero del tesoro.
La borsa usa un sistema elettronico di negoziazione, che facilita la possibilità di trattare elevati volumi di affari, e che è strutturato in vari comparti specializzati, distinti o per il tipo di valori trattati (azioni, obbligazioni) o per il tipo di contratti (ad esempio derivati o premi).

BORSINO
Ufficio che le banche adibiscono ai clienti per la presentazione di ordini di acquisto o vendita di titoli o per seguire direttamente le variazioni delle quotazioni.

BOT (BUONI ORDINARI DEL TESORO)
Titoli privi di cedole, emessi con scadenze di 3, 6 e 12 mesi.

BREAK EVEN
Termine usato per designare un criterio di confronto tra due strategie d’investimento. In particolare è il valore al quale due attività finanziarie divengono ugualmente profittevoli. Se riferito a opzioni, warrants o CWs, rappresenta invece il livello del prezzo del sottostante che rende il payoff dell’investimento pari a zero.

BROKER
Operatore che acquista o vende valori mobiliari per conto di terzi.

BTP (BUONI DEL TESORO POLIENNALI)
Titoli a tasso fisso con cedola semestrale emessi con durate comprese tra i 2 e i 30 anni. I BTP emessi a conversione delle passività in essere sul conto corrente di Tesoreria al 31 dicembre 1993 e collocati presso la Banca d’Italia hanno durate comprese tra i 20 e i 50 anni e cedole annuali.

BTP FUTURE
Contratto future che consente alle parti di liquidarsi una somma di denaro, alla scadenza del medesimo. Tale somma è determinata dal valore assegnato convenzionalmente a ciascun punto di variazione del BTP prescelto (solitamente il decennale o il quinquennale) e dal valore assunto dal BTP il giorno di scadenza.

BUDGET
In un periodo di tempo definito, la previsione sull’andamento di costi e ricavi di un’impresa. Il budget si può suddividere in Cash Budget (movimentazioni previste dei flussi di cassa) e Capital Budget (variazioni nello stock di capitale impiegato dall’impresa).

BULL
Chi prevede nell’immediato futuro un mercato rialzista. Allo stesso modo si definisce “bull market” un mercato i cui prezzi tendano al rialzo.

BULL AND BEAR
Riguarda un’emissione di titoli indicizzati. Per una metà dei titoli (Bull) il rimborso avviene al valore nominale corretto in funzione diretta dell’andamento, in un preciso intervallo di tempo, di un determinato indice generale di titoli azionari, mentre per l’altra metà dei titoli (Bear) il rimborso avviene in funzione inversa dello stesso indice prescelto. Il sottoscrittore può scegliere indifferentemente la quota Bull o quella Bear, oppure sottoscrivere entrambe.

BUONI POSTALI
Sono titoli di credito che si possono acquistare presso gli uffici postali e che rappresentano il deposito di denaro, vincolato per un certo periodo di tempo.
Il periodo massimo di deposito è pari a venti anni.
I buoni fruttano un tasso d’interesse fisso, determinato in funzione del vincolo di tempo (più esso è lungo, più l’interesse è elevato).
Rappresentano una forma d’impiego del risparmio molto elementare e proprio per questo molto diffusa specie fra i piccoli risparmiatori. Sono in genere preferiti da categorie sociali medio – basse, che cercano una redditività certa, senza correre alcun tipo di rischio.

BUONO DEL TESORO
Titolo emesso dallo Stato per raccogliere denaro da destinare alla copertura del deficit. Il Buono è un titolo negoziabile che può quindi essere rivenduto in qualsiasi momento grazie alla borsa.
La caratteristica fondamentale del Buono del tesoro (che lo distingue nettamente dall’altra grande categoria di titoli di Stato, i CCT) è costituita dal fatto che la cedola pagata è d’importo fisso ed immutabile per tutta la durata del titolo.
A seconda della durata prevista, si distinguono due tipi di Buoni:
– Buoni ordinari del Tesoro (in sigla BOT) che sono emessi con durate molto brevi. Esistono BOT trimestrali, semestrali ed annuali. Hanno avuto un enorme successo per oltre vent’anni, nel periodo di alta inflazione e di alti tassi d’interesse, poiché consentivano di effettuare investimenti di breve periodo, senza rischio e con un elevato rendimento. Oggi, con la situazione del mercato finanziario molto più equilibrato (grazie anche all’ingresso dell’Italia nell’Europa dell’EURO), i rendimenti sono crollati, facendo perdere ai BOT gran parte del loro fascino.
– Buoni poliennali del Tesoro (in sigla BTP) che sono emessi con durate variabili fra i 10 ed i 30 anni. Sono particolarmente graditi alle persone anziane ed a coloro che non vogliono correre alcun rischio, neppure quello di una cedola variabile.

BUY-BACK
Acquisto di azioni proprie da parte di una società quotata effettuato o sul mercato o con una trattativa diretta o attraverso un’OPA. Può essere finalizzato o alla riduzione del capitale sociale, in caso di successivo annullamento dei titoli, oppure a sostenere il corso del titolo, ad impiegare la liquidità in eccesso o a creare una riserva di azioni necessaria ad operazioni successive (assegnazione di azioni al management a titolo di incentivo, acquisizione di un’azienda mediante scambio azionario, ecc.) nel caso in un anno non sia distribuita la cedola.

C

CAC40
Indice rappresentativo dei 40 titoli azionari più importanti della Borsa francese selezionati in base alla capitalizzazione di mercato e alla liquidità.

CALL – vedi PREMI DI BORSA

CALLABLE
Diritto, del quale può usufruire l’emittente di un titolo, di rimborsare lo stesso prima della scadenza stabilita all’emissione, pagando un prezzo equivalente a quello di mercato con l’aggiunta di un premio chiamato Call Premium.

CAMBIALI FINANZIARIE

Tra gli strumenti finanziari di raccolta rientrano le cambiali finanziarie di cui alla legge 13 gennaio 1994, n. 43, e successive modificazioni

Le cambiali finanziarie presentano le seguenti caratteristiche:

sono titoli di credito all’ordine emessi in serie;
hanno durata compresa fra 1 e 36 mesi;
anno un valore nominale unitario non inferiore a euro 50.000.
Sulla cambiale finanziaria, se non emessa in forma dematerializzata oltre agli elementi di cui all’art. 100 del R.D. n. 1669/33 devono essere indicati:

la denominazione, l’oggetto e la sede dell’impresa emittente, con l’indicazione dell’ufficio del registro delle imprese presso il quale essa è iscritta;
il capitale sociale dell’impresa versato ed esistente al momento dell’emissionE);
l’ammontare complessivo dell’emissione di cui la cambiale fa parte;
la denominazione di “cambiale finanziaria” e i proventi in qualunque forma pattuiti;
in caso di garanzia, l’identità del garante e l’ammontare della garanzia.
COMPENSAZIONE
Chiusura di posizioni opposte di titoli, valute e simili, dove ogni soggetto provvede a regolare la propria posizione, presso la Clearing House (vedi), per la scadenza in questione.

CANCELLAZIONE
Provvedimento deliberato dalla Borsa Italiana per revocare l’ammissione alla quotazione di un titolo a seguito della perdita di uno o più requisiti necessari alla sua permanenza sul mercato. E’ il più severo provvedimento limitativo della quotazione, preceduto generalmente dalla sospensione.

CANONE
Prestazione in denaro o in altra forma, corrisposta periodicamente per l’utilizzazione di un bene.

CONTRATTO A TERMINE
Contratto di compravendita di un bene d’investimento dove le condizioni su prezzo e quantità sono fissate nel momento in cui il contratto viene stipulato, ma la cui esecuzione avverrà in una data futura prefissata.

CAP
Ha due significati:
1) Termine usato per indicare il tasso d’interesse massimo applicabile ad un prestito a tasso variabile.
2) Opzione sui tassi strutturata individualmente che permette all’acquirente di cautelarsi a lungo termine contro un rialzo dei tassi d’interesse al di sopra di un certo limite massimo.

CAPITAL GAIN
Plusvalenza ovvero guadagno proveniente dalla differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto di un determinato strumento finanziario. Dal 1° luglio 2014, la plusvalenza è assoggettata ad un’imposta sostitutiva del 26%. Nel caso di plusvalenza realizzata, in regime amministrato, a seguito di cessione di titoli di Stato ed equiparati e di titoli di Stato emessi da Paesi appartenenti alla cd. “white list” e loro enti territoriali, per i quali è prevista la tassazione del 12,50%, l’imposta sostitutiva del 26% è applicata sul 48,08% (pari al rapporto 12,50/26) dell’ammontare. Se dalla cessione dei titoli si genera una minusvalenza, questa potrà essere compensata da plusvalenze successivamente realizzate entro il 31/12 del quarto anno successivo. La minusvalenza generata dalla cessione di titoli di Stato ed equiparati e di titoli di Stato emessi da paesi appartenenti alla “white list” e loro enti territoriali può essere compensata per il 48,08 % del suo ammontare. Il cliente che opta per il regime del “risparmio gestito” è assoggettato all’imposta sostitutiva del 26% sul risultato di gestione. Anche nel regime gestito le plusvalenze e minusvalenze derivanti dall’investimento, anche indiretto tramite quote di fondi, in titoli di Stato ed equiparati ed in titoli di Stato emessi da Paesi appartenenti alla “white list” e loro enti territoriali concorrono a formare il risultato di gestione, da assoggettare ad aliquota del 26%, per il 48,08% del loro ammontare.

CAPITALE DI RISCHIO
Forma di finanziamento in qualità di capitale di rischio che può essere erogato dalle banche di investimento a imprese giovani o di nuova costituzione. Il finanziamento può venire concesso a imprese che operano in settori con elevati rendimenti sul capitale o dove sono attuabili innovazioni di rilievo nei sistemi produttivi.

CAPITALE DI VIGILANZA
Il capitale di vigilanza è il capitale che le istituzioni finanziarie devono detenere a supporto delle attività che hanno posto in essere, a tutela del grado di rischio assunto.

CAPITALE SOCIALE
Importo versato dai soci di una società per azioni al fine di costituire il patrimonio indispensabile per avviare e sostenere l’attività.
Il capitale sociale può essere aumentato o diminuito solo da un’assemblea straordinaria dei soci, che dovrà approvare le modalità di variazione (fissando l’importo dell’aumento di capitale, le condizioni per la sottoscrizione delle nuove azioni, oppure le modalità per la riduzione, ecc.).

CAPITALIZZAZIONE
E’ l’operazione mediante la quale è possibile valutare un capitale ad una data posteriore a quella cui esso fa riferimento. In altri termini, è la procedura di calcolo che consente la determinazione del montante.

CAPITALIZZAZIONE CONTINUA
Operazione di calcolo del montante nell’ambito della quale i singoli sottoperiodi nei quali maturano gli interessi da aggiungersi al montante immediatamente precedente hanno una lunghezza/estensione tendente a zero.

CAPITALIZZAZIONE DI BORSA
Valore complessivo di tutte le società quotate in borsa, calcolato sulla base del prezzo ufficiale fatto registrare dal mercato.
Rappresenta un indice particolarmente significativo non solo per il mondo finanziario ma per l’intera economia nazionale.
Un indice in crescita, infatti, significa un’economia sana ed in sviluppo, mentre un indice al ribasso mostra una situazione congiunturale sfavorevole.

CAPITALIZZAZIONE DI MERCATO
È la valutazione formulata dal mercato sui mezzi propri di una società. La capitalizzazzione è stimata moltiplicando il numero di titoli azionari esistenti per il prezzo di mercato di una determinata giornata di Borsa. Questo valore rappresenta la somma che eventualmente si dovrebbe spendere per acquistare la totalità del capitale azionario di una società.

CAPITALIZZAZIONE FRAZIONATA
Operazione di calcolo del montante in regime di interesse composto nell’ambito della quale gli interessi vanno ad aggiungersi al montante immediatamente precedente tra scorso un intervallo temporale corrispondente ad una frazione di anno.

CARICAMENTO
È il costo applicato sui premi versati nei contratti assicurativi.

CARTA DI CREDITO
Documento che consente al titolare di poter effettuare spese senza ricorrere al contante od agli assegni e beneficiando anche, se lo ritiene opportuno, di fruire di un credito che gli consente il pagamento rateale delle spese mensili.
Le carte di credito sono emesse da società specializzate che, dopo aver vagliato il cliente sotto il profilo della sua affidabilità e correttezza, gestiscono tutto il complesso flusso dei pagamenti a favore dei punti vendita convenzionati e degli addebiti sui conti dei clienti.

CARTA DI DEBITO
Documento che consente al titolare di effettuare operazioni su terminali definiti (POS), istallati presso esercizi commerciali. A differenza della carta di credito, essa prevede l’addebito, tendenzialmente in tempo reale, di ogni transazione sul conto corrente bancario ad essa collegato. Generalmente è utilizzabile anche su sportelli automatici (ATM).

CARTELLO
Accordo, a livello nazionale o internazionale, tra più soggetti che permette il controllo della concorrenza, e che impegna a rispettare determinate condizioni di vendita, con il risultato di influenzare profondamente un particolare mercato. Il più conosciuto è l’OPEC, formato dai Paesi produttori di petrolio.

CASH
L’insieme di banconote, monete, assegni bancari e circolari, e dai saldi dei conti correnti liberi. In contabilità, il contante viene riunito con i “cash equivalents”, cioè i titoli aventi scadenza inferiore ai tre mesi che risultano di facile liquidabilità e il cui prezzo può essere definito con sicurezza.

CASH FLOW
In generale, i flussi di cassa rappresentano le movimentazioni monetarie relative a una certa operazione finanziaria. Per le banche sono rappresentati soprattutto dai prestiti erogati e dai depositi ricevuti, mentre nelle operazioni di finanziamento i flussi di cassa sono quelli mediante i quali si procede in un primo momento all’erogazione della somma, e man mano che ci si approssima all’estinzione del rimborso delle quote di interessi e di capitale. In analisi di bilancio, il cash flow è il reddito netto a cui va sommato il totale degli ammortamenti. Il “cash flow statement” è invece il documento che raffigura le movimentazioni di cassa dovute a una specifica attività.

CASSA DI COMPENSAZIONE E GARANZIA
Società per azioni che garantisce le operazioni su futures ed opzioni, nonché il buon fine dei contratti sui titoli quotati.

CASSETTISTA
Risparmiatore che opera in borsa per effettuare investimenti di lungo periodo e non opera con fini speculativi.
Il cassettista infatti mantiene le azioni per moltissimi anni (a volte le trasmette ai figli in eredità), limitandosi ad incassare le cedole relative ai dividendi distribuiti. Oggetto di acquisto da parte dei cassettisti sono i titoli considerati sicuri grazie alla loro solidità patrimoniale ed alla loro redditività.

CATEGORIE ASSOGESTIONI
Categorie in base alle quali sono classificati i fondi comuni di investimento. Fanno riferimento alla composizione del portafoglio e dei mercati in cui investono.

CBI
Il Corporate Banking Interbancario, noto come CBI, è un servizio bancario che consente ad un’azienda di lavorare direttamente con tutte le banche con le quali intrattiene rapporti, tramite unico collegamento telematico.
La relativa convenzione, a cui aderisce la quasi totalità delle banche italiane, è stata promossa dall’A.B.I. (Associazione Bancaria Italiana) per:

1. soddisfare l’esigenza delle imprese, tramite un unico prodotto telematico fornito da una banca (Remote Banking), detta “Banca Proponente”, di dialogare anche con le altre banche – aderenti al CBI – con le quali intrattengono rapporti (definite “Banche Passive”);
2. consentire, alle banche e alle imprese, di avvalersi di una piattaforma comune per lo scambio di dati relativi all’area informativa e dispositiva.

CEDOLA
E’ il tagliando unito a tutti i certificati sia obbligazionari che azionari. Incorpora il diritto a ricevere la rimunerazione per l’investimento del capitale: interesse nel caso delle obbligazioni, utile nel caso delle azioni.
La cedola dei titoli obbligazionari può essere d’importo fisso (ad esempio nel caso dei Buoni del Tesoro Poliennali) oppure d’importo variabile (ad esempio nel caso dei Certificati di Credito del Tesoro).
La cedola dei titoli azionari non è mai fissa, in quanto la distribuzione dell’utile dipende dall’assemblea della società, che può deliberare di distribuire un dividendo oppure no e può, di anno in anno, variare la misura del dividendo stesso. Per effetto della dematerializzazione dei titoli, anche la cedola sparirà fisicamente; resterà però il termine per esprimere appunto il pagamento dell’interesse o dell’utile.

CEDOLE
Tagliandi uniti al certificato azionario o obbligazionario che consentono di riscuotere i dividendi o gli interessi relativi ai periodi indicati. Il diritto si estingue per prescrizione dopo cinque anni.

CERTIFICATO DI CREDITO DEL TESORO (CCT)
Titolo emesso dallo Stato per raccogliere denaro da destinare alla copertura del deficit. Come il Buono Poliennale del Tesoro, il CCT è un titolo a lunga scadenza negoziabile in borsa. La caratteristica fondamentale del CCT è costituita dal fatto che la cedola pagata è di importo variabile ad ogni scadenza semestrale.
Il regolamento prevede, infatti, che l’importo da pagare sia determinato prendendo come base il rendimento dei BOT (a seconda delle emissione si può trattare dei BOT semestrali o di quelli annuali), cui si aggiunge un premio detto in gergo “spread”.
Se ad esempio il regolamento prevede un’indicizzazione sul rendimento dei BOT semestrali maggiorato di 50 centesimi, nel caso di tasso dei Buoni pari al 2% sarà pagata una cedola semestrale pari al 2,50%.

CERTIFICATO DI DEPOSITO
Titolo di credito emesso dalle banche a fronte del deposito di una somma per un determinato periodo di tempo.
Il tasso riconosciuto dalla banca può essere fisso oppure variabile. I certificati sono emessi per un importo fisso predeterminato da ogni singola banca: in genere il minimo è pari a 2600 EUR ed il massimo è pari a 51600 EUR.
Oggi i certificati di deposito sono praticamente scomparsi, a causa degli interessi bassissimi e delle tassazioni svantaggiose rispetto ai BOT e ai titoli obbligazionari.

CLASSE DI RISCHIO DI PORTAFOGLIO
La classe di rischio di portafoglio comprende tutti i portafogli che sono omogenei per livello di rischio. UniCredit Banca ha individuato quattro classi di rischio di portafoglio: cauta, prudente, bilanciata e dinamica, e una classe residuale sconsigliata (ad alto rischio).

CERTIFICATO DI RISPARMIO
Rappresenta un deposito vincolato, che viene remunerato a un tasso d’interesse fisso per tutta la sua durata. Generalmente tale certificato non può essere trasferito.

CERTIFICATO DEL TESORO “ZERO COUPON” (CTZ)
Titolo emesso dallo Stato per raccogliere denaro a medio termine (la durata in genere non supera i tre anni).
Il CTZ è un titolo negoziabile in borsa. La caratteristica fondamentale del CTZ è costituita dal fatto che il regolamento non prevede il pagamento di una cedola periodica (come per tutti gli altri titoli di Stato), ma semplicemente il rimborso alla scadenza, ad un prezzo superiore a quello d’emissione.
Il risparmiatore non incassa nulla durante la vita del titolo, ma ottiene un rendimento attraverso la crescita del capitale al momento del rimborso.

CLAUSOLA DI CANCELLAZIONE
È una clausola eventualmente presente in un contratto di mutuo ipotecario tramite la quale il proprietario dell’immobile ha la possibilità di chiedere la cancellazione dell’ipoteca una volta che è stata rimborsata una frazione consistente del finanziamento.

CLEARING HOUSE
Il luogo dove i soggetti con opposte posizioni creditorie e debitorie provvedono alla chiusura delle stesse. Per estensione, viene definito stanza di compensazione anche l’organismo, presente nelle Borse valori, preposto alla chiusura delle posizioni aperte in strumenti derivati tramite la consegna fisica o la compensazione con posizioni opposte.

CLOSED END FOUND
Fondo comune di investimento chiuso il cui capitale fissato alla costituzione può essere variato solo attraverso aumenti o riduzioni del medesimo.
Lo smobilizzo delle quote del fondo da parte del possessore può avvenire soltanto mediante vendita diretta sul mercato.

COEFFICIENTE DI TRASFORMAZIONE IN RENDITA
È il tasso che, applicato ad un capitale, determina la rendita annua. Il coefficiente di trasformazione è determinato sulla base di vari fattori (età, sesso, anno di nascita, tasso di capitalizzazione).

COLLAR
Tipo di composizione di due opzioni su tassi di interesse, grazie al quale due soggetti si mettono d’accordo, affinché il tasso d’interesse variabile di un’operazione finanziaria non scenda sotto un minimo “floor” e non salga oltre un massimo “cap”, coprendosi ambedue da eventuali oscillazioni eccessive dei tassi d’interesse.

COLLOCAMENTO
Operazione attraverso la quale i titoli vengono posti in vendita sul mercato. Viene realizzata da un gruppo di intermediari finanziari, bancari e non (“consorzio di collocamento”), incaricato di distribuire i titoli sul mercato per creare il flottante necessario alla quotazione o per garantire l’integrale sottoscrizione dei titoli offerti.

COMBINE RATIO
E’ il principale indicatore delle assicurazioni: evidenzia il risultato della gestione industriale. È la somma degli indici Loss Ratio e Expenses Ratio.

COMITATO DI BASILEA
Il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, costituito nel dicembre 1974, riunisce i Governatori delle Banche Centrali dei principali paesi industrializzati: Belgio, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Lussemburgo, Olanda, Regno Unito, Stati Uniti, Svezia e Svizzera. Il Comitato è stato creato con l’obiettivo di incentivare la collaborazione internazionale in tema di supervisione del sistema bancario, al fine di creare una effettiva vigilanza sovranazionale. Il Comitato non legifera, formula linee guida, ma le sue proposte sono accettate come normativa vincolante in numerosi paesi.

COMMISSIONE
Provvigione spettante alla società di gestione di un fondo comune di investimento. Può essere dovuta a fronte di varie prestazioni.

COMMISSIONI DI GESTIONE
Nell’ambito del risparmio gestito le commissioni di gestione remunerano l’attività di gestione dei prodotti.
Nella maggior parte dei casi le commissioni di gestione sono espresse in percentuale su base annua e sono tendenzialmente più elevate per i prodotti a contenuto azionario o specializzati in mercati esteri.

COMMISSIONI DI PERFORMANCE O DI INCENTIVO
Nell’ambito del risparmio gestito sono le commissioni percepite se i risultati registrati sono superiori in un dato periodo ad un determinato parametro o indice di riferimento.

COMMISSIONI SWITCH
Commissioni sostenute dal sottoscrittore per il passaggio da un fondo comune di investimento ad un altro (oppure da un comparto ad un altro) appartenente alla stessa società di gestione.

COMMODITY
Prodotti allo stato grezzo trattati sui mercati spot e futures: oro, petrolio, cereali, ecc…

COMPRAVENDITA
Il comprare un bene per rivenderlo, come forma di commercio.

COMPROMESSO
Promessa di vendita con cui venditore ed acquirente si impegnano a concludere la compravendita, che si realizzerà con il rogito notarile.

CONCENTRAZIONE
Raggruppamento di più realtà aziendali al fine di ridurre i costi o la concorrenza.

Conflitto d’interessi”. Insieme di relazioni interpersonali aventi o meno un fine economico la cui conoscenza può essere utile per l’investitore decidere se aderire da un’offerta di strumenti finanziari.

CONSOB
Sigla che indica la Commissione nazionale per le società e la borsa, costituita nel giugno 1974.

CONSOLIDAMENTO DI BILANCIO
Metodologia di realizzazione del bilancio originato dalla fusione di due società, che consiste nel sommare le diverse classi di attività e di passività delle due aziende. In questo modo non viene evidenziato nel bilancio finale l’eventuale sovraprezzo pagato per l’avviamento della società acquisita

CONSORZIO
Gruppo di società che si uniscono per svolgere un’attività comune. Per esempio di istituzioni finanziarie facenti parte di differenti Paesi che si raggruppano in un consorzio per esercitare attività finanziarie su scala internazionale.

CONTO CORRENTE
E’ la forma più diffusa di deposito di denaro in banca, che si realizza con un apposito contratto con il quale la banca s’impegna a custodire il denaro (pagando anche interessi annuali o semestrali) ed a consentire prelievi in qualunque momento.
Il conto corrente si differenzia dai libretti di risparmio perché consente di prelevare mediante assegni, che possono essere utilizzati anche per effettuare pagamenti (acquisti nei negozi, affitti, sottoscrizioni di fondi comuni, ecc.).
La banca è obbligata a inviare almeno trimestralmente (a richiesta anche mensilmente) un “estratto conto” in cui sono riportati i movimenti effettuati nel periodo, con la specifica di tutti gli elementi utili per il cliente.
In particolare viene indicata la data dell’operazione, la valuta applicata, l’importo, la causale (versamento in contanti, pagamento effetti, acquisto titoli, pagamento bolletta della luce, ecc.).
Ogni trimestre è prevista anche la spedizione del cosiddetto “scalare” (estratto conto raggruppato in ordine di valuta con l’indicazione dei tassi d’interesse applicati) con il dettaglio delle competenze (calcolo degli interessi, addebiti delle spese).

CONTO CONVENZIONATO
Questi conti correnti sono caratterizzati da condizioni (tassi attivi e passivi, spese per operazione, ecc.) concordate in un negoziato tra la banca e l’ente con il quale il potenziale cliente è in rapporto. Tipico il caso di aziende che stringono accordi con la banca per i propri dipendenti, e convenzioni tra banche e associazioni di categoria. Il vantaggio di sottoscrivere un conto con condizioni prestabilite consente al cliente della banca di “spuntare” un trattamento migliore, in termini di prezzi, rispetto a quello che otterrebbe presentandosi come singolo individuo.

CONTO DI DEPOSITO
È un conto corrente detenuto presso un istituto di credito che offre una remunerazione per i fondi depositati. A differenza dei Time deposit, il saldo non è vincolato sino alla scadenza pattuita.

CONTO DI RISERVA
È il conto corrente che le banche detengono presso la Banca centrale, allo scopo di deposito della riserva obbligatoria relativa all’ammontare dei depositi contratti con la clientela.

CONTO ECONOMICO
Il Conto Economico o Conto Profitti e Perdite mette in evidenza il reddito d’esercizio, cioè il flusso dei valori provocato dalle operazioni di gestione e costituito dai componenti positivi e negativi, ordinari e straordinari.

CONTO A MARGINE
Conto tenuto presso un intermediario in titoli che permette di avere una posizione il cui controvalore complessivo è formato in parte da contante depositato a garanzia dall’investitore (Margin) e in parte da denaro preso a prestito dall’intermediario. In questo modo si ottiene un effetto moltiplicativo del rendimento sui fondi di proprietà di un soggetto, originando notevoli guadagni oppure, di contro, notevoli perdite.

CONTO PACKAGE
E’ la nuova e più evoluta forma di conto corrente. Generalmente questa tipologia di conto prevede il pagamento di un canone fisso mensile e dà diritto all’aderente di ottenere facilitazioni sulle spese per la “manutenzione” del conto e sull’acquisto di altri servizi della banca. In taluni casi sono proposti pacchetti che comprendono anche servizi di carattere non bancario.

CONTO RISTRETTO
È un conto tenuto presso un intermediario in titoli, il cui ammontare di denaro o contante versato non basta a coprire il margine minimo richiesto obbligatoriamente dalla Federal Reserve. Chi è titolare di un conto ristretto non può procedere ad acquisti ulteriori, ma deve usare il ricavato delle vendite per ridurre il saldo debitore.

CONTRAENTE
Persona fisica o giuridica che stipula il contratto e si impegna a pagare il premio. È titolare a tutti gli effetti del contratto.

CONSORZIO DI GARANZIA O GARANZIA DI INTEGRALE SOTTOSCRIZIONE
Quando ricorrono queste due opzioni, significa che l’operazione di aumento prevede che in caso di non totale sottoscrizione che le azioni inoptate potranno essere offerte ai vecchi azionisti. Ricorrendo quest’ultima ipotesi, l’effetto diluitivo previsto in deliberà sarà minore e diverso per effetto della sottoscrizione delle azioni o quote non collocate sul mercato, “

CONTROLLO
L’l’ipotesi in cui un soggetto, persona fisica o giuridica, ovvero più soggetti congiuntamente, dispongono, direttamente o indirettamente, anche tramite patti parasociali, della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria ovvero dispongono di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria.

CONVERGENZA
Avvicinamento progressivo del prezzo di un bene e del prezzo di un contratto future sul medesimo bene con l’approssimarsi della scadenza del contratto, momento in cui i due prezzi dovranno corrispondere. In generale, il progressivo avvicinamento dei rendimenti di due attività differenti, per esempio i titoli di Stato di due diverse nazioni.

CONVERSIONE
In linea generale, sostituire un bene con un altro. Per ciò che riguarda i titoli, può indicare lo scambio tra titoli differenti che grazie a una norma di legge, o dello statuto, possono essere sostituiti uno con l’altro, per esempio un’azione con un’obbligazione. Oppure può significare lo scambio tra un titolo a tasso fisso e uno a tasso variabile, o ancora, la sostituzione fra quote di fondi comuni di investimento aventi caratteristiche differenti.

CONVERTIBILI
Sono titoli emessi da una società, che possono essere convertiti in titoli azionari della stessa società o di un’altra. Generalmente sono azioni privilegiate o di risparmio, titoli a reddito fisso o mutui ipotecari a tasso variabile, i quali possono essere convertiti in titoli a tasso fisso in un intervallo di tempo stabilito.

COPERTURA
A livello di cambi, merci, titoli, ecc., le operazioni che consentono di proteggere il portafoglio dal rischio di oscillazioni dei mercati sottostanti.

CORRELAZIONE
La correlazione è la misura in cui la variazione del prezzo di uno strumento finanziario si riflette nella variazione del prezzo di un altro strumento finanziario (nella stessa direzione e ampiezza).

COST INCOME
È il principale indicatore di efficienza per le banche.

COSTO MARGINALE
È l’incremento di costo che deve sostenere un’impresa, dovuto all’aumento o alla diminuzione unitaria del volume di produzione. Per quanto riguarda le banche, il costo marginale rappresenta l’interesse che bisogna pagare per disporre di fondi impiegabili per finanziamenti alla clientela.

COVERED WARRANT
Il covered warrant si differenzia dal warrant perché prevede, oltre al materiale ritiro/consegna del sottostante (laddove si tratti di strumenti finanziari consegnabili), la liquidazione dei differenziali di prezzo. Include inoltre una diversa tipologia di azioni, titoli di Stato, tassi di interesse, valute, indici o panieri di indici relativi alle suddette attività.

COVERED WARRANT CALL
Covered warrant con la possibilità di acquistare qualcosa.

COVERED WARRANT PUT
Covered warrant con la possibilità di vendere qualcosa.

CREDITI CORRENTI
Denaro che deve essere ricevuto a breve scadenza dai clienti. Questo denaro costituisce una parte della liquidità a breve termine dell’impresa utilizzata per effettuare pagamenti più o meno immediati.

CREDITI INESIGIBILI O IN SOFFERENZA
Crediti che, causa il fallimento o l’insolvenza del debitore, non saranno più riscossi o lo saranno in misura inferiore al loro ammontare.

CREDITO
Concessione temporanea di capitale da parte di chi concede il credito (p.es. la banca) al beneficiario del credito (persona fisica o giuridica); chiamato anche prestito o mutuo. Implica un obbligo di rimborso e, solitamente, un indennizzo (interesse).

CREDITO AL CONSUMO
È un prestito concesso individualmente per il finanziamento di un’impresa commerciale o per spese correnti.

CREDITO COMMERCIALE
Tipo di finanziamento a breve termine del capitale circolante di una società. Questo credito viene ottenuto dall’impresa sui fornitori, i quali potranno essere pagati trascorso un periodo di tempo variabile, durante il quale l’impresa utilizzerà il capitale che dovrà essere impiegato per i pagamenti.

CREDITO SU PEGNO
E’ uno strumento creditizio che permette di avere una disponibilità liquida immediata, grazie al pegno di beni di valore.

CREDITORE CHIROGRAFARO
Titolare di un credito nei confronti di un soggetto che abbia presentato istanza di fallimento, per il quale non possiede nessuna garanzia. Questo credito potrà essere soddisfatto esclusivamente quando saranno stati rimborsati tutti quei creditori che posseggono, per esempio, delle garanzie reali sui beni dell’insolvente.

CRITERI DI CONVERGENZA
Consistono nell’introduzione di parametri che assicurino una stabilità di prezzi, di cambi, di tassi d’interesse ed un equilibrato rapporto tra la ricchezza di ogni paese ed il suo debito pubblico. Sono stati stabiliti a Maastricht ed in base ad essi nel maggio del 1998 sono stati prescelti i paesi che sono entrati nell’Unione economica Europea fina dall’inizio (gennaio 1999).
In dettaglio, i criteri di convergenza stabiliscono che:
– il rapporto tra il deficit pubblico ed il prodotto interno lordo non può superare il 3%; ciò garantisce una bassa incidenza del disavanzo nazionale sulla ricchezza del paese, a beneficio del sistema produttivo
– il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo non può superare il 60%; ciò garantisce che il peso dell’indebitamento statale non sia eccessivo per l’economia
– l’inflazione non deve essere superiore di oltre un punto e mezzo alla media dei tre paesi con l’inflazione più bassa; ciò garantisce stabilità monetaria
– i tassi d’interesse a lungo termine non devono superare di oltre due punti la media dei tassi dei tre paesi con i livelli più bassi; ciò garantisce un costo del denaro basso a beneficio delle attività produttive.

CROSS-ORDER
Incrocio sul mercato di due ordini di segno opposto provenienti dallo stesso operatore (abbinamento automatico).

CROSS RATE
La totalità delle quotazioni in divisa che non vengono eseguite contro il dollaro (per esempio il prezzo del marco espresso in lire).

CUM
Titolo azionario o obbligazionario a cui è ancora abbinata una cedola rappresentativa di un diritto (dividendo o interesse).

CURVA DEI RENDIMENTI
Visualizzazione grafica del rendimento dei titoli obbligazionari con scadenze variabili nel tempo. La curva viene tracciata collocando la durata residua del titolo nell’asse orizzontale e la percentuale di rendimento in quella verticale. Una curva che presenta i rendimenti a lungo termine maggiori rispetto a quelli a breve viene detta positiva, mentre quella in cui i rendimenti a breve sono superiori a quelli a lungo termine viene definita invertita o negativa

D

DATA SPEZZATA
Nel mercato dei cambi, data di scadenza di un’operazione qualsiasi che non corrisponde a una delle scadenze comuni, trattate normalmente. Per esempio un periodo di 40 giorni, intermedio alle scadenze classiche di un mese e due mesi.

DATA VALUTA
Il giorno in cui devono essere resi realmente disponibili i fondi in una transazione finanziaria o commerciale. Il saldo positivo in un conto corrente bancario per una precisa data/valuta permette al titolare di poter disporre di quei fondi lo stesso giorno. Sui mercati finanziari la data valuta viene posticipata, rispetto alla data di stipula del contratto, di uno o più giorni. Per esempio nel mercato dei cambi la valuta viene normalmente fissata due giorni lavorativi dopo la data corrente (spot).

DAX
Indice rappresentativo dell’andamento del mercato azionario tedesco. Introdotto nel 1988, rileva l’andamento delle quotazioni dalle 10.30 alle 13.30.

DEALER
Operatore che acquista e vende valori mobiliari per proprio conto.

DEBITO CORRENTE
Titoli rappresentativi dell’indebitamento per esigenze di carattere operativo di un’azienda o di un’autorità pubblica, solitamente rinnovati man mano che giungono a scadenza. Le durate comunemente variano tra i sei mesi e i cinque anni.

DEBITO PUBBLICO
Ammontare dei prestiti che lo stato e gli altri enti pubblici (INPS, USL, aziende autonome, ecc.) contraggono per far fronte ai saldi negativi di cassa (deficit). Per raccogliere i capitali necessari, vengono emessi titoli (BOT, CCT, BOC, ecc.). Nel corso degli ultimi decenni il debito pubblico è costantemente aumentato, ma è destinato a scendere per effetto dell’adozione dei principi di convergenza fissati con il Trattato di Maastricht.

DEFAULT
È il mancato rispetto di una delle clausole presenti in un accordo di prestito, come il mancato rimborso di una rata o il mancato pagamento di una cedola.

DEFICIT
Termine usato per indicare il saldo passivo della contabilità statale causato da entrate ordinarie (imposte e tasse) e straordinarie (vendita di attività pubbliche, come nel caso delle cosiddette privatizzazioni) inferiori alla uscite ordinarie (pagamento di stipendi ai dipendenti pubblici, pagamento di interessi) ed alle spese di investimento (costruzione di opere pubbliche).
All’interno del disavanzo complessivo si distingue:
deficit “primario”, pari alla differenza negativa tra entrate e spese correnti
deficit in conto capitale, una situazione più preoccupante perché indica che l’attività economica dello Stato si trova in una fase estremamente negativa.

DEFICIT COMMERCIALE
Il saldo della bilancia commerciale di uno Stato. Questo valore è equivalente alla differenza tra esportazioni e importazioni; viene detto surplus quando il saldo è positivo, mentre quando è negativo viene detto deficit.

DEFLAZIONE
Fenomeno economico in cui i prezzi dei beni e dei servizi hanno la tendenza a diminuire di livello. È il fenomeno inverso rispetto all’inflazione.

DELEGA, SOSTITUTO
Indica il soggetto che può agire in nome e per conto di un altro. In senso tecnico, il termine è sinonimo di un indicatore statistico che descrive il comportamento di un aggregato economico. Un indice di Borsa è il proxy dell’andamento del mercato azionario, perché coglie le variazioni nel livello dei prezzi di un certo paniere di titoli, che approssima l’andamento del mercato in generale.

DELIBERA DI AUMENTO DI CAPITALE
La delibera di aumento di capitale assunta davanti ad un Notaio che definisce il numero e il valore degli strumenti finanziari a disposizione degli Investitori

DELISTING
Eliminazione di una società dal listino di Borsa, seguita dalla sospensione delle relative contrattazioni. Questo provvedimento viene solitamente assunto nel caso in cui non vi siano le condizioni minime richieste per la quotazione dalle autorità di Borsa, per esempio per l’insufficienza di flottante.

DELTA
Parametro statistico che misura la variazione del prezzo dell’opzione al variare del valore di base.

DEMATERIALIZZAZIONE
E’ l’eliminazione dei certificati e dei documenti cartacei rappresentativi della proprietà del titolo, che sono stati sostituiti da semplici registrazioni contabili.
Con la dematerializzazione è molto più agevole procedere alla compravendita di titoli, eliminando tutti i problemi legati al trasferimento dei certificati (spedizione, assicurazione, ecc.). Inoltre si elimina totalmente il rischio di furto o smarrimento, nonché la possibilità di falsificazione dei titoli.
Il pagamento degli interessi non avviene più presentando la cedola, ma con accredito su conto corrente. Chi detiene titoli fisicamente (custodendoli in cassaforte in banca, oppure a casa) non potrà più incassare gli interessi se non presenterà i titoli alla banca per “dematerializzarli”; dovrà attendere la scadenza, quando il titolo sarà rimborsato con il pagamento degli arretrati.

DENARO
Prezzo al quale un operatore di mercato è disposto ad acquistare una determinata attività finanziaria. Indicazione anche della fase di mercato in cui prevale la domanda di titoli e perciò i prezzi sono in rialzo.

DEPOSITO TITOLI
Contratto in base al quale la banca custodisce e gestisce titoli nell’interesse e per conto del depositante.

DEPOSITO VINCOLATO
Tipologia di deposito bancario in cui il cliente, per un periodo di tempo minimo definito in anticipo, mette a disposizione dei fondi all’istituto di credito a fronte di una remunerazione in termini di tasso di interesse. Generalmente i fondi possono essere comunque resi disponibili anche prima della scadenza, ma in tale evenienza è d’obbligo sottostare all’imposizione di una penale.

DEREGULATION
Graduale riduzione dei vincoli legali all’esercizio di una determinata attività, effettuata allo scopo di ottenere una maggior efficienza del mercato.

DILUIZIONE rappresenta la percentuale di riduzione che i soci o azionisti esistenti decidono di accettare per favorire all’ingresso di nuovi investitori.

DIRITTO DI OPZIONE
Consente agli azionisti di una società di sottoscrivere azioni, titoli convertibili in azioni di nuova emissione proporzionalmente alle azioni già possedute sostenendo una spesa inferiore a quella di mercato del titolo. Nel caso in cui l’azionista non abbia intenzione di partecipare a nuove sottoscrizioni, tale diritto (right), potrà essere ceduto sul mercato ad altri soggetti.

DIRITTO DI PRELAZIONE
Diritto secondo il quale al possessore di titoli azionari devono essere offerti titoli di nuova emissione dello stesso genere, proporzionalmente al numero di titoli posseduti. Questa regola viene applicata in particolare negli aumenti di capitale, e garantisce agli azionisti la possibilità di mantenere inalterati i rapporti di possesso delle quote di capitale avente diritto di voto. PREFERRED DIVIDEND COVERAGE Copertura dei dividendi privilegiati È un rapporto di bilancio in grado di indicare in che misura l’ammontare dovuto ai possessori di azioni privilegiate è coperto dal risultato reddituale. Si calcola dividendo l’utile di esercizio, al netto delle imposte e degli oneri per interessi, per l’ammontare totale dei dividendi dovuti agli azionisti.

DIRITTO DI RITENZIONE
Diritto reale concesso a costruttori o imprese di riparazione di beni generalmente immobili, che permette loro di ottenere l’immobile stesso a garanzia per i pagamenti sul lavoro eseguito. Solamente nel momento in cui tutte le obbligazioni saranno pagate dal proprietario, l’immobile sarà svincolato da ogni diritto di terzi.

DISCOUNTED CASH FLOW
È dato dalla sommatoria dei dividendi attesi attualizzati.

DISINFLAZIONE
Diminuizione del livello generale dei prezzi dovuta a un incremento del potere di acquisto della moneta

DIVERSIFICAZIONE
Con il termine diversificazione si intende la strategia che mira a ridurre l’esposizione ai rischi non sistematici cioè quelli che l’investitore può controllare.
L’investimento in vari strumenti finanziari, infatti, riesce ad assicurare al portafoglio una migliore stabilità. Questo perché l’eventuale “underperformance” di un’area, di un settore o di una valuta, viene compensata da una “overperformance” di un’altra attività.

DIVIDENDO
Remunerazione corrisposta al possessore di titoli azionari, di solito annualmente per le società italiane e trimestralmente per quelle americane, che può essere pagato in contante, in nuove azioni gratuite o il altro modo. L’ammontare è deciso dall’assemblea degli azionisti e va normalmente a valere sui profitti prodotti della gestione aziendale, oppure va a configurarsi come restituzione di capitale.

DIVIDENDO DI COMPENSO
Dividendo corrisposto eccezionalmente agli azionisti per compensarli della perdita provocata da un cambiamento imprevisto nei pagamenti dei dividendi trimestrali.

DIVIDENDO EROGATO
L’utile di esercizio erogato agli azionisti come remunerazione del capitale di rischio, a differenza dello “stock dividend” dove il dividendo è distribuito sotto forma di nuove azioni.

DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA (DPEF)
E’ uno degli elementi fondamentali che fissano la politica economica del paese. Viene elaborato dal governo e comprende un’analisi della situazione economica nazionale ed internazionale nonché l’indicazione degli obiettivi che si intendono raggiungere per l’occupazione, la finanza pubblica, i prezzi, il debito pubblico e così via.
Il DPEF, una volta approvato dal parlamento, diviene vincolante per il governo, che realizza gli obiettivi fissati attraverso la “legge finanziaria”.

DOW JONES
Indice rappresentativo dell’andamento della Borsa di New York. E’ composto da 30 titoli pari a circa un quarto dell’intera capitalizzazione del New York Stock Exchange.

DUMPING
Vendita sottocosto di beni nazionali nei mercati esteri, allo scopo di ottenere posizioni competitive vantaggiose. Questa pratica viene ritenuta illegale. Sui mercati finanziari, le operazioni di acquisto e vendita di notevoli quantità di titoli eseguite senza considerare gli eventuali effetti sulle quotazioni.

DURATION
In matematica finanziaria, misura della durata finanziaria di un prestito obbligazionario. Si utilizza nella gestione di un portafoglio per valutare l’effetto di variazioni dei rendimenti di mercato sui prezzi dei titoli. Queste variazioni risultano proporzionali alla duration, poiché titoli più a lungo termine risentono maggiormente delle variazioni dei rendimenti rispetto ai titoli a breve termine.

E

EARNINGS PER SHARE
Frazione degli utili societari che spetta al possessore di un’azione ordinaria. Si calcola dividendo l’ammontare degli utili al netto delle imposte, dei pagamenti d’interesse per i possessori di obbligazioni e dei dividendi corrisposti ai possessori di titoli azionari di risparmio o privilegiati, per il numero dei titoli esistenti. Solitamente sono compresi nel conteggio del numero dei titoli anche quelli che possono derivare dalla conversione di titoli convertibili esistenti, in questo caso il valore degli utili per azione viene chiamato “fully diluted”.

EARNINGS/PRICE RATIO
È il rapporto tra l’utile per azione e il prezzo corrente del titolo, ed è anche detto Earnings Yield, rendimento degli utili, poiché può essere utilizzato per comparare tra di loro investimenti differenti.

ECU
Sigla che indica l’European currency unit, l’unità di conto europea che è stata creata dai paesi membri della Comunità Europea per facilitare il progetto di integrazione valutaria culminato poi nell’adozione dell’EURO.
Nella pronuncia francese, ECU era detto écu, cioè “scudo” e con tale termine lo si è spesso chiamato in Italia.
L’ECU era una “valuta artificiale” costituita da tutte le valute della Comunità, pesate in base alla loro importanza economica.
E’ stato sostituito dall’EURO a partire da gennaio 1999, sulla base di un cambio di parità (1 ECU uguale ad 1 EURO): i titoli in circolazione nell’unità di conto pagheranno cedole e saranno rimborsati nella nuova valuta unica.

EQUITY
È quello che resta di un’azienda una volta soddisfatti tutti i debitori. I mezzi propri sono rappresentabili dal totale delle attività meno le passività. Nelle società per azioni rappresentano il bene su cui gli azionisti possono far valere i loro diritti. Per ciò che riguarda i rapporti con gli intermediari in titoli, i mezzi propri indicano il saldo del valore dei titoli posseduti dal cliente, che si calcola sottraendo dal totale dei titoli esistenti in portafoglio il valore di quelli che sono stati acquistati dando in garanzia gli stessi titoli. Nella pratica bancaria i mezzi propri indicano la differenza tra il prezzo di mercato di un bene e il totale delle garanzie che hanno per oggetto tale bene, in pratica ciò che rimane dopo che il bene è stato venduto e sono stati pagati i debiti garantiti dallo stesso.

EURIBOR
L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è un indice e rappresenta una delle due componenti del tasso di interesse di un mutuo a tasso variabile. E’ un valore che varia quotidianamente in relazione ai movimenti dei mercati finanziari. L’Euribor è calcolato come media ponderata dei tassi di interesse a cui avvengono le transazioni finanziarie in Euro tra le grandi banche europee. Viene diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea con quotazioni a 1 mese, 3 mesi, 6 mesi.

EURO
E’ la moneta unica creata dall’Unione Monetaria Europea a partire dal 1° gennaio 1999. Nella prima fase (fino al 2001) la moneta ha avuto una circolazione esclusivamente bancaria (moneta scritturale), dal gennaio 2002 ha iniziato a circolare effettivamente anche in biglietti (moneta materiale).
L’EURO raggruppa e sostituisce tutte le monete dei paesi che hanno aderito all’UEM dal maggio 1998: rispetto alla lira, il valore è di 1.936,27.

EUROBOND
Eurobbligazione a tasso fisso, rimborsabile interamente alla scadenza, avente una durata iniziale non inferiore a otto anni, o un’eurobbligazione convertibile di qualunque durata. Per estensione, un titolo obbligazionario in una qualsiasi eurodivisa e per qualunque scadenza, emesso su uno dei mercati finanziari europei.

EUROMOT
Mercato telematico delle euro-obbligazioni, delle obbligazioni di emittenti esteri e delle asset backed securities (ABS).

EURO TLX
Sistema di scambi organizzati indirizzato agli investitori individuali, in conformità alle normative CONSOB (Art.78 del d.lgs. n.58 del 1998 e Delibera CONSOB del 3 novembre 1999, n.12176).
Dedicato alle Eurobbligazioni e alle azioni estere, EUROTLX mantiene i valori consolidati nei passati anni di attività, beneficiando, inoltre, della trasparenza e dell’informazione proprie del mercato regolamentato. Per gli intermediari, inoltre, EUROTLX significa riduzione della burocrazia, automazione e velocità del processo di raccolta ordini.
Anche per il mercato EUROTLX il market making viene garantito per ogni strumento durante l’intero orario di negoziazione
Su EUROTLX si negoziano dalle 9.00 alle 20.30:

Obbligazioni Corporate
Obbligazioni Emerging Market
Obbligazioni Soprannazionali
Obbligazioni Strutturate
Titoli di Stato USA
Covered Warrant
Certificates
Dalle 9.00 alle 22.00 sono inoltri negoziati i seguenti strumenti:

Azioni Europee ed Americane
EVERGREEN
Particolare forma di prestito con la quale una banca mette a disposizione del proprio cliente una linea di credito per una durata non predeterminata.

EX COUPON
Titolo obbligazionario che grazie a un coupon stripping non possiede più cedola, per questo motivo viene quotato unicamente come titolo a sconto, senza cedola.

EX DIVIDENDO
Intervallo di tempo che trascorre tra l’annuncio del pagamento di un dividendo e il suo effettivo pagamento. L’investitore che acquista il titolo nel suddetto periodo non ha diritto alla corresponsione del dividendo, che contrariamente spetta al possessore precedente.

EXPENSES RATIO
Rappresenta, nelle assicurazioni, il peso delle spese di gestione.

EX WARRANT
Titolo azionario a cui è stato privato il warrant, e che perciò viene quotato a un prezzo che considera l’assenza di tale diritto.

F

FACTORING
Tipo di finanziamento aziendale in cui l’impresa cede a un’altra società finanziaria i propri crediti commerciali, ottenendo immediatamente il pagamento del valore attuale degli stessi calcolato al tasso di finanziamento stabilito. Unitamente alla concessione dei crediti, la società di factoring si assume normalmente il rischio per l’eventuale insolvenza del debitore commerciale.

FATTORI DI RISCHIO
I fattori di rischio sono i fattori che contribuiscono a determinare il rischio di uno strumento finanziario o di un portafoglio. Sono ad esempio il prezzo, il tasso di interesse, il tasso di cambio, il merito di credito di un emittente, etc.

F24
E’ un modello unico che consente di versare imposte erariali (Irpef, Iva, ecc.), contributi previdenziali e assicurativi, l’ICI e altri tributi locali. Consente anche di effettuare la compensazione dell’ICI con gli altri tributi.

FEE
L’onere che il fornitore di un servizio deve ricevere dal beneficiario per la prestazione del servizio stesso.

FIBOR
E’ il tasso d’interesse al quale le grandi banche tedesche sono disposte a concedere depositi in marchi sul mercato interbancario. E’ la sigla di Frankfurt Interbank Offered Rate.

FIDEIUSSIONE
Garanzia personale, prestata da un terzo all’istituto di credito, necessaria quando chi contrae il mutuo chiede di essere finanziato per il 100% del valore dell’immobile da comprare.

FIDO
Procedura mediante la quale una banca delibera la concessione di un prestito ad un’azienda o ad un privato. La decisione è basata su alcuni elementi fondamentali come:
– la rispondenza patrimoniale, cioè il valore dei beni (specie immobili) posseduti dal richiedente;
– la capacità reddituale, ovvero il totale dei ricavi (per le aziende) o dei redditi personali (per i privati);
– la correttezza commerciale (assenza di protesti, procedure concorsuali, fallimenti);
– le garanzie concesse a fronte del prestito (ipoteche su immobili, pegni su titoli).

FINANZIAMENTO PER CASSA
Prestito concesso solitamente in assenza di specifiche garanzie, il cui rimborso avviene tramite i ricavi dati dall’investimento.
 

FLOOR
È il livello minimo che può raggiungere una grandezza economica. Nelle operazioni di prestito a tasso variabile è il minimo tasso d’interesse, previsto dal contratto, applicabile dall’ente creditizio. Un floor di tasso d’interesse può essere connesso a un Cap, un’opzione la quale prevede che un tasso d’interesse variabile non possa salire oltre un livello massimo: combinando le due operazioni si limita l’oscillazione del tasso d’interesse sul finanziamento.

FLOTTANTE
Quantitativo di azioni di una società effettivamente in circolazione e liberamente negoziabili sul mercato, in quanto non detenute da soci di controllo.

FLUSSO DI CASSA
In generale, i flussi di cassa rappresentano le movimentazioni monetarie relative a una certa operazione finanziaria. Per le banche sono rappresentati soprattutto dai prestiti erogati e dai depositi ricevuti, mentre nelle operazioni di finanziamento i flussi di cassa sono quelli mediante i quali si procede in un primo momento all’erogazione della somma, e man mano che ci si approssima all’estinzione del rimborso delle quote di interessi e di capitale. In analisi di bilancio, il cash flow è il reddito netto a cui va sommato il totale degli ammortamenti. Il “cash flow statement” è invece il documento che raffigura le movimentazioni di cassa dovute a una specifica attività.

FONDO APERTO
Il loro patrimonio varia continuamente per effetto dei riscatti, che provocano una diminuzione del patrimonio, e delle nuove sottoscrizioni, che ne determinano un aumento. I risparmiatori possono acquistare in ogni momento quote della società di gestione, che in questo caso provvede ad emettere nuove quote o vendere le quote riacquistate. I fondi comuni di investimento sono fondi aperti.

FONDO ARMONIZZATO
Fondo conforme alla direttiva europea.

FONDO BILANCIATO
Un fondo bilanciato combina l’investimento in azioni e obbligazioni con percentuali simili o differenti secondo quanto indicato nel prospetto e nel regolamento di gestione.

FONDO CHIUSO
Patrimonio e quote sono prefissate al momento della creazione. Eventuali incrementi del patrimonio sono possibili solo con un aumento del capitale sociale. Le quote del fondo possono essere acquistate solo in Borsa.
Le condizioni di vendita dei fondi chiusi, invece, variano a seconda della scadenza. Se il fondo ha una scadenza viene liquidato e i guadagni ripartiti fra i sottoscrittori. Se al contrario non è prevista una scadenza, le quote possono essere vendute solamente in Borsa. Di solito questi fondi investono in imprese non quotate di piccole e medie dimensioni.

FONDI COMUNI D’INVESTIMENTO MOBILIARE
Organismi che hanno lo scopo di raccogliere risparmio presso il pubblico da destinare esclusivamente all’acquisto di strumenti finanziari (obbligazioni ed azioni). Sono caratterizzati dal fatto di avere un patrimonio variabile continuamente: ogni giorno, infatti, il loro patrimonio può aumentare (per effetto di nuove sottoscrizioni) o diminuire (per effetto di rimborsi) da parte dei risparmiatori. Ogni investitore detiene delle quote che incorporano solo diritti patrimoniali (partecipazione al risultato dell’investimento) senza alcuna possibilità di poter interferire sull’attività dei gestori.
A seconda dei tipi, si distinguono:

  • fondi azionari, che investono prevalentemente in azioni
  • fondi obbligazionari, che investono esclusivamente o prevalentemente in obbligazioni
  • fondi bilanciati, che investono in tutti i tipi di titoli
  • fondi di liquidità, che investono solo in strumenti finanziari obbligazionari a breve termine
  • fondi flessibili, caratterizzati da un’ampia possibilità d’investimento, senza alcun limite definito

Attualmente esistono oltre 20 categorie diverse di fondi, classificati in base a precisi criteri definiti dall’Assogestioni (associazione delle società di gestione), che danno ai risparmiatori una chiara idea del tipo di investimento effettuato e dei relativi rischi.

FONDI DI DIRITTO LUSSEMBURGHESE
Sono i primi fondi comuni comparsi sul mercato italiano. In quanto, prima del 1984, le banche e le compagnie di assicurazione che volevano offrire fondi comuni dovevano costituire apposite società di gestione in Lussemburgo. Si differenzia dai Fondi comuni italiani, in quanto il Fondo è suddiviso in più comparti distinti per caratteristiche di gestione.

FONDI DI FONDI
Con il termine “fondo di fondi” si intende un fondo il cui portafoglio è costituito da quote di altri fondi comuni anziché da singoli titoli, allo scopo di offrire attraverso un solo investimento, un prodotto molto diversificato.

FONDO DI INVESTIMENTO CHIUSO
Patrimonio indiviso di una pluralità di partecipanti ciascuno dei quali detiene un numero di quote proporzionale all’importo versato. La gestione del fondo è affidata ad una società specializzata e la durata è predefinita.
In Italia i fondi comuni di investimento mobiliare chiusi sono stati istituiti con legge n. 344 del 14 agosto 1993, successivamente abrogata con l’introduzione del testo unico della finanza.

FONDI ESTERNI
Fondi immessi in una società, da parte di soggetti esterni, come integrazione del capitale esistente per le operazioni gestionali. Vi fanno parte i prestiti bancari, i fondi provenienti da emissioni di prestiti obbligazionari e gli afflussi di capitale di rischio provenienti da operazioni di venture capital.
 

FONDI FLESSIBILI
Si intendono fondi che non hanno vincoli di asset allocation e che sono pertanto liberi di inserire in portafoglio azioni ed obbligazioni in modo discrezionale senza dei livelli predeterminati.
I fondi flessibili non hanno un indice di riferimento e possono spaziare da una composizione totalmente azionaria ad una completamente obbligazionaria a discrezione del gestore in funzione degli andamenti dei mercati.

FONDI IMMOBILIARI
Sono società che hanno come scopo sociale quello di investire esclusivamente nel settore immobiliare, acquistando palazzi, fabbricati, uffici, appartamenti con l’obiettivo di accrescere nel lungo periodo il valore dell’investimento. Sono fondi del tipo “chiuso”, quindi il loro patrimonio non varia nel tempo: una volta costituito il capitale iniziale attraverso un’offerta pubblica di sottoscrizione, l’entità rimane costante.
I fondi immobiliari rappresentano una forma d’investimento alternativa a quelle tradizionali in immobili: non offrono la possibilità di godersi l’uso di un immobile, ma offrono la possibilità di ottenerne un reddito e, soprattutto, di eliminare totalmente tutte le incombenze connesse alla gestione di un patrimonio immobiliare.

FONDO LUSSEMBURGHESE STORICO
Si tratta di fondi costituiti in Lussemburgo e venduti in Italia. Sono definiti storici in quanto, in assenza di una legge italiana, rappresentano la prima generazione dei fondi comuni venduti in Italia e costituiti in Lussemburgo da banche e compagnie di assicurazione. L’allora Credito Italiano costituì in Lussemburgo nel 1969 Capital Italia – Fondo Comune Lussemburghese Storico.

FONDO MOBILIARE
E’ un fondo d’investimento con patrimonio collocato in titoli quotati in borsa o su un altro mercato regolamentato, accessibile al pubblico.

FONDI NON ARMONIZZATI
Fondi non conformi alla direttiva europea che presentano minori vincoli operativi quali ad esempio quelli legati alla concentrazione degli investimenti o all’acquisto di titoli non quotati.

FONDI PENSIONE
Sono l’ultima novità fra gli strumenti collettivi di risparmio. Rappresentano il principale strumento di previdenza integrativa collettiva e vengono considerati il “secondo pilastro” del sistema pensionistico (il primo è rappresentato dall’INPS, il terzo dalle polizze vita). I lavoratori dipendenti possono aderire ad un fondo di categoria con forti agevolazioni: i versamenti sono infatti in parte effettuati dall’azienda (in sostituzione degli accantonamenti per la liquidazione) e solo in parte dal lavoratore.
I lavoratori autonomi (professionisti, negozianti, artigiani, ecc.) possono aderire ad un fondo “aperto” effettuando i versamenti in proprio, godendo di una forte agevolazione fiscale.

FONDI RISERVATI
Con il termine fondo riservato si intende un fondo non armonizzato che riserva la partecipazione a definite categorie di investitori quali banche, Sim, fondi pensione, Sicav, società finanziarie e assicurative ed altri particolari soggetti esperti secondo quanto riportato da appositi elenchi redatti da Consob.

FONDI SPECULATIVI
Con il termine fondo speculativo si intende un prodotto che utilizza una strategia di investimento aggressiva senza i vincoli operativi previsti per altri fondi. Tra i fondi speculativi rientrano gli hedge fund che sono caratterizzati da ampia flessibilità nelle scelte di investimento, dalla possibilità di effettuare vendite allo scoperto ed utilizzare strumenti derivati.

FRANCHISING
Contratto per cui un’impresa concede a un’altra i propri prodotti e il diritto di valersi del proprio marchio.

FRONTIERA EFFICIENTE
Insieme di portafogli di attività finanziarie che consentono di minimizzare il rischio, in considerazione del livello di rendimento atteso.

FTSE 30
Indice rappresentativo dell’andamento della Borsa di Londra, calcolato sui principali 30 titoli del mercato inglese.
 

FUORI MERCATO
Nel gergo borsistico, viene così definito un ordine nel caso in cui il prezzo indicato sia oltre il limite dato dai prezzi bid e offer presenti sul mercato. Il prezzo richiesto per l’acquisto può cioè essere inferiore a quello di mercato, o quello per la vendita superiore a quello esistente: in questo caso l’ordine viene mantenuto per essere eseguito successivamente (a meno che si tratti di un ordine “fill or kill”).

FUTURE
Contratto a termine standardizzato. Chi acquista/vende un future assume l’obbligo di acquistare/vendere a una certa data e a un certo prezzo l’ammontare di beni sottostante al contratto. I future possono riguardare merci, tassi d’interesse, obbligazioni, indici azionari, valute. Nel caso delle merci alla scadenza del contratto è prevista la consegna fisica dei beni. Nel caso di strumenti finanziari, come gli indici di Borsa, può essere prevista la liquidazione in denaro del differenziale tra il prezzo di mercato e quello stabilito dal contratto. I contratti future sono trattati su mercati regolamentati dove un’organismo, detto Clearing house, ne assicura l’esecuzione.

G

GAP
A livello di decisioni di carattere gestionale, il termine gap è riferito alla quantità in difetto di un certo fattore, per esempio un gap nel finanziamento di un determinato progetto rappresenta la somma che deve ancora rendersi disponibile per finanziare lo stesso. In analisi tecnica il gap si realizza nel grafico di un titolo nel momento in cui l’intervallo tra prezzo massimo e minimo di quotazione in una giornata è minore o superiore allo stesso intervallo di prezzo del giorno seguente, lasciando quindi un intervallo di prezzi dove non vi sono state quotazioni effettive.

GAPPING
Il non conferire alle attività e alle passività, il cui valore è sensibile ai tassi d’interesse, la stessa scadenza (o duration). La conseguenza istantanea è che ogni movimento dei rendimenti di mercato provoca una variazione nella valutazione complessiva del totale delle attività e delle passività. In questo modo si cerca di ottimizzare la gestione delle stesse sulla base del comportamento del mercato dei tassi d’interesse.

GESTIONE PATRIMONIALE
E’ il servizio con cui il cliente affida la gestione di un patrimonio mobiliare alla banca. Le scelte relative alla gestione del patrimonio vengono assunte da operatori professionisti che agiscono in base agli obiettivi e alla tipologia di investimento indicati dal cliente.

GESTIONE PATRIMONIALE GARANTITA
La Gestione Patrimoniale Garantita è una formula di investimento quinquennale che, senza togliere la possibilità di incremento del capitale, lo protegge da eventuali ribassi garantendone il rimborso totale alla scadenza.

GESTIONE SEPARATA
È una speciale forma di gestione degli investimenti separata dalle altre attività della compagnia di assicurazione che determina il rendimento nelle assicurazioni rivalutabili. È composta in prevalenza da titoli a reddito fisso e quindi offre rendimenti annui in linea con i tassi obbligazionari.

Gestore” o “Gestore del Portale”: il soggetto che esercita professionalmente il servizio di gestione di portali per la raccolta di capitali di rischio per gli offerenti ed è iscritto nell’apposito registro tenuto dalla Consob.

GIACENZA MEDIA
È utilizzata dagli operatori di Borsa per definire i parametri di copertura (Margin) dei singoli conti, e viene stabilita per mezzo del calcolo giornaliero della giacenza e della valutazione dei portafogli di titoli trattati dai clienti (Mark to Market).

GIARDINETTO TITOLI
Espressione gergale che indica l’insieme dei titoli posseduti da un risparmiatore. Secondo le regole della buona gestione, il giardinetto deve essere il più possibile diversificato per ridurre il rischio dell’investimento. La diversificazione, naturalmente, è più ampia disponendo di capitali elevati, mentre è ridotta operando con cifre inferiori ai 51600 EUR, che non consentono di poter acquistare un numero sufficientemente ampio di titoli.
Anche per questo motivo molti risparmiatori hanno preferito, nel corso degli ultimi anni, chiudere il loro giardinetto, passando al risparmio gestito attraverso i fondi comuni d’investimento.

GIORNI VALUTA
Tempo che intercorre tra la presentazione di un titolo di credito per il pagamento e il giorno nel quale i fondi corrispondenti diventano materialmente disponibili.

GIRATA
La girata è il mezzo con cui si trasferisce l’assegno e consiste nell’apporre la firma sul retro del titolo. L’assegno può dunque essere incassato subito oppure può essere “girato ” più volte. Le persone che “girano” l’assegno si assumono la responsabilità della copertura dei fondi. Nel caso cioè che il conto sul quale è emesso l’assegno non abbia fondi sufficienti, chi ha posto la firma per girata dovrà garantire il pagamento della somma indicata. La girata può essere piena, cioè può indicare il nome della persona a cui si desidera girare l’assegno, oppure in bianco quando contiene solo la firma. In nessun caso l’assegno o la girata possono essere condizionati ad un evento, per esempio alla fornitura della merce.

GIROCONTO
Operazione con la quale un ente creditizio trasferisce fondi tra due conti di cui è titolare presso una stessa banca o presso la banca centrale.

GIROFONDO
Operazione con la quale una banca (originante) trasferisce fondi presso un’altra banca (destinataria). L’operazione avviene “in compensazione” quando si esegue una scritturazione contabile delle posizioni di debito e credito sui conti accentrati presso la Banca d’Italia o sui conti correnti di corrispondenza.

GOLDEN SHARE
Azione simbolica, generalmente portata a termine dallo Stato che, come da statuto o da legge, attribuisce diritti particolari, come il gradimento per acquisti di pacchetti azionari rilevanti, il veto su alcune decisioni strategiche, la nomina della maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione.

GREEN SHOE
Accordo preso dall’emittente con il sindacato di collocamento secondo il quale, nell’eventualità di una domanda elevata da parte degli investitori, chi ha emesso il titolo autorizzerà un incremento del quantitativo collocato.

H

HANG SENG
E’ l’indice della borsa di Hong Kong.

I

ICI
Imposta comunale sugli immobili. Varia da comune a comune, di solito oscilla tra il 4 e il 7 per mille della rendita catastale moltiplicata per 100.

IDEM
Italian Derivatives Market. L’IDEM è il mercato italiano in cui si negoziano contratti futures e contratti di opzione aventi come attività sottostante strumenti finanziari, tassi di interesse, valute, merci e relativi indici.

IMPONIBILE
E’ la cifra sulla quale viene calcolata l’imposta. Per l’ICI l’imponibile per le unità abitative è dato dalla rendita catastale dell’immobile aumentata del 5% e moltiplicata per 100.

IMPOSTA
Prestazione obbligatoria di denaro che il contribuente deve allo stato o ad altri enti pubblici territoriali. E’ calcolata in rapporto alla sua capacità contributiva per finanziare le spese pubbliche.

IMPOSTA DI REGISTRO
Imposta che l’acquirente paga al momento dell’acquisto di una casa. Se il venditore è un privato o un’impresa in genere l’imposta è del 4-8 per cento del valore catastale dell’immobile. Se invece è un’impresa di costruzioni o di compravendita immobiliare l’imposta è una tantum di 129 €.

IN APERTURA
Espressione usata per indicare l’ordine dato all’intermediario di effettuare un acquisto o una vendita di titoli durante i primi secondi di contrattazione degli stessi. Si tratta di un ordine che se non viene eseguito istantaneamente viene automaticamente cancellato.

IN CHIUSURA
Espressione usata nel linguaggio borsistico per indicare l’ordine dato all’intermediario di eseguire un acquisto o una vendita di titoli durante gli ultimi trenta secondi di contrattazione. Si tratta di un ordine, date le sue peculiarità, per il quale l’intermediario non può garantire l’esecuzione.

INCUBATORI DI START-UP. Affinché possano effettivamente supportare le start-up gli incubatori devono possedere i seguenti requisiti:

disporre di strutture, anche immobiliari, idonee;
disporre di attrezzature adeguate, quali accesso a internet ultraveloce, macchinari per test e prove;
avere amministratori e dirigenti di riconosciuta competenza in materia di impresa e innovazione;
avere regolari rapporti di collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e istituti finanziari;
avere una comprovata esperienza nell’attività di sostegno alle start-up innovative, valutata attraverso la concreta attività prestata.
Qualora posseggano i requisiti richiesti anche gli incubatori, come le start-up innovative, sono iscritti in una sezione speciale del registro delle imprese tenuto dalle Camere di commercio (LINK http://startup.registroimprese.it/) dove è possibile assumere informazioni sulle loro attività e caratteristiche.
http://www.consob.it/web/investor-education/crowdfunding-approfondimento

INDEX LINKED
Le Index Linked sono polizze di durata prefissata nelle quali il capitale a scadenza è legato all’andamento di indici di riferimento (indici di borsa o panieri di azioni).

INDICE
Indicatore dell’andamento di un mercato, di un portafoglio di titoli, di un settore di attività. E’ formato dalla media ponderata delle variazioni dei prezzi e si riferisce a un insieme di titoli registrati in un determinato periodo di tempo.

INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO
Indicatore statistico utilizzato per misurare il tasso d’inflazione dell’economia, che rileva l’andamento dei prezzi di un ampio paniere di beni di consumo.

INDICE DI ROTAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO
Misura “quante volte il capitale investito” viene utilizzato durante l’anno ed è espresso dal rapporto fatturato/capitale investito.

INDICI REDDITUALI
Mettono in evidenza il flusso di reddito prodotto in un anno e come viene generato (gestione industriale, gestione finanziaria, ecc.).

INDICIZZATO
Strumento finanziario il cui tasso d’interesse è direttamente legato a un altro parametro, come per esempio i titoli di Stato a breve termine, e che risulta evidentemente più apprezzabile nei periodi di rialzo dei rendimenti di mercato. In Italia l’esempio più classico è costituito dai Cct, indicizzati ai Bot.

INFLAZIONE
Fenomeno che consiste nella perdita graduale di valore della moneta a causa della crescita dei prezzi dei beni e dei servizi in un paese.
Alla base dell’inflazione possono esservi fenomeni di vario tipo, come la crescita dei costi del lavoro, oppure dei costi delle materie prime, oppure ancora l’aumento della velocità di circolazione della moneta per una maggior propensione al consumo da parte dei cittadini. L’inflazione è uno dei fenomeni più seguiti dagli stati, che si preoccupano di misurarne mensilmente l’entità attraverso indici particolari.
In Italia il più noto è l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati ed operai. L’inflazione non va confusa con la svalutazione, fenomeno di perdita del valore della moneta nei rispetti di altre monete straniere: l’inflazione è un fatto interno e nazionale, la svalutazione un fatto esterno ed internazionale.

INSIDER TRADING
Utilizzo ed abuso di informazioni riservate da parte di soggetti privilegiati che possono avere rilievo sulla performance di un titolo.

INTERESSE
E’ il compenso che spetta a chi rinuncia all’uso immediato di un capitale al fine di disporre di una somma superiore in futuro. Da un punto di vista algebrico, corrisponde alla differenza tra montante e capitale inizialmente disponibile.

INTERESSE SEMPLICE
Sistema di calcolo dell’interesse di un titolo in cui non viene tenuta in considerazione la composizione degli interessi, ovvero si presume che gli interessi corrisposti periodicamente non vengano reinvestiti nel titolo.

INTERESSE ORDINARIO
È l’interesse calcolato sulla base di un anno di 360 giorni, a differenza del metodo esatto che considera l’anno composto da 365 giorni.

INTERESSI DIFFERITI
Titolo obbligazionario che non prevede pagamenti cedolari intermedi prima della scadenza. Il pagamento degli interessi, quindi, avviene interamente alla scadenza del titolo. A livello bancario, questo termine indica l’intervallo di tempo che passa tra il momento nel quale vengono versati dei fondi in un conto e quello in cui questi fondi diventano fruttiferi di interesse.

INVERSIONE
Si definisce reversal, in analisi tecnica, l’inversione di tendenza del prezzo di un titolo. Per esempio, quando a un periodo di prezzi discendenti segue un periodo di rialzo delle quotazioni.

INVESTIMENTO
Operazione di trasformazione di denaro liquido in beni non di consumo. Il termine ha un doppio significato, a seconda che si considerino gli investimenti di un’azienda o quelli di un risparmiatore.
Nel primo caso gli investimenti sono rappresentati da stabilimenti, fabbricati, macchinari, capannoni, cioè di tutto il complesso di beni utilizzati da un’azienda per produrre reddito attraverso la propria attività.
Nel caso dei privati, invece, investimenti sono tutte le operazioni di acquisto di immobili o di titoli (obbligazioni od azioni) effettuati per ottenere un reddito o l’incremento del valore del capitale.

INVESTIMENTO A REDDITO FISSO
Titolo in grado di offrire un interesse fisso lungo tutta la durata dell’investimento. Sono considerati investimenti a reddito fisso anche le obbligazioni a cedola variabile, anche se in questi casi non E’ possibile predeterminare in anticipo i flussi di pagamento. Le azioni non sono da considerare un investimento a reddito fisso, poiché l’ammontare dei dividendi E’ dipendente dall’andamento della gestione perciò non E’ prevedibile con precisione.

INVESTIMENTO IN SOFFERENZA
Sono investimenti, solitamente dei prestiti, che a causa delle difficoltà del debitore non producono gli interessi che sono stati pattuiti in sede di emissione del finanziamento.

INVESTITORE
Chi realizza un investimento. Ovvero gli operatori che, nell’ambito della loro attività imprenditoriale, effettuano consistenti investimenti sul mercato mobiliare con scelte razionali. Tra questi vi sono i fondi di investimento, le compagnie di assicurazione, i fondi pensione, le banche, le società finanziarie.

INVESTITORI NON PROFESSIONALI
Persone fisiche e giuridiche nei confronti dei quali il gestore del portale è obbligato ad esperire adempimenti previsto dal Regolamento ai fini di un investimento consapevole.

INVESTITORI PROFESSIONALI
i clienti professionali privati di diritto e i clienti professionali privati su richiesta, individuati nell’Allegato 3,rispettivamente ai punti I e II, del Regolamento Consob in materia di intermediari.

INVESTMENT TRUST
Investment fund o investment trust significa in inglese fondo comune di investimento. Nel regno unito è spesso utilizzata l’espressione “unit trust” mentre negli USA si parla di “mutual fund”.

IN-THE-MONEY
Viene così definita un’opzione nel momento in cui il prezzo di mercato permette un guadagno rispetto a quello dell’opzione (o strike price). Un’opzone call è in the money se il prezzo di mercato è superiore allo strike, un’opzione put è in the money se il prezzo è inferiore allo strike.

IPERCOMPRATO
In analisi tecnica indica una situazione in cui la crescita nel prezzo di un bene di investimento è stata eccezionalmente rapida, e quindi ci si può attendere delle prese di beneficio con una conseguente riduzione nel livello del prezzo del bene in oggetto.

IPERVENDUTO
In analisi tecnica un titolo è considerato ipervenduto nel momento in cui la discesa dei prezzi risulta particolarmente rapida, e quindi è possibile attendersi un movimento correttivo di direzione inversa rispetto a quello precedentemente avvenuto.

IPOTECA
L’ipoteca costituisce una delle forme più efficaci di garanzia per il creditore. Essa infatti attribuisce un diritto di prelazione sul bene, che vale a tutelare il creditore contro il pericolo dell’insolvenza. Oggetto dell’ipoteca, che si costituisce mediante l’iscrizione in pubblici registri, possono essere soltanto i beni immobili. Il bene che ne è oggetto rimane in godimento del proprietario. La garanzia ipotecaria ha un duplice contenuto: da un lato attribuisce al creditore il diritto di espropriare i beni vincolati a garanzia del suo credito, dall’altro di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato. In ogni caso, l’ipoteca pone il creditore al riparo dalla conseguenza dell’alienazione del bene vincolato o dal concorso di altri creditori non garantiti o meno garantiti.

IRPEF
L’imposta sui redditi delle persone fisiche grava sul reddito dell’immobile, rappresentato dalla rendita catastale o dai canoni pattuiti (anche se non incassati) in caso venga affittato.

I.S.C.
ISC = Indice Sintetico di Costo (indice che si aggiunge al TAEG per tipologie di finanziamenti diversi).
È espresso in percentuale, indica il costo complessivo del mutuo e rappresenta il tasso effettivo globale che comprende tutti i costi connessi con la stipula di un mutuo. Spese = spese iniziali (istruttoria, perizia, assicurazioni) e spese amministrative (incasso rata, quota annuale di gestione…).

Il tasso di interesse (TAN) è composto dall’Euribor più lo Spread. Euribor = tasso europeo interbancario di riferimento per i mutui a tasso variabile. Spread =percentuale che ogni banca aggiunge all’Euribor per copertura costi e proprio ricavo.

L’ISC si calcola con un’operazione di capitalizzazione composta. Questa operazione spiega perché, anche a zero spese, l’ISC risulta sempre leggermente più alto del tasso di interesse annuale. L’ISC rappresenta l’elemento fondamentale per la comparazione delle varie offerte di mutuo, che permette di confrontare i mutui tra di loro e valutare il più vantaggioso.

IVA
E’ l’imposta sul valore aggiunto si applica alla cessione di beni e alle prestazioni di servizi effettuati nell’esercizio delle imprese, arti e professioni. Sulla provvigione dovuta all’agenzia immobiliare per la mediazione, la legge prevede un’aliquota IVA pari al 20% (dpr 633/72).

J

JOINT VENTURE
Espressione inglese che designa un contratto con il quale due o più imprese si impegnano a collaborare, con obblighi e responsabilità non solidali bensì ripartiti pro quota, alla realizzazione di un investimento o di un’opera. Tale contratto ha lo scopo di suddividere il rischio, congiungere know-how complementari e conseguire un utile da ripartire proporzionalmente.

JUNK BOND
È un’obbligazione a rendimento elevato, ma con un rating internazionale inferiore a BAA della Moody’s Investor Service e a BBB della Standard & Poor’s Corp., perciò a più alto rischio.

K

KILOVAR
Il KILOVAR è una misura del rischio sviluppata da TradingLab e promossa da UniCredit Banca. Misura il rischio di ogni tipologia di strumenti finanziari e di portafogli di strumenti finanziari; è espresso da un numero compreso tra 0 e 1000 e viene aggiornato quotidianamente.

L

LEASE BACK
È la vendita di una propria attività (solitamente immobili industriali, impianti al completo, grossi macchinari, ecc.) a una leasing company, con l’accordo che quest’ultima la riceda in leasing. In genere si ricorre a questa soluzione per aumentare, in caso di bisogno, la propria liquidità.

LEASING
Contratto mediante il quale una parte concede a un’altra, dietro pagamento di un canone, la disponibilità di un bene, con facoltà di acquisirne la proprietà allo scadere del contratto.

LETTERA
È il prezzo a cui un market maker si impegna a vendere una certa quantità di un bene di investimento. Unitamente al bid è il secondo prezzo che costituisce una quotazione completa, ed è quello che solitamente viene riportato dai quotidiani economici per i titoli che vengono quotati over the counter.

LEVA FINANZIARIA
Evidenzia l’effetto moltiplicativo (positivo o negativo) della struttura finanziaria sulla redditività dei mezzi propri.

LEVERAGE
Leva finanziaria.
È il rapporto fra il totale dei debiti di un’impresa e il valore della stessa impresa ai prezzi di mercato. Indica la redditività del capitale netto ed è anche denominato Gearing. In Borsa la tecnica del leverage viene utilizzata dagli speculatori e consiste nell’acquisto di titoli con capitali presi a prestito. L’operazione viene effettuata in previsione di un rialzo dei prezzi dei titoli che permetterà allo speculatore di restituire capitali e interessi e di lucrare un utile. Essendo il leverage un moltiplicatore finanziario gli eventuali guadagni saranno ingigantiti, come lo saranno, in caso di andamento negativo del mercato, le perdite.

LEVERAGE BUYOUT
Acquisto di un’azienda finanziato in gran parte ricorrendo all’indebitamento. Il debito viene solitamente rimborsato con i futuri utili e/o con la vendita di parte dell’attivo patrimoniale.

LIBOR
È il tasso d’interesse (lettera) sui depositi di una determinata divisa, generalmente eurodollari, che viene applicato dalle principali cinque banche internazionali per i reciproci finanziamenti. È un tasso variabile, utilizzato spesso come tasso di riferimento per la concessione di finanziamenti alla clientela. Si tratta di uno dei “key rates”, e viene rilevato ogni mattina alle ore 11 di Londra.

LIBRETTO DI DEPOSITO A RISPARMIO
E’ un documento bancario sul quale vengono riportate tutte le operazioni di deposito di denaro effettuate dal cliente. I libretti di deposito possono essere nominativi o al portatore. Il libretto può essere libero, permette cioè di prelevare in qualsiasi momento, oppure vincolato; in tal caso il prelievo può essere effettuato ad una scadenza determinata.

LIFFE
Sigla di London International Financial Futures Exchange.

LIQUIDAZIONE TITOLI
Giorno in cui avviene l’accredito/addebito della somma dovuta per la vendita/acquisto di un titolo. Per tutti i titoli quotati l’attuale sistema di liquidazione è a contante con regolamento a 5 giorni di Borsa aperta, ovvero a far data dal quinto giorno successivo alla conclusione del contratto.

LIQUIDITA’
Capacità di un investimento di trasformarsi in moneta velocemente e senza perdita di valore. L’attività più liquida è la moneta; le altre attività che fanno parte del patrimonio (depositi bancari, BOT, obbligazioni, azioni, immobili, ecc.) sono caratterizzate da un differente e specifico grado di liquidità.

LOAD
Letteralmente: commissione.
È l’onere aggiuntivo che deve pagare l’investitore che sottoscrive azioni o quote di fondi comuni, sia aperti che chiusi. All’atto pratico, viene attribuito all’acquirente un numero di quote inferiore a quello che corrisponderebbe al capitale versato, mentre la differenza, pagata una tantum, va a costituire la tassa di sottoscrizione. Questi oneri sono pagati anche nel momento del disinvestimento, e in questo caso vengono chiamati “back end load”.

LOCAZIONE FINANZIARIA
Genere di leasing, o locazione finanziaria, dove la società finanziaria si impegna unicamente a fornire la costruzione finanziaria dell’operazione, mentre restano a completo carico del cliente gli oneri assicurativi, di manutenzione e gestione del bene in oggetto.

LOSS RATIO
Rappresenta, nelle assicurazioni, la percentuale di sinistri.

LOTTO
E’ l’insieme di titoli o altre attività finanziarie trattati unitamente sul mercato.

LOTTO MINIMO
Quantitativo minimo di contrattazione dei titoli espresso o in importo monetario o in numero di titoli. Più in particolare:

è il numero minimo di azioni, warrant, covered warrant, diritti di opzione e certificati rappresentativi di quote di fondi mobiliari e immobiliari chiusi negoziabili nel mercato MTA;
è il valore nominale minimo di obbligazioni convertibili negoziabili nel mercato MTA o di obbligazioni e titoli di Stato negoziabili nel mercato MOT;
per il mercato MPR, è il numero minimo di azioni, warrant e diritti, oppure il valore nominale minimo di obbligazioni convertibili che possono costituire oggetto dei contratti a premio.
I quantitativi superiori al lotto minimo possono essere negoziati nei rispettivi mercati solo se multipli del lotto medesimo.

M

MANAGEMENT BUYIN
È l’acquisizione di una società effettuata dai dirigenti di un’altra società o di una società dello stesso gruppo o, ancora, di una società fornitrice o acquirente, mediante un finanziamento esterno.

MANAGEMENT BUYOUT
È l’acquisizione di una società effettuata dai suoi stessi dirigenti, mediante un finanziamento esterno.

MANAGEMENT FEE
È la commissione di gestione gravante sui Fondi Assicurativi sottostanti le polizze vita. Oltre alle commissioni (anche dette esplicite o dirette) sui Fondi Assicurativi, vi possono essere le commissioni implicite o indirette relative ad eventuali OICR che compongono i suddetti fondi assicurativi.

MARGINE DI INTERMEDIAZIONE
E’ dato dalla somma del margine di interesse + il margine da servizi + il risultato della gestione titoli.

MARGINE NETTO DI INTERESSE
È la differenza tra i ricavi espressi come la percentuale del totale degli impieghi e i costi espressi come la percentuale del capitale e dei depositi contratti dalla banca. Il margine netto di interesse è una delle misure fondamentali per calcolare la redditività di una impresa.

MARGINE OPERATIVO LORDO
È dato dal rapporto tra il risultato operativo lordo (prima degli ammortamenti) e il fatturato.

MARGINE OPERATIVO NETTO
È dato dal rapporto tra il risultato operativo netto (dopo gli ammortamenti) e il fatturato.

MARGINE UNITARIO
È dato dal rapporto tra il risultato netto (utile o perdita) e il fatturato.

MARKETING TIMING
Con il termine market timing si intende l’attività consistente nell’anticipare i punti di svolta del mercato e nel modificare l’ammontare investito in relazione alle aspettative. Si tratta di una attività che richiede attività di analisi macroeconomica (osservazione dei tassi di interesse, delle valute, degli indici di produttività etc.) e microeconomica (valutazioni dei multipli dei titoli).

MAV (PAGAMENTO MEDIANTE AVVISO)
E’ un sistema di incasso automatizzato che prevede l’invio da parte della banca del creditore di un “avviso di pagamento” al debitore. Tale avviso viene predisposto dalla banca utilizzando i dati elettronici o cartacei forniti dal creditore. Il bollettino è pagabile presso tutti gli sportelli del sistema bancario e gli uffici postali; è particolarmente adatto per i soggetti che devono incassare somme frazionate come quote condominiali.

MARKET MAKER
Intermediari tenuti ad esporre in maniera continuativa o su richiesta quotazioni denaro-lettera su determinati strumenti finanziari ed, eventualmente, a negoziare sulla base dei prezzi proposti. La funzione di questi operatori è di garantire liquidità al mercato.

MASSIMALE
Limite all’espansione dei crediti concessi dalle banche, imposto da politiche monetarie restrittive.

MCW
Mercato dei covered warrant. È il comparto di Borsa in cui vengono negoziati i covered warrant ed i certificates.

MEDIARE
Acquistare pacchetti del medesimo titolo in momenti successivi, quando il prezzo dello stesso diminuisce gradatamente, con lo scopo finale di avere un prezzo medio dei titoli inferiore a quello del primo acquisto.

MERCATO
Termine generico che indica il luogo dove si incontrano domanda e offerta di uno o più beni o servizi, determinandone il prezzo.

MERCATO AZIONARIO
E’ il mercato in cui si effettuano le contrattazioni di titoli azionari.

MERCATO DEI CAPITALI
Così definito il mercato finanziario in senso stretto, nel quale vengono trattati capitali e titoli rappresentativi di capitale, a cui partecipano società, autorità pubbliche ed enti sovranazionali, in grado di offrire agli investitori un’ampia possibilità di scelta.

MERCATO FINANZIARIO
Comprende tutte le operazioni aventi per oggetto capitali con un vincolo di durata superiore ai 18 mesi (limite del “breve termine”). Fanno parte del mercato finanziario le compravendite di titoli di Stato, obbligazioni ordinarie, indicizzate o convertibili, di azioni, di warrant e di altri strumenti finanziari. Fanno parte del mercato finanziario anche le operazioni di finanziamento a medio – lungo termine effettuate da istituti specializzati, come i mutui, i leasing, i prestiti pluriennali.

MERCATO MONETARIO
Comprende tutte le operazioni aventi per oggetto capitali con un vincolo di durata inferiore ai 18 mesi.
In tale mercato rientrano quindi le operazioni bancarie (versamenti e prelevamenti in conti correnti o depositi fruttiferi), le sottoscrizioni di BOT, di certificati di deposito bancario, di accettazioni bancarie, nonché i prestiti bancari di vario tipo concessi “a vista” o con durata breve (scoperto di conto corrente, sconto di cambiali, riporto, anticipazione su titoli, ecc.).

MERCATO OTC o “Over the Counter”
E’ un mercato caratterizzato generalmente dall’assenza di regole che definiscano modalità di gestione, di vigilanza, di adesione degli operatori e di ammissione e contrattazione degli strumenti finanziari. Tale mercato è inoltre caratterizzato da un’informativa spesso completamente assente.

MERCATO PRIMARIO
Complesso delle operazioni di sottoscrizione e collocamento dei titoli di nuova emissione fra il pubblico dei risparmiatori.

MERCATO REGOLAMENTATO
Mercato caratterizzato dalla presenza di regole idonee a disciplinare il funzionamento degli stessi, di requisiti di trasparenza e di una funzione di vigilanza. Il mercato regolamentato italiano è autorizzato dalla CONSOB ed è iscritto in un apposito elenco tenuto dalla stessa autorità di vigilanza.

MERCATO RISTRETTO
Si tratta di una “piccola borsa” in cui sono quotate azioni di società che non posseggono tutti i requisiti per poter essere ammesse in borsa.
In genere sono aziende di medie dimensioni, con una diffusione non troppo ampia dell’azionariato, che puntano a farsi conoscere e ad animare un mercato delle azioni magari in vista della definitiva quotazione nel mercato principale.
Le operazioni al mercato ristretto sono più difficoltose di quelle di borsa, sia per l’oggettiva maggior rigidità degli scambi, sia per la mancanza di una serie di strumenti di supporto del mercato borsistico (operazioni a premio, future, options, ecc.).

MERCATO SECONDARIO
Complesso delle negoziazioni su titoli già emessi o già collocati fra il pubblico dei risparmiatori.

MERCATO VALUTARIO
Insieme delle contrattazioni sulle monete dei vari paesi. Il mercato valutario è anche detto mercato dei cambi, in quanto le contrattazioni avvengono esprimendo il prezzo di una singola valuta nei confronti di un’altra (e tale prezzo è appunto detto cambio).
Il mercato consente non solo di regolare i pagamenti internazionali per le operazioni commerciali (importazioni ed esportazioni), ma anche di operare investimenti da un paese all’altro.

MERGER
Unione di una o più società che può attuarsi mediante la costituzione di una nuova società o mediante l’incorporazione in una società di una o più altre aziende. Nel primo caso (fusione in senso stretto) tutte le società coinvolte perdono identità giuridica; nel secondo caso (fusione per incorporazione) una società già esistente mantiene la propria identità giuridica e subentra in tutti i rapporti giuridici delle altre che, invece, si estinguono.

MEZZI PROPRI
È quello che resta di un’azienda una volta soddisfatti tutti i debitori. I mezzi propri sono rappresentabili dal totale delle attività meno le passività. Nelle società per azioni rappresentano il bene su cui gli azionisti possono far valere i loro diritti.

MIB30
Indice dei corsi dei 30 titoli azionari più scambiati sul mercato di borsa italiano, rettificati per le operazioni sul capitale. La revisione del paniere è effettuata due volte all’anno nei mesi di marzo e settembre.

MIBTEL
Indice elaborato dalla Borsa che misura la variazione di tutti i titoli quotati al mercato telematico.
L’indice è elaborato in continuo, in modo da fornire un segnale immediato e significativo dell’andamento del mercato nel suo complesso.

MIF (Mercato Italiano dei Futures sui titoli di Stato)
Mercato su cui sono quotati i futures su
BTP decennali.
BTP quinquennali.

MINI BOND
I minibond sono un innovativo strumento di finanziamento per le aziende non quotate in Borsa che vogliono aprirsi al mercato dei capitali.
MINIMO GARANTITO
Nelle polizze cosiddette “tradizionali” è quel rendimento minimo (solitamente il 2%) offerto dalle gestioni separate, sulla base del quale si rivalutano le prestazioni. Ovviamente, laddove il risultato sarà superiore, non si terrà conto di tale minimo.

MINUSVALENZA
Ammontare economico negativo (perdita) risultante da una vendita di un’attività ad un prezzo inferiore a quello d’acquisto.

MIX DI PORTAFOGLIO
Il mix di portafoglio indica la composizione qualitativa e quantitativa di un portafoglio di strumenti finanziari.

MONETA ELETTRONICA
Valori monetari caricati su un dispositivo elettronico che può essere utilizzato per l’esecuzione di pagamenti e che opera come strumento prepagato senza richiedere necessariamente l’effettuazione di addebiti in conto. Attualmente sono presenti due tipologie di moneta elettronica: quella caricata su una carta a microcircuito (borsellino elettronico – card money); quella caricata sull’hard disk di un computer che può essere trasferita attraverso reti telematiche come Internet (network money).

MONTANTE
E’ il valore di un capitale ad una data posteriore a quella a cui esso fa riferimento.

MOODY’S
Nota società di analisi finanziara la cui attività è la valutazione del grado di solvibilità di imprese o autorità pubbliche che hanno emesso titoli di debito. Ogni analisi viene conclusa con un “rating”, che è una valutazione finale qualitativa della bontà del titolo emesso dalla società in esame.

MOT
Mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di stato. Il MOT è il mercato telematico per la negoziazione delle obbligazioni diverse da quelle convertibili ed emesse da società private e dei titoli di stato quotati.

MPR (Mercato dei Premi)
Comparto di mercato in cui si negoziano i contratti a premio relativi ad azioni, obbligazioni convertibili, warrant quotati in Borsa e diritti di opzione.

MTA
Mercato Telematico Azionario. L’MTA è il comparto di Borsa in cui si negoziano, per qualunque quantitativo, azioni, obbligazioni convertibili, warrant, diritti di opzione e quote o azioni di OICR.

MTS
Mercato Telematico dei Titoli di Stato. È rappresentato dall’insieme degli scambi di titoli di stato e di titoli garantiti dallo stato, quotati in Borsa e non. Caratteristica peculiare dell’MTS è quella di essere un mercato all’ingrosso, ossia riservato alle negoziazioni di importo rilevante tra banche, SIM ed altre istituzioni finanziarie.

MUTUANTE
Banca o finanziaria che concede il mutuo.

MUTUATARIO
Una o più persone alle quali viene intestato il contratto di mutuo, le quali si impegnano a rimborsare il finanziamento.

MUTUO
Prestito concesso da una banca per l’acquisto o la ristrutturazione di un immobile o di un appartamento.
L’operazione avviene erogando al richiedente un certo importo contro iscrizione d’ipoteca a garanzia del rimborso. Ciò significa che l’appartamento non può essere venduto senza prima rimborsare il mutuo; oppure il compratore deve impegnarsi a proseguire nei versamenti attraverso il cosiddetto accollo del mutuo.
Il rimborso avviene con rate periodiche (semestrali o mensili); gli interessi sul debito residuo possono essere fissi oppure variabili.

MUTUO A TASSO FISSO
Il tasso di interesse rimane fisso per tutta la durata del mutuo. Mutuo indicato per chi vuole conoscere, fin dalla stipula del contratto, gli importi delle singole rate a scadere e l’ammontare complessivo del debito (capitale e interessi) da restituire.

MUTUO A TASSO VARIABILE
Il tasso varia in relazione all’andamento di uno o più parametri indicati nel contratto di mutuo. Questo mutuo permette di pagare, tempo per tempo, un tasso in linea con le variazioni delle condizioni di mercato. Tipologia di mutuo indicata per chi preferisce rate di mutuo variabili nel corso della vita del mutuo, in relazione all’andamento dei tasso di interesse di mercato.

MUTUO CHIROGRAFARIO
Particolare tipo di mutuo generalmente con durata massima di cinque anni in cui non è prevista garanzia ipotecaria, ma viene richiesta la garanzia personale del richiedente o di terzi. In genere viene utilizzato per mutui fino a 25 mila Euro per finanziare interventi di manutenzione straordinaria in appartamenti o nelle parti comuni condominiali.

MUTUO CON OPZIONE
Un mutuo che permette, a determinate scadenze, di passare dal tasso fisso al tasso variabile e viceversa. Se si sceglie di proseguire a tasso fisso la scelta andrà effettuata tra un nuovo tasso fisso ed un tasso variabile aggiornato.

MUTUO IPOTECARIO
Particolare tipo di mutuo a media e lunga durata garantito da ipoteca su immobili a favore della banca che lo concede.

MUTUO STRUTTURATO
E’ un finanziamento regolato da un tasso fisso per le prime ventiquattro rate mensili. Dalla venticinquesima rata e sino alla scadenza del finanziamento, il mutuo sarà regolato a tasso fisso o variabile, secondo la scelta del mutuatario.

N

NASDAQ
Sigla che indica il mercato americano sul quale sono trattate le azioni di società tecnologiche, Internet, delle telecomunicazione, della biotecnologia ed in genere dei vari settori della cosiddetta “new economy”.
Il mercato ha avuto una fase di enorme espansione fino al 2000, con crescite in certi casi del 100-200% all’anno, fino alla crisi (iniziata nella primavera del 2000) che ha provocato forti crolli delle quotazioni.

NEGOZIAZIONE CONTINUA
Fase di negoziazione, nei mercati MTA, MOT, MPR, e IDEM, in cui è possibile l’inserimento, la modifica e la cancellazione di proposte al fine della conclusione, immediata o futura, di contratti di compravendita su titoli.

NET ASSET VALUE
Per quanto riguarda i fondi comuni di investimento, è il valore ottenuto dalla differenza tra il totale degli investimenti e le passività del fondo, e cioè dal valore dei titoli in portafoglio comprensivo dei ratei d’interesse sulle cedole meno i debiti imputabili al fondo comune. Questo valore è solitamente diviso per il numero delle quote esistenti, per ricavare il valore di rimborso di queste ultime. Per quanto riguarda i bilanci societari rappresenta il valore del patrimonio imputabile a una certa classe di titoli della società.

NEW ECONOMY
Il termine nuova economia indica l’insieme di imprese dedite allo sviluppo di prodotti ad alto contenuto innovativo dal punto di vista tecnologico.

NIKKEI 225
Indice rappresentativo dell’andamento della Borsa di Tokyo, calcolato su 225 aziende.

NO LOAD
Fondo comune d’investimento che non prevede il pagamento di commissioni d’ingresso o di uscita da parte del sottoscrittore.

NUOVO MERCATO
Mercato regolamentato organizzato e gestito dalla Borsa Italiana S.p.A., in cui si negoziano azioni ordinarie di emittenti nazionali ed esteri con elevate prospettive di crescita (“high growth companies”), obbligazioni convertibili, warrants e diritti d’opzione su tali azioni.

NYSE (New York Stock Exchange)
Denominazione della principale Borsa valori di New York.

O

OBBLIGAZIONI
Titoli di credito che offrono al risparmiatore un reddito periodico rappresentato da cedole (semestrali o annuali) ed il diritto al rimborso del capitale.
Le cedole possono essere fisse per tutta la durata del titolo, oppure variabili, attraverso l’indicizzazione degli interessi ad un parametro di riferimento indicativo del costo del denaro (rendimento dei BOT, tasso di sconto, prime rate o altro).
Il rimborso può avvenire con restituzione integrale del capitale alla scadenza (è attualmente il più diffuso) oppure con restituzione graduale nel tempo, attraverso rimborsi proporzionali (ad esempio un quinto del capitale nominale per cinque anni). Sono anche possibili rimborsi integrali per estrazione a sorte.

OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI
Obbligazioni che, oltre a pagare una cedola periodica, prevedono la facoltà per il risparmiatore di ottenere un certo numero di azioni della società emittente o di altra società.
In pratica, rappresentano l’unione fra un’obbligazione normale ed un’opzione call. Se l’azione sale di prezzo, anche il prezzo della convertibile sale, grazie al diritto incorporato nel titolo.
Possono quindi offrire rendimenti elevati, nel caso di rialzo della borsa, mentre in situazione di ribasso sono “protette” dal diritto di rimborso del capitale alla scadenza. In pratica, consentono al risparmiatore di beneficiare di rialzi di borsa, senza troppi rischi (a differenza delle reverse convertible che offrono un rendimento apparentemente elevato ma hanno forti rischi in caso di ribasso delle quotazioni azionarie).

OBBLIGAZIONI INDICIZZATE
Titoli obbligazionari la cui cedola varia nel tempo in funzione delle variazioni di un indice prescelto all’atto dell’emissione.

OBBLIGO DI CONCENTRAZIONE
È l’obbligo di eseguire o fare eseguire sui mercati regolamentati italiani le negoziazioni di strumenti finanziari quotati. E’ previsto per gli intermediari abilitati.

OFFERTA
L’offerta al pubblico condotta esclusivamente attraverso uno o più portali per la raccolta di capitali di rischio, avente ad oggetto strumenti finanziari per un corrispettivo totale inferiore a quello determinato dalla Consob ai sensi dell’articolo 34-ter, comma 1, lettera c) del regolamento Consob in materia di emittenti, adottato con delibera. 16190 del 29 ottobre 2007 e successive modifiche, nonché i clienti professionali pubblici di diritto e i clienti professionali pubblici su richiesta individuati rispettivamente dagli articoli 2 e 3 del decreto ministeriale 11 novembre 2011, n. 236 emanato dal Ministero dell’economia e delle finanze.

OFFERTA ALL OR NOTHING
La frase tutto o nulla, significa che qualora l’Offerta non raggiunga il traguardo prefissato al 100% dell’Offerta, le somme dovranno essere restituite ai sottoscrittori.

OFFERTA CON DIRITTO DI TAG ALONG
La frase “diritto di trascinamento”, deve esser inserita nella delibera di aumento di capitale a tutela dei piccoli soci, affinchè essi potranno esercitare pari diritto alla vendita ad un potenziale investitore, come gli tutti altri soci o azionisti

OFFERENTE O EMITTENTE
La società che emette strumenti di capitale o di debito quotati o non La società che emette strumenti di capitale o di debito quotati o non.

OFFSHORE
È un centro finanziario esterno al Paese a cui ci si riferisce. Solitamente si usa per indicare quei luoghi, detti “paradisi fiscali”, dove è possibile ottenere vantaggi fiscali o amministrativi, negati dalla legislazione del proprio Paese.

OICR
Organismo di investimento collettivo del risparmio. Il testo unico della finanza ha introdotto il termine OICR che ha sostituito l’espressione OICVM (organismo di investimento collettivo in valori mobiliari).

ONERI TECNICI DANNI
Sono i sinistri pagati dalla società assicurativa nel momento in cui emerge un incidente (si pensi al classico rimborso proveniente da un incidente auto).

ONERI TECNICI VITA
Sono i compensi riconosciuti agli assicurati (es. la remunerazione della polizza vita una volta scaduta).

OPA (Offerta Pubblica di Acquisto)
Operazione mirata all’acquisizione di un quantitativo significativo di azioni di una società quotata al fine di acquisirne il controllo. Il pagamento dei titoli può avvenire in denaro, contro un corrispettivo costituito da altri titoli (vedere OPSC) o in forma mista. Può essere consensuale o aggressiva a seconda che il gruppo di controllo della società emittente aderisca o meno all’offerta stessa. La Consob ha fissato al 30% il limite massimo di possesso da parte del socio di controllo. Al di sopra di questo margine è obbligatorio il lancio di un’OPA sul residuo flottante. Oltre il 90% di possesso è previsto l’obbligo di OPA residuale al fine di procedere alla cancellazione del titolo dal listino.

OPEN INTEREST
È il numero di option o di contratti future di un dato tipo che non sono stati ancora compensati a fine giornata da operazioni di segno contrario. Per esempio, l’operazione di acquisto di un contratto incrementa l’open interest di una unità, mentre quella successiva di vendita lo diminuisce sempre di un’unità.

OPS (Offerta Pubblica di Sottoscrizione)
Operazione che consente al pubblico di acquistare un numero determinato di obbligazioni o di azioni emesse in occasione di un aumento di capitale a pagamento, quando il gruppo di controllo rinuncia all’esercizio dei diritti di opzione di sua spettanza. L’operazione prevede la costituzione di un apposito consorzio di collocamento e/o di garanzia.

OPSC (Offerta Pubblica di Scambio)
Operazione che consente al pubblico di cedere titoli in loro possesso contro un corrispettivo costituito da altri titoli quotati e non, ceduti da chi propone l’offerta.

OPV (Offerta Pubblica di Vendita)
Operazione mediante la quale una società, utilizzando un consorzio di collocamento e/o garanzia, si rivolge ad un pubblico indifferenziato di investitori per vendere sul mercato una quantità di titoli predefinita (azioni, obbligazioni o altri titoli o diritti), che costituiscono il suo capitale di rischio/di debito oppure parte del proprio portafoglio.

OPZIONE
Contratto che consente di acquistare (call option) o vendere (put option), ad un prezzo e ad una data prefissati, merci, titoli o indici. Allo scadere della data l’acquirente può esercitare il diritto di opzione, chiedendo l’esecuzione della operazione sottostante, o abbandonare l’opzione subendo una perdita pari al prezzo di acquisto del diritto. Le opzioni più diffuse sono quelle relative alle valute (currency option), ai tassi d’interesse (interest rate option), alle azioni e agli indici azionari.

ORGANISMO DI INVESTIMENTO COLLETTIVO DEL RISPARMIO” (“OICR”), soggetto che investe prevalentemente in start-up innovative e in PMI innovative, come definito dall’articolo 1, comma 2, lettera e), del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 30 gennaio 2014.

ORSO
Fase di mercato in cui l’andamento è al ribasso.

OUT OF THE MONEY
Viene così definita una option, quando al prezzo di mercato si registra una perdita. Una call option è out of the money quando il prezzo corrente è più basso di quello del contratto (strike). Una put option è out of the money quando il prezzo corrente è più alto dello strike.

P

PAC
Sigla che indica i “piani di accumulo del capitale” in un fondo comune d’investimento. E’ una formula utilissima per chi non dispone di capitali elevati e vuole mettere a frutto i flussi periodici di risparmio.
Il grosso vantaggio dei piani è quello di offrire una soluzione per l’accumulo del capitale, ma anche di proteggerlo contro le oscillazioni di prezzo tipiche del mercato finanziario: l’acquisto graduale di quote nel tempo, infatti, consente di limitare il rischio dell’investimento.

PAESI IN VIA DI SVILUPPO
Comprendono i paesi che hanno un livello economico inferiore a quello dei paesi ricchi, ma che presentano elevate potenzialità e che hanno impostato programmi di sviluppo della propria struttura produttiva.
Fanno parte di questa categoria alcuni paesi dell’America latina, dell’Africa e dell’Estremo Oriente.
Alcuni di essi hanno fatto registrare, nel corso dell’ultimo decennio, veri e propri “boom”, con tassi di crescita fortemente superiori a quelli dei paesi occidentali.
I casi di Corea, Singapore, Malesia e di altri paesi dell’area del Pacifico hanno fatto storia, tanto che questi paesi sono stati denominati, per la loro aggressività economica e finanziaria, le “tigri del Pacifico”.
Attualmente stanno attraversando una fase critica, dato che dopo la fase di forte crescita si è generata una crisi che ha portato a svalutazioni a catena ed a drastici cali del prodotto interno lordo.

PAGOBANCOMAT
Iniziativa realizzata dal sistema bancario italiano volta a promuovere l’utilizzo delle carte Bancomat nei pagamenti su POS presso gli esercizi commerciali, attraverso l’applicazione di specifici criteri di tariffazione e l’effettuazione di un’azione promozionale coordinata da un consorzio appositamente costituito presso l’ABI.

PATRIMONIO
Totale delle attività possedute da un fondo comune: titoli (azioni, obbligazioni, titoli di stato) o liquidità.

PASSIVITA’ CORRENTI
Finanziamenti che contrae una società per la gestione corrente. Ne fanno parte i debiti commerciali, gli scoperti di conto corrente, ecc.

PAY OUT
Percentuale di utili distribuiti.

PERFORMANCE
Andamento di un titolo quotato o anche di un fondo comune in un periodo di tempo predefinito (giorno, settimana, mese, anno, ecc.).

PIANO D’AMMORTAMENTO
Prospetto nel quale sono indicate le modalità e gli importi da versare per giungere al rimborso del finanziamento.

PIC
Significa Piano Intero Capitale. Si usa nell’ambito del risparmio gestito.

PICCOLA E MEDIA IMPRESA INNOVATIVA (PMI innovativa):
Come definita dall’articolo 4, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2015, n.3.

PLAYERS
Operatori del mercato.

PLUSVALENZA
Ammontare economico positivo (utile) risultante da una vendita di un’attività ad un prezzo superiore a quello d’acquisto.

POLIZZA ASSICURATIVA
E’ il certificato d’assicurazione più comune. Ovvero un attestato rilasciato dalla compagnia assicurativa all’assicurato che serve a quest’ultimo per dimostrare di avere coperto certi rischi.

POLIZZA DI RENDITA
Contratto di assicurazione che prevede il pagamento di una somma (mensile od annuale) a favore dell’assicurato per tutta la sua vita.
La polizza di rendita può essere stipulata sia con la clausola “immediata” (versamento di un capitale consistente a fronte del quale la compagnia provvede a pagare immediatamente la rendita) oppure con la clausola “differita” (è la più diffusa).
In questo caso l’assicurato paga per un certo periodo dei premi ed al termine del differimento inizia ad incassare il vitalizio.
L’importo della rendita dipende dalla somma complessiva versata e dall’età dell’assicurato al momento dell’inizio del vitalizio.

POLIZZA MISTA
Contratto di assicurazione che prevede la liquidazione da parte della compagnia di un capitale alla scadenza prefissata se l’assicurato è in vita, altrimenti il pagamento di una somma a titolo d’indennizzo se, in qualunque momento prima della scadenza, l’assicurato decede. In ogni caso, quindi, la compagnia a fronte di incassi periodici, sborserà una somma; ovviamente nel caso di sopravvivenza l’assicurato incasserà una cifra inferiore alla somma dei premi versati, in quanto la differenza sarà stata trattenuta dalla compagnia a fronte del rischio “caso morte”.

POLIZZE RIVALUTABILI (TRADIZIONALI)
Sono polizze nelle quali le prestazioni si rivalutano annualmente in funzione del rendimento offerto da una gestione separata appositamente costituita.
Le gestioni separate delle polizze tradizionali premono un rendimento garantito.

POLIZZA UNIT LINKED
E’ una polizza vita ad alto contenuto finanziario che consente di diversificare i propri investimenti scegliendo tra varie tipologie di fondi. Unisce i vantaggi della gestione professionale degli investimenti, ai vantaggi delle polizze vita tradizionali (copertura caso morte, benefici fiscali, benefici successori).
Consente una gestione dinamica dell’investimento: è possibile scegliere gestori finanziari, valuta, tipologia dell’investimento. Inoltre può essere riscattata in qualsiasi momento così come possono essere effettuati dei trasferimenti tra fondi.

POLIZZA VITA
Contratto di assicurazione che prevede la liquidazione da parte della compagnia di una certa somma condizionata ad un certo evento legato alla vita del sottoscrittore.
A seconda dell’evento considerato, le polizze si distinguono in:
polizze caso morte, nelle quali il contratto prevede il pagamento di un premio annuo determinato, al momento della stipula della polizza, sulla base della vita media probabile dell’assicurato. La polizza è diversa tra uomini e donne (che vivono più a lungo).
Se l’assicurato muore nel periodo contrattuale, la compagnia paga l’indennizzo concordato.
Se invece l’assicurato è in vita alla fine del periodo contrattuale, la compagnia non deve liquidare nulla ed i premi restano acquisiti al suo patrimonio.
Polizze caso vita, nelle quali il contratto prevede il pagamento di un premio (può essere unico oppure annuo, oppure ancora “unico ricorrente”) ed una scadenza. A tale scadenza la compagnia paga il capitale accumulato (dato dai premi versati maggiorati dal rendimento riconosciuto anno per anno in funzione degli investimenti effettuati), oppure versa una rendita vitalizia. Se l’assicurato muore prima della scadenza, la compagnia versa agli eredi i premi versati maggiorati di una certa percentuale.

PORTA A PORTA
Forma di vendita di beni di consumo che si è diffusa anche nel settore finanziario.
Con tale sistema il venditore offre i suoi prodotti al compratore direttamente nella sua abitazione o nel suo ufficio, con grande vantaggi per entrambi (in particolare, per l’acquirente, la comodità di non doversi recare nella sede della società).
Il sistema è largamente utilizzato dalle SIM che fanno ricorso ai promotori finanziari; grazie ad esso la finanza ha avuto un grande sviluppo ed è diventata accessibile a tutti.
Le vendite porta a porta di prodotti finanziari sono regolamentate fin dal 1985 da leggi severe, che tutelano il compratore anche attraverso il diritto di recesso (che consente di annullare l’operazione senza spese entro 5 giorni dalla stipula).
Uniche persone autorizzate ad esercitarla sono i promotori finanziari iscritti all’Albo tenuto dalla Consob.
Essi devono seguire regole di correttezza, illustrare a fondo i prodotti, esibire il prospetto informativo, dettagliare i costi ecc.

PORTALE
La piattaforma on line che ha come finalità esclusiva la facilitazione della raccolta di capitali di rischio da parte degli offerenti.

PORTAFOGLIO
Un portafoglio è l’insieme degli strumenti finanziari detenuti dall’investitore.

PORTAFOGLIO BILANCIATO
Un portafoglio bilanciato ha Kilovar tra 10 e 19 e può comprendere sia componenti obbligazionarie a medio e lungo termine, sia componenti azionarie ben diversificate. Possono rientrarvi strumenti con effetto leva in misura contenuta.

PORTAFOGLIO CAUTO
Un portafoglio cauto ha Kilovar tra 0 e 3 e comprende tipicamente titoli di Stato G7 a breve termine, componenti di liquidità (conti corrente, certificati di deposito, pronti contro termine), nessuna componente azionaria.

PORTAFOGLIO DINAMICO
Un portafoglio dinamico ha Kilovar tra 20 e 45 e può comprendere tipicamente componenti azionarie o obbligazionarie con rischio equiparabile a quello azionario (vale a dire con un rischio emittente significativo). Può comprendere strumenti con effetto leva in misura contenuta.

PORTAFOGLIO PRUDENTE
Un portafoglio prudente ha Kilovar tra 4 e 9 e comprende prevalentemente componenti obbligazionarie a breve e medio termine con rischio emittente molto contenuto (titoli di Stato, obbligazioni corporate, obbligazioni strutturate ecc.), ma può comprendere anche componenti azionarie e strumenti con effetto leva in misura minoritaria, o, in alternativa, componenti obbligazionarie con un rischio emittente significativo.

PORTAFOGLIO SCONSIGLIATO (ALTO RISCHIO)
I portafogli che ricadono nella classe “sconsigliato” sono ad alto rischio. Il loro Kilovar varia tra 46 e 1000 e sono tipicamente portafogli azionari o obbligazionari non sufficientemente diversificati, oppure portafogli nei quali il peso assegnato a strumenti derivati è significativo. L’investitore deve essere consapevole di trovarsi esposto a perdite significative in conto capitale.

POS (POINT OF SALE)
E’ lo strumento installato presso gli esercizi commerciali e collegato direttamente alla banca che consente di effettuare pagamenti per mezzo di carte di credito e carte Pagobancomat.

POSIZIONE DI CASSA
In contabilità bancaria, il totale degli ammontari disponibili, in divisa nazionale o valuta, che rappresenta la liquidità dell’istituto di credito, o meglio le somme che possono essere effettivamente movimentate dalla banca.

PREMIO DI CONVERSIONE
Differenza tra il prezzo a cui viene trattato un titolo convertibile in azioni e il prezzo dell’azione. Nel caso specifico in cui il premio sia elevato, il prezzo dell’obbligazione convertibile avrà un comportamento più vicino a quello di un titolo a reddito fisso, mentre nel caso in cui il premio sia basso sarà più simile all’andamento delle quotazioni dell’azione.

PREMIO (ASSICURATIVO)
Importo versato per pagare un’assicurazione.
Il premio è fissato dalle compagnie in funzione del rischio che si assumono.
Ad esempio per una polizza furto viene considerato non solo il valore dei beni custoditi nell’appartamento, ma anche la sua ubicazione (se è a piano terra il premio è più elevato), le misure di sicurezza esistenti (se non vi sono finestre corazzate e porta blindata il premio è più elevato), il tipo di garanzia offerta (se è su tutti i beni e non solo su quelli preziosi è più elevato).
Da notare che, se viene stipulato un contratto assicurativo con durata pluriennale, il premio è dovuto per tutta la durata fissata, in quanto non si può recedere dal contratto; anche per questo motivo in molti casi è preferibile stipulare polizze “a premio unico” che consentono, di anno in anno, di scegliere la compagnia più conveniente o di modificare senza spese aggiuntive le garanzie.

PREMIO CALL
Contratto a premio con il quale il compratore si riserva la facoltà di ritirare la quantità di titoli negoziata al prezzo base prefissato più il premio, o di non ritirare i titoli pagando solo il premio.

PREMIO (CONTRATTO DI BORSA)
Operazione di tipo speculativo effettuata in borsa su un titolo azionario quotato.
Acquistando un contratto a premio il risparmiatore acquista non il titolo, ma la facoltà di dichiarare, dopo un certo periodo di tempo, se fa una certa operazione.
Può ad esempio acquistare la facoltà di comprare il titolo, attraverso il contratto detto “dont”; può viceversa acquistare la facoltà di vendere il titolo, attraverso il contratto detto “put”; può anche acquistare contemporaneamente la facoltà di comprare oppure vendere il titolo attraverso i contratti detti “stellage”, “strip” o “strap” (questi ultimi molto rari).
Se il compratore del premio non vuole eseguire il contratto, perde interamente il capitale sborsato; ma non subisce conseguenze che potrebbero essere più gravi, se il titolo facesse registrare un andamento opposto all’attesa.

PREMIO NETTO DANNO
Sono le polizze pagate dagli assicurati.

PRESTITI OBBLIGAZIONARI
Le obbligazioni sono titoli di credito rappresentativi di un prestito emessi da una società privata oppure da un soggetto della pubblica amministrazione per finanziare parte del proprio fabbisogno finanziario che rappresenta una frazione, di uguale valore nominale e con i medesimi diritti, di un’operazione di finanziamento.

Il Prestito obbligazionario può anche prevedere che tutto o parte di esso si converta in equity.

Il sottoscrittore o il possessore dell’obbligazione, può optare pertanto se diventare azionista dopo essere stato creditore della società emittente, la quale è invece obbligata a rimborsare il capitale investito a scadenza.

Gli elementi caratteristici di un titolo obbligazionario sono:

• il tasso di interesse nominale, che può essere fisso per tutta la durata dell’obbligazione, oppure variabile (predeterminato oppure indicizzato);

• la durata;

• la cedola, che può essere pari a zero (obbligazione zero coupon) oppure periodica a scadenze predeterminate;

• la modalità di rimborso, che può essere ordinaria (rimborso in un’unica soluzione a scadenza, oppure rimborso progressivo a determinate scadenze), oppure straordinaria (rimborso anticipato oppure riacquisto sul mercato);

• il prezzo di rimborso, che può essere fisso oppure variabile.

L’emittente gode di ampia libertà sia nella determinazione del contenuto di tali elementi caratteristici, sia nella possibilità di incorporare nel titolo obbligazionario alcuni elementi opzionali tipici dei contratti derivati. Pertanto, le categorie di obbligazioni esistenti sul mercato sono numerose.

Si definiscono obbligazioni a Premio, quei titoli obbligazionari in cui il prezzo di rimborso è superiore al prezzo di emissione.

L’emissione può essere sotto la pari, alla pari o sopra la pari.

La maggior parte dei titoli obbligazionari viene rimborsata alla pari, ossia al valore nominale.

Qualora l’emissione sia avvenuta a prezzi inferiori al valore nominale, la differenza tra il prezzo di sottoscrizione e il prezzo di rimborso dà luogo alla formazione del cosiddetto “premio” che, in tal caso, è definito premio “anticipato”.

Al contrario, nel caso in cui l’emittente riconosca agli obbligazionisti un prezzo di rimborso superiore alla pari, la differenza tra tale prezzo e il valore di sottoscrizione viene detta premio “posticipato”.

L’entità della maggiorazione viene calcolata sulla base delle clausole contenute nel regolamento di emissione del prestito obbligazionario.

Le obbligazioni possono essere semplici, indicizzate, strutturate, convertibili

Di seguito un breve cenno delle caratteristiche di questi strumenti:

Obbligazione Semplice. Le obbligazioni semplici sono titoli di debito le cui caratteristiche sono fisse e immodificabili per tutta la durata della vita del prestito, caratterizzati dall’assenza di clausole speciali che condizionano il funzionamento del prestito all’accadimento di eventi futuri. Pertanto gli elementi caratteristici di tali titoli, siano essi fissi o variabili (predeterminati), sono noti sin dal momento dell’emissione.

Obbligazione Indicizzata. E’ un titolo obbligazionario in cui gli interessi periodici e/o il valore di rimborso dipendono dall’andamento di un parametro di riferimento. Le obbligazioni indicizzate sono titoli di debito a rendimento variabile. La variabilità può interessare la componente interessi, ossia le cedole periodiche, oppure il rimborso in conto capitale (oppure entrambe). Mediante tale meccanismo le variazioni subite da uno o più parametri di riferimento si riflettono, totalmente o parzialmente, sull’ammontare dei flussi percepiti dall’obbligazionista.

In funzione della natura del mercato di riferimento, il parametro di indicizzazione può essere:

• finanziario, nel caso in cui il bene osservato è una attività finanziaria quale, ad esempio, un titolo, un tasso, un indice, oppure un parametro di natura monetaria;

• valutario, nel caso in cui la variabilità dipenda dall’andamento del rapporto di cambio tra due monete ovvero tra una moneta e un insieme di altre monete (paniere);

• reale, nel caso in cui si osservino mutamenti intervenuti nei prezzi riferiti al più generale settore dell’economia produttiva (indici generali) oppure ad uno o più mercati, singolarmente considerati, di beni, merci o servizi (indici specifici).

Sulla base delle modalità con cui le variazioni del parametro si riflettono sui flussi percepiti dall’investitore, si distingue tra:

• indicizzazione totale (l’intera variazione subita dal parametro si riflette sulla cedola e/o sul valore di rimborso);

• indicizzazione parziale (soltanto una parte, denominata percentuale di retrocessione, della variazione del parametro si riflette sulla cedola e/o sul prezzo di rimborso).

Obbligazione Strutturata. S tratta di titoli obbligazionari che incorporano all’interno di uno strumento di debito di tipo tradizionale un contratto derivato, solitamente di tipo opzionale. Le obbligazioni strutturate sono strumenti finanziari a rendimento variabile che nascono dalla combinazione di un’obbligazione ordinaria con uno o più contratti derivati. La componente obbligazionaria garantisce il rimborso del capitale a scadenza (per l’intero valore nominale) più eventuali cedole periodiche, mentre la componente derivata determina la variabilità del rendimento.

La componente derivata può consistere in una opzione, in tal caso il possessore percepirà una cedola premio di importo variabile contestualmente al rimborso del capitale, oppure in uno swap, in tal caso il possessore percepirà cedole periodiche di importo variabile.

Per le obbligazioni che prevedono la convertibilità si dovrà valutare:

Il premio di conversione, è la differenza percentuale tra il prezzo di conversione di un’obbligazione convertibile e il prezzo di mercato dell’azione di compendio. Tale differenza viene generalmente calcolata in punti percentuali:

Il premio di emissione può anche assumere valori negativi, si parla in tal caso di sconto di emissione; in questa situazione la conversione dell’obbligazione risulta più conveniente rispetto all’acquisto dell’azione di compendio sul mercato. Lo sconto di emissione segnala infatti che l’obiettivo principale della società emittente è quello di utilizzare il prestito obbligazionario come veicolo per la raccolta di nuovo capitale di rischio poiché i possessori delle obbligazioni risultano fortemente incentivati ad esercitare l’opzione di conversione.

Issue Date. Data a partire dalla quale decorrono gli effetti associati a uno strumento finanziario. Ad esempio, data in cui viene emesso un prestito obbligazionario, a partire dalla quale iniziano a decorrere gli interessi sul titolo.

Rimborso del Capitale. Restituzione, da parte dell’emittente, del capitale versato dall’obbligazionista o dall’azionista al momento della sottoscrizione o dell’acquisto del titolo.Esistono diverse modalità attraverso cui l’emittente può estinguere il debito contratto nei confronti degli obbligazionisti. Il rimborso del capitale può avvenire:

in un’unica soluzione, alla scadenza dell’obbligazione:
oppure piano di ammortamento con la restituzione periodica di quote del capitale versato.
Tra le condizioni del prestito obbligazionario si può includere una clausola che dà la possibilità all’emittente di procedere ad un rimborso anticipato di tutto il capitale, interrompendo, così il pagamento delle cedole di interesse.

Nel caso di obbligazioni emesse in valuta estera, l’investitore può chiedere il rimborso in una valuta diversa, spostando il rischio di cambio in capo all’emittente.

Obbligazione Convertibile

Titolo obbligazionario il cui possessore ha la facoltà di decidere se convertirlo in un titolo azionario (azioni di compendio) oppure no.

Le obbligazioni convertibili sono titoli che si trovano in posizione intermedia tra i titoli obbligazionari e i titoli azionari. Il loro possessore ha la facoltà di decidere se rimanere creditore della società emittente per tutta la durata del prestito, oppure se, in determinati periodi, convertire il proprio status da creditore a socio (azionista) sulla base di un rapporto di cambio predeterminato (nel regolamento di emissione).

Gli elementi caratteristici di tale obbligazione sono:

• il metodo di conversione: diretto (qualora le azioni di compendio siano dello stesso emittente delle obbligazioni), o indiretto (qualora le azioni di compendio siano emesse da una società diversa dall’emittente delle obbligazioni);

• il prezzo di conversione (o rapporto di conversione), che esprime il numero di azioni ottenibili per ogni obbligazione;

• il periodo di conversione, che rappresenta il periodo (o i periodi) a partire dal quale è possibile chiedere la conversione.

La facoltà di conversione rappresenta un’opzione che viene implicitamente venduta dall’emittente al sottoscrittore; a fronte di ciò l’obbligazionista percepisce un rendimento calcolato in funzione di un tasso nominale inferiore a quello di un’obbligazione ordinaria di pari caratteristiche, poichè tale differenza risulta esere il premio dell’opzione.

Le obbligazioni convertibili non possono essere emesse a un prezzo inferiore al valore nominale e devono essere offerte in opzione ai soci.

Azione di Compendio

Le azioni di compendio sono azioni spettanti al portatore di un’obbligazione convertibile che ha esercitato il diritto di conversione oppure ai soci di società oggetto di fusione. La disciplina di tali azioni è quella propria della categoria di appartenenza (azioni ordinarie, azioni privilegiate, azioni di risparmio). La caratteristica peculiare delle azioni di compendio è il rapporto di conversione.

Nel caso delle obbligazioni convertibili si fissa un rapporto di conversione (indicato nel regolamento di emissione del prestito obbligazionario), che definisce il numero di azioni che l’obbligazionista riceve convertendo un’obbligazione. Nel caso dei warrant esso è definito rapporto di esercizio e indica il numero di azioni che si possono sottoscrivere per ogni warrant. Nel caso di fusione viene fissato un rapporto di cambio (o concambio) che indica il numero di azioni della società derivante dalla fusione spettanti ai soci delle società partecipanti alla fusione, in cambio della loro originaria quota azionaria.

Prezzo di Conversione

Il valore di conversione è il prezzo che al momento della conversione viene pagato. Per calcolare il valore di conversione occorre conoscere il rapporto di conversione (cioè il numero di azioni di compendio che derivano dalla conversione di un’obbligazione) e il valore nominale dell’obbligazione convertibile.

Valore di Conversione.

Il valore di conversione è il prezzo che al momento della conversione viene pagato. Per calcolare il valore di conversione occorre conoscere il rapporto di conversione (cioè il numero di azioni di compendio che derivano dalla conversione di un’obbligazione) e il valore nominale dell’obbligazione convertibile.

Limiti Normativi all’emissione

L’importo complessivo delle emissioni di strumenti finanziari di raccolta, per le società per azioni, in accomandita per azioni e cooperative è fissato – in linea con quanto previsto dall’art. 2412, primo comma, del codice civile – nel doppio del patrimonio (1). Al computo del limite concorrono altresì gli importi relativi alle garanzie comunque prestate dalla società in relazione a strumenti finanziari di raccolta emessi da altre società, anche estere, in linea con quanto previsto dall’art. 2412, quarto comma.

Per il complesso degli strumenti finanziari di raccolta, i citati limiti possono essere superati in presenza delle fattispecie derogatorie previste dal medesimo art. 2412 del codice civile, segnatamente:

la sottoscrizione degli strumenti finanziari da parte di investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale;

la raccolta effettuata da società mediante emissione di obbligazioni e strumenti finanziari (ivi incluse le cambiali finanziarie) destinati alla quotazione in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione;

l’emissione di obbligazioni che danno il diritto di acquisire ovvero di sottoscrivere azioni;

l’emissione di strumenti finanziari di raccolta garantiti da ipoteca di primo grado su immobili di proprietà della società, sino a due terzi del valore degli immobili medesimi.

La disciplina sancisce l’applicazione dei limiti previsti dal codice civile alle emissioni di ogni tipo di strumento finanziario di raccolta, con l’obiettivo di evitare elusioni derivanti da una diversa qualificazione giuridica degli strumenti utilizzati.

Secondo la medesima impostazione, per le società a responsabilità limitata e le cooperative alle quali si applicano le norme sulle società a responsabilità limitata, le emissioni di strumenti finanziari di raccolta sono consentite in osservanza di quanto previsto rispettivamente dagli articoli 2483 (sottoscrizione da parte di investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale) e 2526 (sottoscrizione da parte di investitori qualificati degli strumenti privi di diritti amministrativi) del codice civile.

Caratteristiche

Gli strumenti di raccolta diversi dalle obbligazioni hanno un taglio minimo unitario non inferiore a euro 50.000 (2). Tale limite non si applica agli strumenti finanziari destinati alla quotazione in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione

Non è fissata una durata minima per gli strumenti finanziari di raccolta, ad eccezione delle cambiali finanziarie (cfr. par. 3) e fermo restando il divieto per i soggetti non bancari di effettuare la raccolta di fondi a vista. La denominazione degli strumenti finanziari non deve contenere indicazioni tali da ingenerare confusione tra gli stessi e i titoli di raccolta bancari (certificati di deposito, buoni fruttiferi).

Sugli strumenti finanziari di raccolta e sui relativi registri deve essere indicata l’identità dell’eventuale garante e l’ammontare della garanzia. Tale indicazione assume rilievo, in particolare, ai fini di quanto previsto in materia di garanzie dagli articoli 2412 e 2483 del codice civile
CARATTERISTICHE DEGLI EMITTENTI (a)(b) CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI POSSIBILITÀ DI EMETTERE ED EVENTUALI LIMITI (c)
Società non finanziarie “quotati” SI, SENZA ALCUN LIMITE
“non quotati” SI, ENTRO IL DOPPIO DEL PATRIMONIO (d)
Società finanziarie non vigilate “quotati” e “non quotati” SI, ENTRO IL PATRIMONIO
Società finanziarie vigilate “quotati” SI, ENTRO IL QUINTUPLO DEL PATRIMONIO
“non quotati” SSI, ENTRO IL DOPPIO DEL PATRIMONIO
PREMIO PUT
Contratto a premio con il quale il compratore si riserva la facoltà di consegnare la quantità di titoli negoziata al prezzo base prefissato più il premio, o di non consegnare i titoli pagando solo il premio.

PRESTITO PONTE
Nella finanza internazionale, prestito a breve termine concesso in via preliminare dal Fondo Monetario Internazionale o dalla Banca Mondiale a favore di un Paese in via di sviluppo, in attesa di un prestito a scadenza più lunga erogato da banche private. Prestito al consumo a breve termine concesso all’acquirente di un nuovo immobile come anticipo sul ricavato dalla vendita dell’immobile posseduto in precedenza. Nella finanza aziendale, un credito a breve termine necessario per soddisfare le esigenze di finanziamento riguardanti il periodo compreso tra l’estinzione dei titoli esistenti e l’emissione di nuovi titoli a scadenza più lunga.

PREZZO A PRONTI
Il prezzo di un titolo per consegna immediata, nel numero di giorni previsti dalle abitudini commerciali.

PREZZO BASE
Il prezzo base che nelle aste dei titoli di Stato, l’autorità pubblica accetta per poter considerare valide le offerte, e che una volta fissato consente di determinare il massimo costo del finanziamento ottenuto mediante l’emissione.

PREZZO DI APERTURA
Indica:

1. nel mercato MTA, il prezzo al quale vengono conclusi i contratti nella fase di apertura; nel caso in cui su uno strumento finanziario si svolgano in una seduta di Borsa più di una fase di asta, il prezzo di apertura è il prezzo venutosi a determinare al termine della prima fase d’asta;

2. nel mercato MOT, il prezzo al quale vengono conclusi i contratti nella fase di asta definitiva.

PREZZO DI ESERCIZIO
È il prezzo a cui l’acquirente di un contratto di opzione ha il diritto di acquistare (call option) o vendere (put option) lo strumento sottostante.

PREZZO DI MERCATO
Detto anche market price, è il prezzo momentaneo che si determina sul mercato dall’incontro tra domanda e offerta di un dato bene di investimento.

PREZZO DI RIFERIMENTO
Indica, nel mercato MTA, il prezzo medio ponderato relativo all’ultimo 10% delle quantità contrattate nella seduta-

PREZZO UFFICIALE
Indica:

1. nel mercato MTA, il prezzo medio ponderato relativo a tutte le quantità contrattate durante la seduta, eccezion fatta per i contratti eseguiti con la funzione di cross-order;

2. nel mercato MOT, il prezzo di apertura o, in assenza, il prezzo medio ponderato di sottoscrizione per abbinamento;

3. nel mercato IDEM, il prezzo di chiusura giornaliero.

PRICE EARNING – P/E
Rapporto fra il prezzo delle azioni di una società quotata e gli utili per azione prodotti dalla stessa su base annua. Il P/E rappresenta il prezzo che gli investitori sono disposti a pagare per ogni lira di utile prodotta dalla società; più alto è il suo valore, maggiori sono le aspettative degli investitori sulle prospettive di crescita della società. Viene utilizzato dagli analisti finanziari per valutare la convenienza economica del prezzo di un titolo rispetto al suo valore effettivo.

PROFILO DI RISCHIO (DI INVESTITORE)
Il profilo di rischio rappresenta sinteticamente l’atteggiamento nei confronti degli investimenti di un individuo, tenendo conto di caratteristiche personali oggettive e di comportamenti soggettivi.

PROMOTORE FINANZIARIO
Professionista specializzato nel collocamento di prodotti e servizi finanziari per conto di una SIM o di una banca.
Il promotore può operare solo se è iscritto all’Albo professionale; per poter esercitare la professione è necessario possedere alcuni requisiti minimi di base (titolo di studio di scuola superiore o laurea), requisiti di onorabilità (assenza di condanne penali), requisiti di conoscenze tecniche.
Queste ultime sono accertate attraverso un esame tendente ad accertare che il candidato possa effettivamente svolgere correttamente ed efficacemente la professione.

PRONTI CONTRO TERMINE
Operazione di investimento a breve o brevissimo termine effettuata attraverso l’acquisto di titoli obbligazionari per contanti, rivenduti alla scadenza concordata ad un prezzo prefissato.
L’interesse deriva dalla differenza tra prezzo di acquisto e di vendita, con un calcolo identico a quello di un BOT.
Il PCT è utilizzato da risparmiatori che non intendono impegnarsi per lunghi periodi di tempo in quanto vogliono mantenere liquido il capitale.
Il rendimento effettivo dei PCT è superiore a quello dei BOT ed inferiore a quello dei BTP.

PROPENSIONE AL RISCHIO
La propensione al rischio rappresenta l’attitudine di un individuo ad assumere dei rischi.

PROPOSTA DI NEGOZIAZIONE (o Proposta)
Ordine di acquisto o di vendita, per conto terzi o per conto proprio, immesso dagli operatori nei mercati MTA, MOT, MPR o IDEM, contenente i dati e le informazioni necessarie per la sua visualizzazione ed esecuzione.

PROSPETTO INFORMATIVO
Documento contenente le principali informazioni sulle caratteristiche di uno strumento finanziario in fase di collocamento.

PUNTO BASE
L’unità di misura più piccola utilizzata per stabilire i rendimenti dei titoli a reddito fisso. Equivale a un centesimo di punto percentuale e quindi allo 0,01%.

PUT
Nel linguaggio di borsa, indica l’opzione di vendita (corrispondente al premio del venditore). Il titolare di un contratto put ha cioè il diritto – ma non l’obbligo – di vendere, entro un periodo di tempo concordato, un determinato quantitativo di titoli, o di divise estere o di metalli preziosi, a un prezzo prefissato. L’opposto è il “call”.

Q

QUOTA
Parte del patrimonio di un fondo comune d’investimento, emessa a fronte del versamento effettuato dal risparmiatore.
La quota può essere “riscattata” (cioè rivenduta al fondo), incassandone il valore. Il prezzo della quota varia ogni giorno in funzione del valore del patrimonio.

QUOTA CAPITALE E QUOTA INTERESSI
Quando stipuliamo un mutuo, in ogni rata restituiamo una parte del denaro preso in prestito e paghiamo gli interessi sul capitale che ci resta da rimborsare. Il totale della rata è quindi la somma della parte di capitale che restituiamo (quota capitale) e degli interessi dovuti (quota interessi). Quando ad esempio paghiamo una rata fissa le due parti che la compongono variano notevolmente, anche se la loro somma è costante. Nelle prime rate la quota interessi è molto alta poiché molto alta è la somma che ci resta da restituire, e la quota capitale (dovendo la rata rimanere costante) è quindi più bassa. Il rapporto si inverte nelle ultime rate: poiché abbiamo già restituito quasi tutto gli interessi saranno ridotti e la rata sarà quasi esclusivamente formata dalla quota capitale.

QUOTAZIONE
È il prezzo migliore a cui si può acquistare o vendere un bene di investimento in un certo momento. È composto da due indici: il prezzo più alto al quale è possibile trovare soggetti interessati all’acquisto, e il prezzo più basso al quale è possibile trovare soggetti interessati alla vendita.

R

RAIDER
È un soggetto individuale o societario che ha l’obiettivo di assumere il controllo di una società per sostituirsi al management della stessa. Può detenere i fondi necessari al rastrellamento dei titoli, o finanziarsi tramite un’emissione junk bond.

RAPPORTO PREZZO/UTILE
È il rapporto che indica il numero di volte che il prezzo di un titolo azionario copre gli utili conseguiti (o che lo saranno) da una società.

RAPPORTO UTILI/PREZZO
È il rapporto tra l’utile per azione e il prezzo corrente del titolo, ed è anche detto Earnings Yield, rendimento degli utili, poiché può essere utilizzato per comparare tra di loro investimenti differenti.

RATA
Pagamento da effettuare periodicamente per estinguere il debito. La cadenza dei pagamenti viene stabilita dal contratto.

RATEO
Quota di interessi o di dividendi di competenza di un titolo a una determinata data. Nella negoziazione delle obbligazioni è separato dal prezzo del relativo titolo, mentre per le azioni è idealmente compreso nel prezzo.

RATING
Valutazione fornita da agenzie specializzate sulla qualità dei titoli obbligazionari emessi da una società o in altri termini sulla probabilità che la società restituisca il proprio debito. Tra le dieci principali agenzie si differenziano Standard & Poor’s e Moody’s poiché forniscono valutazioni sia per tipo di emittente che per strumento finanziario.

REAL ESTATE
Generalmente, ogni bene immobile posseduto da un soggetto, come terreni, case, ecc.

RECESSIONE
Situazione economica negativa caratterizzata dalla riduzione della produzione industriale, dal calo dei consumi, dalla diminuzione del reddito delle famiglie.
La recessione può nascere da motivi interni (situazione di debolezza del sistema economico di un paese), oppure da motivi internazionali (situazione di crisi diffusa a livello mondiale). L’esempio più noto di recessione mondiale è quello degli anni ’30 quando in tutto il mondo si registrò una grande depressione economica, sviluppatasi dopo il “grande crollo” della borsa di New York (1929).

Registro: il registro tenuto dalla Consob ai sensi dell’articolo 50-quinquies del Testo Unico .

REGOLAMENTO DI UN FONDO
Documento che completa il prospetto informativo di un fondo indicando le caratteristiche principali e le modalità di funzionamento.

Regolamento Emittenti Il Regolamento Emittenti n. 11971 del 14 maggio 1999 e sue successive modifiche

REMOTE BANKING
Servizio telematico che consente al cliente di gestire da un’unica postazione PC tutti i propri rapporti di conto corrente, anche se detenuti presso banche diverse.

RENDICONTO FINANZIARIO
Il Rendiconto Finanziario ha lo scopo di mettere in evidenza la posizione finanziaria netta a inizio periodo e a fine periodo.

RENDIMENTO
Reddito complessivo di un investimento, espresso in percentuale del capitale investito. Per le obbligazioni viene solitamente utilizzato il rendimento alla scadenza o alla prima data disdicibile. In questo caso il rendimento si compone del reddito complessivo derivante dagli interessi fissi e dalla variazione di corso fino al rimborso, distribuito sul numero degli anni di vita residua.

RENDIMENTO ATTESO
Il rendimento atteso di un titolo è il rendimento che ci si attende da un titolo in un periodo futuro. Essendo un valore atteso e non certo, il rendimento realizzato potrà essere più elevato o più contenuto.

RENDIMENTO EFFETTIVO
Rendimento di un titolo calcolato tenendo conto di tutte le componenti reddituali (incasso di cedole, vendita di diritti d’opzione, utile o perdita sulla vendita, imposte pagate). Il calcolo matematico è abbastanza complesso e richiede (se lo si vuol fare rapidamente) l’utilizzo di un personal computer.

RENDIMENTO DI CASSA
Rendimento mensile generato da un titolo di credito garantito da ipoteca, misurato tramite i flussi di pagamento futuri. Rappresenta il tasso interno di rendimento dell’operazione, nel momento in cui si eguaglia il prezzo del titolo alla somma dei valori attuali dei flussi di cassa generati dal titolo stesso.

RENDIMENTO IMMEDIATO
Rendimento di un investimento in titoli che tiene conto solamente degli utili periodici incassati (interesse o dividendo).
Il calcolo del rendimento effettivo è molto semplice:

Ri = R/C in cui R indica il reddito e C il costo.

Ad esempio il rendimento immediato di un BTP pagato 95 con cedola annua del 5% è pari a:

Ri = 5/95 = 5,276%

RENDIMENTO MEDIO
È il valore del rendimento che ci si può logicamente aspettare da un investimento, data una serie di risultati ipotetici con le relative probabilità che si verifichino. Nella teoria degli investimenti, questo termine è utilizzato frequentemente come sinonimo di rendimento atteso, quel rendimento che un soggetto razionale, con tutte le informazioni a disposizione, può attendersi dall’investimento. Il rendimento medio in un portafoglio, invece, si calcola tramite la media ponderata dei rendimenti medi ottenibili dai vari beni presenti, dove i pesi sono la percentuale del controvalore globale investita in ogni singolo titolo.

RENDITA
Sequenza di capitali a ciascuno dei quali corrisponde un’apposita scadenza.

RENDITA VITALIZIA
È la prestazione che prevede il pagamento di una somma periodica, fintantoché l’assicurato sia in vita.

REQUISITI PATRIMONIALI
I requisiti patrimoniali sono le condizioni che il patrimonio delle istituzioni finanziarie deve soddisfare per essere adeguato al grado di rischio assunto.

RETENTION RATE
Percentuale di utili trattenuti.

REVERSE CONVERTIBLE BOND
Obbligazioni che prevedono il pagamento di una cedola elevata ed il rimborso del capitale in maniera legata all’andamento di un titolo di riferimento.
Se il titolo sale rispetto al prezzo concordato (detto “strike price”) l’investitore riceve il rimborso in denaro; se invece il prezzo scende, l’investitore riceve, come rimborso, un numero prefissato di azioni del titolo di riferimento. Si tratta di obbligazioni speculative, che espongono il risparmiatore al rischio di perdita, in misura anche elevata, del capitale.

RIALZO
Incremento dei prezzi o dei corsi (specialmente in borsa).

RIBA
Ricevuta Bancaria Elettronica. E’ una procedura interbancaria per la gestione automatica degli incassi commerciali e delle relative ricevute restituite non pagate. Per il pagamento è possibile scegliere modalità diverse dall’addebito in conto, come avviene invece per le procedure RIA e RID.

RIBASSO
Flessione generalizzata dei prezzi e delle quotazioni (soprattutto in borsa).

RIBILANCIAMENTO DEL PORTAFOGLIO
Il ribilanciamento del portafoglio consiste nel modificare la composizione di un portafoglio a livello quantitativo (variando il peso relativo degli strumenti finanziari che lo compongono) e/o qualitativo (inserendo o eliminando uno o più strumenti finanziari).

RICAVO MARGINALE
È l’ammontare di ricavo aggiuntivo, ottenuto aumentando o diminuendo di un’unità il volume della produzione.

RID (RAPPORTI INTERBANCARI DIRETTI)
Consiste in un’operazione di prelievo automatico (autorizzato dal cliente) di denaro da un conto corrente e nel conseguente accredito della somma su un altro conto corrente. Questo tipo di servizio è comunemente utilizzato per pagamenti periodici e ricorrenti, ad esempio le normali bollette.

RIMBORSO AUTOMATICO
Presso alcuni fondi comuni, l’effettuazione di un pagamento periodico da parte degli stessi a favore del partecipante. L’importo viene definito dal valore dei dividendi che il fondo comune ha percepito nel periodo e dai capital gains conseguiti.

RIPARTO
Distribuzione dei titoli, oggetto di un’offerta al pubblico, a seguito di richieste per un quantitativo superiore a quello offerto. Può essere proporzionale o favorire i sottoscrittori di minori dimensioni.

RISCHIO
Il rischio può essere definito come la possibilità che il rendimento effettivo di uno strumento finanziario si discosti dal suo valore atteso a causa dei movimenti imprevisti del prezzo di mercato. Tuttavia, in realtà, il lato del rischio che maggiormente preoccupa gli investitori è quello negativo, cioè il rischio di registrare delle perdite in conto capitale.

RISCHIO AZIONARIO
Il rischio azionario rappresenta il rischio di fluttuazioni dei prezzi dei titoli azionari.

RISCHIO DI CAMBIO
Il rischio di cambio rappresenta il rischio derivante dalla fluttuazione dei tassi di cambio.

RISCHIO DI CREDITO (RISCHIO EMITTENTE)
Il rischio di credito rappresenta il rischio che l’emittente sia insolvente e non rispetti i propri impegni di rimborso del debito.

RISCHIO DI IMPRESA
In parole semplici si tratta di non vedere il capitale proprio remunerato, in altri termini la possibilità di chiudere il bilancio in perdita.

RISCHIO DI LIQUIDITA’
È il rischio di perdita affrontato da una società che necessita della possibilità di liquidare parte dei propri investimenti a medio termine per affrontare esigenze di pagamento a breve termine. Il caso più comune riguarda le banche, che possono trovarsi nella situazione di dover liquidare velocemente investimenti per far fronte a richieste di rimborso di depositi.

RISCHIO DI MERCATO
Il rischio di mercato è il rischio di variazione del prezzo di uno strumento finanziario o di un portafoglio provocato dalla variazione di una o più condizioni di mercato. Comprende ad esempio i rischi di prezzo, di tasso di interesse, di tasso di cambio, etc; non comprende il rischio di credito

RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE
Il rischio di tasso di interesse rappresenta il rischio di variazione della struttura a termine dei tassi di interesse.

RISCHIO DI VARIAZIONE DELLA VOLATILITA’
Il rischio di variazione della volatilità rappresenta il rischio di fluttuazioni del livello di volatilità dei mercati.

RISCHIO OPERATIVO
Il rischio operativo è il rischio di incorrere in perdite dovute ad errori, infrazioni, interruzioni o danni riconducibili a processi interni, persone, sistemi o eventi esterni.

RISCHIO PAESE
Quantificazione dell’esposizione di un Paese straniero all’inadempimento delle proprie obbligazioni finanziarie, a causa di una particolare instabilità politica o sociale, oppure di una situazione economica negativa.

RISCHIO SISTEMATICO
Rischio connesso al mercato nella sua globalità ed è legato all’andamento di alcune variabili macroeconomiche nazionali ed internazionali.

RISCHIO SPECIFICO
Rischio connesso all’attività svolta dalla società che si sta considerando.

RISK FREE
È il tasso di rendimento di un investimento privo di rischio.

RISPARMIO GESTITO
Termine che indica l’investimento effettuato indirettamente, tramite istituzioni finanziarie (banche, SIM, fondi comuni, compagnie di assicurazione) autorizzate dalla legge.
Il risparmio gestito può assumere diverse forme, quali:
– la gestione individuale, effettuata da banche o SIM. La gestione può essere obbligazionaria, azionaria, bilanciata, e può essere orientata solo su titoli italiani o solo su internazionali. Si tratta, in pratica, di un prodotto molto specifico che un risparmiatore si sceglie, affidando a professionisti esperti il suo capitale e lasciando loro la più ampia libertà di scelta nell’ambito dell’indirizzo indicato.
– la gestione collettiva o “in monte”, effettuata da una compagnia di assicurazione o da un fondo comune d’investimento. Le compagnie di assicurazione usano lo strumento delle polizze “a capitale differito” che consentono di incassare, dopo un certo numero di anni, una certa cifra in funzione dei rendimenti conseguiti (con un minimo garantito); i fondi comuni non garantiscono nulla, ma la loro gestione (fortemente dinamica) offre in genere soddisfacenti risultati nel medio – lungo periodo.

RISULTATO INDUSTRIALE
E’ il risultato dell’attività tipica d’impresa, quindi sono esclusi i risultati della gestione straordinaria e finanziaria.

RITENUTA D’ACCONTO
Tipo di imposizione fiscale che prevede, da parte del soggetto che effettua il pagamento di un compenso o di una rendita finanziaria, la trattenuta di una parte del dovuto quale acconto di imposta che verrà versata all’autorità fiscale. Il percipiente potrà quindi, in fase di calcolo della dichiarazione dei redditi, detrarre quanto già trattenuto a titolo di acconto.

ROA
Indica il rendimento del capitale investito (Totale Attivo) e si calcola come rapporto fra Utile e Totale Attivo.

ROE
È il principale indicatore di redditività di un’azienda. Rappresenta il rendimento del Patrimonio Netto e si calcola come rapporto fra Utile e Patrimonio Netto.

ROGITO
Atto ufficiale di compravendita redatto da un notaio e registrato presso l’ufficio del registro.

ROS
È l’indicatore di redditività operativa di un’azienda. Rappresenta il margine sulle vendite e si calcola come rapporto fra Risultato Operativo e Fatturato.

S

SALDO
1) Differenza tra il totale del dare e il totale dell’avere di un conto.
2) Residuo spettante o dovuto su una fattura o su un estratto conto.

SALDO TECNICO
E’ il principale risultato della gestione assicurativa ed è dato dalla differenza tra i premi e i sinistri (comprese le spese di gestione).SBARRAMENTO
Lo sbarramento consiste in due linee parallele apposte trasversalmente sull’assegno ed impone alla banca di pagare solo ad un proprio cliente oppure ad un’altra banca.

SCADENZA
Data alla quale un titolo obbligazionario o una polizza “a capitale differito” vengono rimborsati.

SCINDIBILITA’
E’ la proprietà di cui gode il regime dell’interesse composto e il regime dello sconto composto. Consiste nella possibilità, dato un certo orizzonte temporale di riferimento per una operazione di capitalizzazione o di attualizzazione, di giungere al medesimo montante o valore attuale in modo graduale.

SCONTO
Onere gravante su chi intende godere anticipatamente di una somma disponibile solo in un momento differito. Da un punto di vista algebrico, corrisponde alla differenza tra il capitale collocato naturalmente in un momento futuro ed il suo valore attuale.

SCONTO COMMERCIALE
Vendita di titoli di credito commerciale, o trasmissione degli stessi come garanzia a chi eroga il prestito, per ottenere denaro contante. Utilizzata come forma di finanziamento aziendale a breve termine. La vendita diretta di titoli di credito commerciale viene chiamata Factoring.

SEAQ International
Mercato telematico basato a Londra, organizzato, gestito e utilizzato dai principali dealers per la negoziazione di titoli non inglesi, trattati nelle rispettive monete.

SERVIZI DI INVESTIMENTO
Così come previsto dal Testo Unico dell’Intermediazione Finanziaria (TUIF, art. 1) i servizi di investimento sono:

negoziazione per conto proprio;
negoziazione per conto terzi;
ricezione e trasmissione di ordini nonché mediazione;
collocamento, con o senza preventiva sottoscrizione o acquisto a fermo, ovvero assunzione di garanzia nei confronti dell’emittente;
gestione si base individuale di portafogli di investimento per conto di terzi.
SGR
Nell’ambito del risparmio gestito le SGR (Società di Gestione del Risparmio) sono società autorizzate a promuovere, istituire, organizzare e gestire il patrimonio di un fondo comune (gestione collettiva del risparmio), mantenendo separato il proprio patrimonio da quello del fondo. Una SGR può gestire anche fondi istituiti da altre società di gestione.

SICAF
Abbreviazione di Société d’Investissement à capital fixe. Fondo d’investimento chiuso costituito sotto forma di società anonima come persona giuridica indipendente.

SICAV
Sigla che indica le Società d’Investimento a Capitale Variabile, società specializzate nella gestione di capitali dei risparmiatori, che operano in maniera simile a quella dei fondi comuni.
Il capitale varia giorno per giorno, in quanto i soci (i risparmiatori-investitori) possono acquistare nuove azioni dalla società o rivenderle alla società.
Le SICAV sono costituite da vari “comparti”, ognuno dei quali specializzato in certi tipi di operazioni. In una SICAV “coabitano” quindi comparti obbligazionari, comparti azionari e comparti bilanciati, nonché comparti specializzati in specifiche aree geografici o in particolari settori economici.

SIM
Società d’Investimento Mobiliare. Sono istituzioni create con la legge del 1991, la prima che ha riformato il mercato finanziario italiano.
Le SIM possono avere un ampio campo operativo: possono infatti effettuare attività di negoziazione di titoli per conto della clientela (comprandoli o vendendoli sulla base degli ordini ricevuti), ma possono anche operare per proprio conto, possono gestire patrimoni di risparmiatori, possono sollecitare il pubblico risparmio (offrendo ad esempio fondi comuni d’investimento, SICAV, prestiti, mutui), avvicinandosi, in pratica, a quanto fanno le banche. Sono soggette a controlli da parte della Consob e della Banca d’Italia, che hanno il compito di tutelare il pubblico e di garantire l’efficienza del mercato finanziario.

SISTEMI DI GENERAZIONE AUTOMATICA
Insieme dei sistemi di generazione e immissione automatica di ordini, sulla base di parametri predeterminati in relazione all’andamento dei mercati.

SISTEMI DI SCAMBI ORGANIZZATI
I Sistemi di Scambi Organizzati sono dei circuiti organizzati per la negoziazione di strumenti finanziari sia quotati, sia non quotati. Gli SSO sono disciplinati dalla CONSOB che impone ai loro organizzatori obblighi di informativa e trasparenza meno stringenti rispetto a quelli previsti per i mercati regolamentati.

SMALL CAP
Con questo termine si identificano le società aventi una piccola capitalizzazione di borsa.

SOCIETÀ DI CAPITALI CHE INVESTONO PREVALENTEMENTE IN START-UP INNOVATIVE E IN PMI INNOVATIVE.
Come definite dall’articolo 1, comma 2, lettera f), del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 30 gennaio 2014

SOCIETA’ DI GESTIONE
Società che gestisce il patrimonio di un fondo comune di investimento, decidendo i titoli da acquistare e vendere, stabilendo la composizione del portafoglio, il grado di rischio e così via.

SOPRA LA PARI
Definizione data alla quotazione di un titolo quando il prezzo di mercato è superiore al valore nominale.

SOSPENSIONE
Provvedimento adottato dalla Borsa Italiana, a tempo determinato o indeterminato, nei confronti di un titolo quotato oggetto di pressioni speculative o sul quale sono in corso particolari operazioni societarie. Per le azioni, in caso di variazione del prezzo di mercato durante una seduta di Borsa superiore al 5% (in positivo o in negativo) rispetto al prezzo relativo al contratto precedente, scatta una sospensione automatica delle negoziazioni sul titolo di 5 minuti. In caso di variazione superiore al 10% rispetto al prezzo di riferimento del giorno precedente, scatta una sospensione automatica delle negoziazioni di almeno 10 minuti con successivo ripristino dopo una nuova fase di apertura.

SOSTEGNO
Azione concertata di uno o più gruppi finanziari mirata a mantenere, tramite operazioni di acquisto, la quotazione di un titolo sui livelli desiderati.

SOTTO LA PARI
Si definisce così un titolo il cui prezzo di mercato è sotto il suo valore nominale.

SOVRAPREZZO
È il maggior valore rispetto al nominale che viene richiesto all’aderente all’operazione di aumento di capitale sociale.

SPREAD
Lo spread è una delle due componenti del tasso di interesse di un mutuo; è un valore stabilito contrattualmente che rimane fisso nel tempo e che comprende il margine di guadagno della banca e le varie spese di gestione. Sommata ad uno specifico tasso di riferimento preso sul mercato, determina il tasso di interesse applicato al mutuo. Lo spread applicato dalle banche non è un valore fisso, ma varia a seconda del tipo di mutuo, del cliente, della durata e delle condizioni di mercato.
Ad esempio: il tasso di interesse applicato ad un mutuo può essere pari a Euribor + 1%: la prima componente (Euribor) varia nel tempo con il variare dei tassi di mercato, la seconda (Spread) rimane fissa.

SPECULAZIONE
Operazione di breve termine che mira a conseguire un guadagno in base alla differenza fra i prezzi attuali di titoli quotati e i prezzi attesi.

SPESE D’ISTRUTTORIA
Importo addebitato ai clienti della banca che chiedono un fido. Si tratta di spese connesse all’impostazione della pratica, allo studio dei documenti, alla ricerca di informazioni sul conto del richiedente e così via.

STACCO DI CEDOLE
Operazione che conferisce ai possessori di titoli il diritto di riscuotere gli interessi o il dividendo maturati.

STANDARD & POOR 500 (S&P 500)
Indicatore dell’andamento di tutto il mercato azionario statunitense. E’ composto dalle 500 società a più grande capitalizzazione della Borsa di New York.

STANZA DI COMPENSAZIONE
Il luogo dove i soggetti con opposte posizioni creditorie e debitorie provvedono alla chiusura delle stesse. Per estensione, viene definito stanza di compensazione anche l’organismo, presente nelle Borse valori, preposto alla chiusura delle posizioni aperte in strumenti derivati tramite la consegna fisica o la compensazione con posizioni opposte.

STAR
Segmento Titoli con Alti Requisiti. È il segmento del Mercato Telematico Azionario (MTA) di Borsa dedicato alle aziende di capitalizzazione medio – piccola, operanti con successo nei settori tradizionali dell’economia, che rispondono ad una serie di specifici requisiti in materia di trasparenza informativa, liquidità, corporate governance.

STATO PATRIMONIALE
Lo Stato Patrimoniale mette in evidenza il capitale esistente alla fine del periodo amministrativo, determinato in funzione del reddito.

STELLAGE
Contratto a premio con il quale il compratore si riserva la facoltà di consegnare (“premio put”) o di ritirare (“premio call”) la quantità di titoli negoziata al prezzo base prefissato, rispettivamente decurtato o integrato dal premio.

STILE DI INVESTIMENTO GROWTH
Lo stile di gestione cosiddetto growth value (basato cioè sulla crescita) tende a privilegiare le società ad alto potenziale di sviluppo ritenute in grado di offrire tecnologie innovative. È una strategia di investimento che seleziona le azioni che presentano un elevato potenziale di incremento di valore e che si basa quindi, per lo più, sulle attese di redditività dei prodotti o servizi offerti e quindi sul valore di una società a prescindere, talvolta, dai tradizionali parametri di analisi.

STILE DI INVESTIMENTO VALUE
Lo stile di gestione cosiddetto value (basato cioè sul valore effettivo) tende a privilegiare una scelta degli investimenti impostata sull’analisi dei fondamentali delle società. È una strategia di investimento che seleziona le azioni di società che risultano sottovalutate dal mercato, i cui prezzi sono cioè bassi rispetto al livello dei dividendi, degli utili e del valore contabile dell’azienda.

STOCK-PICKING
Attività consistente nella selezione di alcuni titoli rispetto ad altri nell’ambito della costruzione di un portafoglio investito in un certo mercato. Lo stock picking può essere effettuato utilizzando modelli di analisi tecnica e fondamentale.

STRAP
Contratto a premio con il quale il compratore si riserva la facoltà di ritirare la quantità di titoli negoziata o di consegnarne la metà al prezzo base prefissato, rispettivamente integrato o decurtato dal premio.

STRIP
Contratto a premio con il quale il compratore si riserva la facoltà di ritirare la quantità di titoli negoziata o di consegnarne il doppio al prezzo base prefissato, rispettivamente integrato o decurtato dal premio.

STRUMENTI FINANZIARI
Gli strumenti finanziari sono tutti gli strumenti di investimento finanziario: azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento, covered warrant, gestioni patrimoniali, polizze index e unit linked, etc.

STRUMENTI FINANZIARI
Le azioni e le quote rappresentative del capitale sociale elle società o degli OICR, oggetto delle offerte al pubblico condotte attraverso portali.

STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI O ILLIQUIDI
Le azioni e le quote, non sono quotate, o degli OICR non trattabili o negoziabili in alcun mercato regolamentato e/o con l’ausilio di intermediari autorizzati. La transazione essendo relativa nella maggior parte dei casi a quote di minoranza, è di scarso interesse per gli investitori

SUPER STOCK
E’ un titolo emesso da TRADINGLAB e collegato ad un’azione, di durata normalmente compresa tra i 6 e i 12 mesi. Se si hanno aspettative rialziste di breve periodo su un’azione, investendo in Super Stock si possono moltiplicare le opportunità di rendimento. Se il prezzo dell’azione sale al di sopra dello strike, Super Stock ne raddoppia la performance; se il prezzo dell’azione scende al di sotto dello strike, Super Stock consegna l’azione sottostante, e il rendimento coincide, quindi, con quello offerto dall’acquisto dell’azione. Oltre un determinato livello di apprezzamento dell’azione, detto “Cap”, il rendimento si mantiene costante. Per questo motivo Super Stock offre i massimi vantaggi in uno scenario di rialzo moderato.

SVALUTAZIONE
Fenomeno che diminuisce il valore ufficiale di una moneta nei confronti di un’altra moneta. La svalutazione non va confusa con l’inflazione che, come già illustrato, rappresenta una perdita di potere d’acquisto della moneta all’interno del paese, non nei confronti dell’estero

SWITCHING
Termine del linguaggio di borsa, è usato con il significato di spostamento, cambiamento. Si abbandona una posizione a favore di un’altra come, ad esempio, quando si vendono titoli dall’andamento deludente per investire il ricavato in valori più promettenti.

T

TAEG
Tasso effettivo globale sui prestiti erogati da banche e finanziarie.
Il tasso è calcolato tenendo conto, oltre che degli interessi, anche di tutti gli altri oneri accessori che gravano sul prestito (spese d’istruttoria, spese ipotecarie, diritti fissi, spese d’incasso, ecc.) che aumentano l’onere effettivo assunto dal debitore.
Per legge il TAEG deve essere evidenziato nei contratti e nei documenti pubblicitari per dare la massima trasparenza alle operazioni (il cui costo non può essere percepito dal solo tasso d’interesse).

TAH
Mercato After Hours. È il comparto di Borsa in cui si negoziano, in orari differenti da quelli stabiliti per l’MTA e per l’MCW, azioni quotate in Borsa che presentano determinati requisiti di liquidità e covered warrant e certificates a richiesta dell’emittente.

TAN
Tasso nominale sui prestiti erogati da banche e finanziarie. Il tasso è calcolato semplicemente rapportando l’ammontare degli interessi rateali dovuti al capitale prestato, senza tener conto del costo complessivo del finanziamento. 

TASSO DI CAMBIO
Rapporto di valore tra una moneta ed un’altra. Il tasso di cambio esprime quanto il mercato apprezza una certa moneta in confronto alle altre, e sintetizza la situazione economica e finanziaria di un paese. Un rialzo del cambio rispetto alle valute estere è indice di benessere e di forza economica. Un ribasso del cambio, invece, è indice di debolezza dovuto, ad esempio, a una forte inflazione interna, a rapporti sociali tesi od instabili che provocano fughe di capitali verso l’estero.

TASSO DI CRESCITA
Il tasso di crescita (g) della società dipende dalla percentuale di utili trattenuti dall’azienda (non distribuiti). Viene calcolato come prodotto tra Retention Rate e ROE.

TASSO D’INTERESSE
E’ la misura della rimunerazione del capitale. Viene espresso in percentuale, attraverso il rapporto tra interessi pagati ed importo sul quale sono pagati; in formula:
I
i = —
C
in cui I indica gli interessi e C il capitale.
Ad esempio, se si incassa una cedola di 193 EUR su un Buono del Tesoro di 5.164 EUR, il tasso d’interesse è pari a:
375.000
i = —————— = 0,375 = 3,75%
10.000.000

TASSO D’INTERESSE PERIODALE
E’ l’interesse prodotto da un capitale unitario impiegato per una frazione di anno normalmente indicato con ik.

TASSO DI PREMIO
Nelle assicurazioni sulla vita il tasso di premio è quel coefficiente che applicato al capitale assicurato determina il premio da pagare. Il tasso di premio è calcolato sulla base di vari fattori (ad esempio il sesso, l’età, il tasso di attualizzazione).

TASSO DI RENDIMENTO
Il tasso di rendimento è dato dalla somma dell’investimento privo di rischio (Risk free) e del premio per il rischio.

TASSO DI SCONTO
È il tasso d’interesse applicato alle operazioni di finanziamento al sistema bancario da parte della Banca centrale. Generalmente, è il tasso d’interesse che viene utilizzato per stabilire il valore attuale di un pagamento futuro.

TASSO DI SCONTO BANCARIO
Tasso d’interesse impiegato dagli istituti bancari per quotare il prezzo di strumenti di mercato monetario a breve scadenza. Per esempio, nel caso una banca venda un titolo di Stato o della carta commerciale a breve scadenza, sottrae dal valore nominale del titolo un quantitativo, chiamato Discount, ricavato dal tasso di sconto applicato.

TASSO INTERNO DI RENDIMENTO
Tasso in grado di eguagliare il valore attuale dei flussi di cassa positivi al valore attuale dei flussi negativi connessi ad un progetto di investimento /finanziamento con l’effetto di esprimere in modo sintetico la redditività / onerosità intrinseca di una operazione.

TASSO VARIABILE
Meccanismo di pagamento degli interessi basato sulla variabilità del tasso in funzione di un parametro di riferimento.
Un’obbligazione a tasso variabile può pagare, ad esempio, una cedola annuale del 4% nel 2001, una del 5,75% nel 2002, una del 3,5% nel 2003 e così via.
I parametri più usati per determinare il tasso applicato sono il rendimento dei BOT (è il meccanismo con il quale sono pagate le cedole dei CCT), il rendimento medio delle obbligazioni o il tasso ufficiale di sconto.

TICK
Oscillazione minima di prezzo che uno strumento derivato o un titolo a reddito fisso può registrare. Per esempio la differenza minima di prezzo tra due contratti future dello stesso tipo è normalmente di un centesimo.

TIMING DI MERCATO
È l’abilità nel scegliere i momenti più idonei per effettuare un investimento o un disinvestimento. Questo termine si può riferire a un unico mercato (acquisto di azioni a prezzo basso e vendita a prezzo alto) o a più mercati: in questo caso ci si riferisce alla rotazione nel tempo delle varie opportunità d’investimento, come il passare da un investimento in un fondo comune azionario a uno bilanciato, ecc.

TITOLO DI STATO
E’ un titolo obbligazionario emesso dal governo di un paese per coprire il suo fabbisogno finanziario. Essendo garantito dallo Stato, è considerato l’investimento con la più bassa probabilità di mancato pagamento.

TITOLO SPAZZATURA
È un’obbligazione a rendimento elevato, ma con un rating internazionale inferiore a BAA della Moody’s Investor Service e a BBB della Standard & Poor’s Corp., perciò a più alto rischio.

TLQ
TLQ è un software per le aziende che permette di acquisire informazioni, effettuare operazioni bancarie e comunicare con la banca di riferimento. 

TLX
Sistema di contrattazioni impostato dal Gruppo Unicredito Italiano, parallelo a quello della Borsa, in cui sono negoziati anche titoli non quotati sul mercato ufficiale, anche al di fuori degli orari previsti dalla Borsa.

TORO
Fase di mercato in cui l’andamento è al rialzo.

TOTAL EXPENSE RATIO
Nell’ambito del risparmio gestito l’acronimo ter significa total expense ratio e rappresenta un indicatore per valutare i costi in capo ai singoli fondi.

TRADER
Soggetto che effettua operazioni di compravendita di titoli sia per proprio conto sia per conto terzi.

TRADING ON LINE
Espressione che indica le contrattazioni effettuate dagli investitori direttamente sul mercato (passando attraverso un intermediario specializzato) dal proprio computer. Il sistema consente la massima rapidità di esecuzione degli ordini ed è particolarmente adatto a chi opera frequentemente in azioni con acquisti e vendite ripetute nel corso di una stessa giornata. 

TRATTA BANCARIA
Titolo di credito emesso da un istituto bancario a valere su fondi che lo stesso ha in deposito presso un altro istituto bancario. Nel caso di banche logisticamente distanti questo strumento permette di effettuare più rapidamente il pagamento di fondi rispetto alla trasmissione di un assegno da parte di un cliente.

TRATTA, BUONO
Nel settore titoli di credito, è l’ordine dato da un soggetto a un altro di pagare una somma a favore di un terzo soggetto alla scadenza di una data stabilita. Nei trasporti, il certificato emesso dal vettore che rappresenta le merci viaggianti. Fra i titoli di Stato statunitensi, i Treasury bills sono titoli con scadenza inferiore all’anno, analoghi ai Buoni Ordinari del Tesoro presenti in Italia. Il Due Bill, nelle contrattazioni dei titoli, è il documento per mezzo del quale l’acquirente indica le somme che vanno versate al venditore, e che riguardano gli obblighi della vendita e gli eventuali diritti accessori, (per esempio il pagamento di dividendi maturati prima della vendita).

TRAVELLERS CHEQUES
Titolo emesso da una banca autorizzata, che consente di acquistare valuta straniera in un Paese diverso da quello di emissione del titolo. 

TREND
Tendenza di fondo dell’andamento di un titolo in un periodo di tempo predefinito.

TRENDLINE
La linea che identifica in un grafico la tendenza del prezzo di un titolo. Questa linea può essere ascendente o discendente a seconda dell’andamento del titolo.

TRIBUTO
Prestazione in denaro dovuta obbligatoriamente dal contribuente allo stato o ad altro ente pubblico dotato di potere d’imposizione fiscale.

TRUST
Il significato per lo più assegnato in campo economico è quello di “cartello di imprese”, intendendo con tale espressione una associazione volontaria di due o più imprese che coordinano le loro politiche di produzione e/o di vendita al fine di aumentare la loro forza contrattuale nei confronti delle altre imprese o dei consumatori.
In un’altra accezione, di origine anglosassone, il trust è un accordo legale, in base al quale le azioni con diritto di voto di diverse società vengono raggruppate sotto la direzione di un consiglio di amministratori fiduciari, i quali dirigono un gruppo di società in modo unitario, creando un singolo cartello delle imprese concorrenti.
Nell’ambito del risparmio gestito il trust identifica una società che gestisce denaro altrui per investirlo professionalmente e secondo criteri di diversificazione.

U

UCIT
Con il termine ucit acronimo di “undertakings for collective investment in trasferable securities” si intende un fondo di investimento della comunità europea che può essere venduto liberalmente in altri paesi della comunità europea.
Gli ucits possono anche essere istituiti in centri offshore ed essere esenti da molte tasse, incluse quelle sui capital gains.

UNIT LINKED
Sono polizze nelle quali le prestazioni sono collegate (“linked”) al valore unitario delle quote (“unit”) di fondi assicurativi appositamente creati.

USUFRUTTO
E’ il diritto di usare un bene di qualcun altro (continuando però a utilizzarlo per gli scopi cui era destinato).

UTILE NETTO
Nei dati ufficiali nel bilancio di un’azienda, indica quanto una società ha incassato in un anno, dopo aver sottratto i costi e le tasse.

UTILI PER AZIONE
Frazione degli utili societari che spetta al possessore di un’azione ordinaria. Si calcola dividendo l’ammontare degli utili al netto delle imposte, dei pagamenti d’interesse per i possessori di obbligazioni e dei dividendi corrisposti ai possessori di titoli azionari di risparmio o privilegiati, per il numero dei titoli esistenti. Solitamente sono compresi nel conteggio del numero dei titoli anche quelli che possono derivare dalla conversione di titoli convertibili esistenti, in questo caso il valore degli utili per azione viene chiamato “fully diluted”.

V

VALORE AGGIUNTO PRO-CAPITE
Indice di bilancio riferito alla produttività del personale.

VALORE ATTUALE
E’ il valore di un capitale ad una data anteriore a quella in corrispondenza della quale si colloca.

VALORE INTRINSECO
Il suo significato varia a seconda del contesto:
– nella valutazione di aziende: indica il valore reale (o venale) del capitale circolante e del capitale immobilizzato. Per contro, il valore di rendimento si ottiene capitalizzando il reddito lordo o netto dell’investimento. In tedesco anche: innerer Wert;
– in riferimento alle opzioni: differenza positiva tra il prezzo di base e il corso corrente dello strumento al quale l’opzione si riferisce;
– per gli immobili: valore del terreno o dell’immobile.

VALORE NOMINALE
Importo convenzionale corrispondente al rapporto fra il capitale sociale e il numero delle azioni in cui esso risulta suddiviso.

VALUTA
Moneta, carta moneta. Nel linguaggio bancario, il giorno a partire dal quale incominciano a decorrere gli interessi su una certa somma.

VARIABILITA’ DEI PREZZI (VOLATILITA’)
La variabilità di un prezzo, detta anche volatilità, è la misura in cui ci si può attendere che il prezzo oscillerà al rialzo o al ribasso.

VOLATILITA’
Ampiezza delle fluttuazioni del prezzo di un’attività finanziaria in un determinato periodo di tempo. E’ un indicatore del rischio associato ad un investimento in quanto maggiore è la volatilità di un titolo, maggiore è la variabilità del rendimento atteso. Viene misurata utilizzando la varianza e lo scarto quadratico medio.

VENDITA ALLO SCOPERTO
È la vendita di titoli in previsione di quotazioni in ribasso effettuata senza avere il possesso dei titoli stessi, per poi riacquistarli quando le quotazioni saranno inferiori.

VENTURE CAPITAL
Forma di finanziamento in qualità di capitale di rischio che può essere erogato dalle banche di investimento a imprese giovani o di nuova costituzione. Il finanziamento può venire concesso a imprese che operano in settori con elevati rendimenti sul capitale o dove sono attuabili innovazioni di rilievo nei sistemi produttivi.

W

WALL STREET
E’ il nome della strada di New York nella quale si trova la più grande Borsa del mondo, quella americana; per estensione, indica la Borsa stessa.
L’andamento della borsa americana condiziona quello di tutte le borse mondiali e l’indice Dow Jones (il più vecchio ed il più noto del mondo) viene letto con attenzione da tutti gli operatori ed i risparmiatori per capire come sta evolvendo l’economia americana.

WARRANT
Buono che dà diritto, entro una data futura o a scadenze prefissate, alla sottoscrizione o all’acquisto di altro titolo azionario o obbligazionario, della stessa o di altra società, a un prezzo predeterminato. Il titolare ha la possibilità di esercitare il diritto inerente ovvero di vendere il warrant.

Y

YANKEE BOND
Titolo obbligazionario e-messo in dollari negli Stati Uniti da una società o istituzioni finanziarie non residenti. Sono titoli a cedola fissa o variabile generalmente pagabile semestralmente.

YIELD
La percentuale della somma investita, quale risultato reddituale di un investimento finanziario. Nei titoli a reddito fisso il rendimento effettivo è quel tasso d’interesse che rende equivalente il prezzo del titolo alla somma dei valori attuali formati dai flussi di cassa che il titolo andrà a generare in futuro. Il rendimento di un titolo azionario è invece calcolato come rapporto tra il dividendo annuale del titolo e il prezzo di mercato dell’azione.

Z

ZERO COUPON BOND
Titolo obbligazionario il cui rendimento viene dato esclusivamente dalla graduale crescita del valore del titolo fino alla scadenza, non prevedendo quindi il pagamento di cedole periodiche e riconoscendo l’interesse maturato in un’unica soluzione al momento del rimborso.

ZERO COUPON CONVERTIBLE BOND
Titolo obbligazionario il cui rendimento viene dato esclusivamente dalla graduale crescita del valore del titolo fino alla scadenza, non prevedendo quindi il pagamento di cedole periodiche e riconoscendo l’interesse maturato in un’unica soluzione al momento del rimborso.